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martedì 25 ottobre 2016

Al Teatro Parioli Peppino De Filippo a Roma va in scena "Natale in casa Cupiello"


Ad aprire la nuova stagione 2016/17 del Teatro Parioli Peppino De Filippo un vero e proprio evento: dal 27 ottobre al 27 novembre 2016 va in scena "Natale in casa Cupiello" di Eduardo De Filippo, con Luigi De Filippo e con la regia dello stesso. E’ la prima volta in assoluto che un De Filippo porta in scena “Natale in casa Cupiello” dopo Eduardo.
Il 21 dicembre 1931 va in scena, per la prima volta al Teatro Kursaal di Napoli, questa bella commedia di Eduardo, una delle più note e più riuscite. All’inizio è un atto unico, il secondo, poi Eduardo con gli anni aggiungerà gli altri due, il primo e il terzo, sentendo il bisogno di far conoscere meglio i suoi personaggi. E l’opera ora è davvero completa.
La Compagnia dei fratelli De Filippo si chiamerà del “teatro umoristico” perché attraverso l’umorismo racconta sulla scena la commedia umana, divertendo, ma facendo anche riflettere.
“Natale in casa Cupiello” è la vicenda di un povero uomo considerato quasi un bambino soprattutto quando si avvicina il Natale e si riaccende la sua grande passione per il presepe. In quella occasione si svela anche l’eterno dissidio fra anziani e giovani, con la continua ripetuta domanda di Luca Cupiello al figlio “Nennì, te piace ò Presebbio?” e la risposta ostinata e dispettosa del figlio “non mi piace, non mi piace”: eterno contrasto in famiglia che si cela dietro un pranzo natalizio.
In questa edizione protagonista e regista dello spettacolo è Luigi De Filippo, figlio di Peppino e nipote di Eduardo, degno erede di una famiglia che fa teatro con grande successo da tre generazioni.
La commedia è uno spaccato di vita quotidiana, raccontata in maniera umoristica, il protagonista della storia è Luca Cupiello che, come ogni Natale, prepara il presepe, fra il disinteresse della moglie Concetta e del figlio Tommasino detto Nennillo. Ci sono poi i continui litigi tra il fratello Pasqualino e Tommasino, entrambi con il tic del furto. Ninuccia, l’altra figlia, ha deciso di lasciare il marito Nicolino per l’amante Vittorio e di scrivere una lettera d’addio; Concetta, disperata, riesce a farsela consegnare. La missiva capita però nelle mani di Luca che, ignaro di tutto, la consegna al genero, che viene così a sapere del tradimento della moglie. Durante il pranzo della vigilia di Natale i due rivali, trovatisi di fronte per la sbadataggine di Luca, si scontrano violentemente. Nicolino abbandona Ninuccia e Luca, resosi improvvisamente conto della situazione, cade in uno stato d’incoscienza. Nel delirio finale, Luca scambia Vittorio per Nicolino e fa riconciliare involontariamente i due amanti; e Tommasino gli dirà finalmente che il presepe gli piace.

martedì 5 gennaio 2016

Al Teatro Parioli Peppino De Filippo a Roma va in scena dal 6 al 10 gennaio un capolavoro del nostro Teatro Comico "Miseria e Nobiltà" di Eduardo Scarpetta

Luigi De Filippo

Al Teatro Parioli Peppino De Filippo a Roma, va in scena dal 6 al 10 gennaio un capolavoro del nostro Teatro Comico "Miseria e Nobiltà" di Eduardo Scarpetta, adattamento e regia di Luigi de Filippo, di cui ha assunto la direzione artistica da quattro anni a questa parte del Teatro. 
La ripresa di questa storica e famosa commedia da parte di Luigi De Filippo che ne è autorevole protagonista e regista, vuole essere un omaggio a Eduardo Scarpetta, riformatore del Teatro napoletano, che proprio in questa “Miseria e nobiltà” aveva compiuto la sua riforma, con l’invenzione e la consacrazione del personaggio di don Felice Sciosciammocca, prototipo del napoletano piccolo borghese, che sostituisce Pulcinella, maschera d’altri tempi.
La fame è il tema della commedia, e da quando Scarpetta scrisse questo testo fino ad oggi, la fame è rimasta immutata: la fame di lavoro, la fame di sopravvivenza, la fame di giustizia, quella fame che, soprattutto nel Mezzogiorno, se non soddisfatta, può provocare grandi sconvolgimenti.
E’ celebre il finale del primo atto. Tutti in scena siedono avviliti perché ogni tentativo di procurarsi da mangiare è fallito; improvvisamente un cuoco e due sguatteri entrano portando ogni ben di Dio, nessuno si chiede da dove provenga quella grazia e tutti scattano come molle avventandosi sui maccheroni fumanti. E’ la scena che rappresenta e riassume in termini di grottesco, non il dramma di due famiglie, ma la secolare tragedia di un popolo.
La vicenda è semplice: Eugenio, un giovane nobile, ama la figlia di un buffo cuoco arricchito. Temendo di non avere dai suoi genitori aristocratici il consenso alle nozze, chiede l’aiuto di Don Felice Sciosciammocca, scrivano pubblico, povero e affamato.
Sciosciammocca e alcuni suoi amici, altrettanto poveri e affamati, dovranno fingersi genitori e parenti nobili del marchesino Eugenio e presentarsi dal cuoco credulone e sciocco: da qui una serie di equivoci estremamente divertenti che rendono questa commedia tra le più famose del repertorio napoletano.
Luigi De Filippo, degno erede della grande tradizione teatrale napoletana, è l’umanissimo interprete della vicenda, assieme alla sua Compagnia di Teatro composta da undici attori.
Uno spettacolo da non perdere. Un divertimento raro nel panorama del nostro teatro contemporaneo. Commedia estremamente comica ma anche amara, a detta della critica “degna della firma di Moliére”. La tradizione è il nostro passato, ma è un passato che insegna.
Mercoledì 6 Gennaio, in occasione della Festa dell'Epifania,alla fine dello spettacolo delle ore 17, divertentissima Tombola Scostumata Napoletana, condotta dagli attori della Compagnia con premi e cotillons per tutti.

www.teatropariolipeppinodefilippo.it