Io ho un sogno, il mio sogno è non dover vedere nei simboli dei nostri partiti italiani la falce e il martello, simbolo di quella terribile ideologia che si chiama comunismo. In Italia è vietata l'apologia al fascismo, la croce celtica, allo stesso modo deve essere vietata qualsiasi dittatura che sia stata la conseguenza di terribili atrocità e violenze sulle persone solo perché appartenenti a razze diverse, ideologie diverse, religioni diverse. Purtroppo per me è sconvolgente vedere ancora nelle piazze sventolare bandiere rosse con la falce e il martello ,o il simbolo tanto amato dalla sinistra che è Che Guevara. E' triste dover assistere a come ad ogni sua ricorrenza della sua morte ( 9 ottobre) debba vedere scritti ovunque bellissimi epitaffi. Come si può osannare un uomo che come ideale aveva la rivoluzione, secondo lui l'unica risoluzione delle diseguaglianze sociali ed economiche. Su tutto ciò non vedo nulla di eroico, quando si vogliono risolvere i problemi con la violenza e il sangue. Eppure ancora il mito esiste, il suo nome, le sue foto, la sua immagine portati con orgoglio nelle t-shirt, anche negli oggetti, ovunque! Portato come esempio di libertà! Non è una vergogna? Fece fucilare più di 2000 persone, si rese responsabile dell'esecuzione sommaria di numerosi oppositori politici, persone uccise perché non la pensavano come lui. Nel 1960 realizzò il campo di concentramento cubano, dove venivano detenuti e sottoposti a tortura intellettuali contrari alla dittatura castrista, dissidenti, omosessuali e religiosi (tra cui cattolici, testimoni di Geova, evangelisti e avventisti). Qualsiasi siano le ideologie, la violenza è inaccettabile e non deve essere un simbolo, un'icona. Io amo la vita e quindi la libertà, non posso amare chi ha sparso sangue per i suoi ideali. Quando vedo questi simboli ostentati con tanto orgoglio non posso che provare vergogna! Vergogna di essere italiana! Vergogna per i tanti morti ingiustamente, per i tanti perseguitati politici. Allora ricordiamoci queste cose, ricordiamo che la violenza comunista ha ucciso 100 milioni di persone!!!! Eppure in Italia non è vietato come gli altri Paesi civili nel Mondo. Il nome comunismo talvolta appare, nei simboli dei partiti, talvolta hanno altri nomi, ma la falce e il martello c'è quasi sempre. Viviamo in un Paese senza memoria, o questa memoria è stata volutamente cancellata. I nostri libri di storia, dove abbiamo studiato e ancora studiano i ragazzi, coloro che la scuola dovrebbe formare, queste cose non le scrivono. Pagine strappate, ma io farò di tutto per far conoscere le verità nascoste. Perchè se vogliamo che l'Italia sia un paese civile, tutti debbono essere informati, la censura è inconcepibile. Abbiamo vissuto in una finta democrazia dal dopo guerra in poi, ma chi ha sempre governato è la sinistra, chi ha ridotto l'Italia come è adesso sono i nostri politici di sinistra. Spero che la gente inizi a pensare con la propria testa, siamo stati indottrinati sin da piccoli a pensare come volevano loro, ma adesso è nostro compito ribellarci a coloro che ci hanno sottratto la libertà. Questo è il mio sogno!
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sabato 23 febbraio 2013
IO HO UN SOGNO...
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mercoledì 12 ottobre 2011
IL CHE, UN MITO?
Il 9 ottobre molti hanno commemorato la morte di Che Guevara, assassinato nel 1967. Io ancora rimango perplessa da questa figura che rappresenta un mito, mi chiedo: perché? Come si può osannare un uomo che come ideale aveva la rivoluzione, secondo lui l'unica risoluzione delle diseguaglianze sociali ed economiche. Su tutto ciò non vedo nulla di eroico, quando si vogliono risolvere i problemi con la violenza. Eppure ancora il mito esiste, il suo nome, le sue foto, la sua immagine ovunque, persino negli oggetti e nelle t-shirt. Mi chiedo se coloro che ne fanno un'icona di questa figura conoscano la sua storia o la conoscano in maniera distorta, perché altrimenti non potrebbe avere così tanta rilevanza e, addirittura, portato come esempio di libertà. Solo all'Avana, nel periodo del suo comando, fece fucilare più di 2000 persone. Si rese responsabile dell'esecuzione sommaria di numerosi oppositori politici, persone uccise perché non la pensavano come lui. Nel 1960 inaugurò il sistema di concentramento cubano, del quale divenne il capo, considerato il primo campo di concentramento castrista, dove venivano detenuti e sottoposti a tortura intellettuali contrari alla dittatura castrista, dissidenti, omosessuali e religiosi (tra cui cattolici, testimoni di Geova, evangelisti e avventisti). Questo è un eroe? Allora, paradossalmente, lo è anche Hitler, sempre di dittatori si parla, qualsiasi siano le ideologie la violenza è inaccettabile e non deve essere un simbolo, un'icona. Io amo la vita e quindi la libertà. Non posso amare chi ha sparso sangue per i suoi ideali anche se, per alcuni, condivisibili. Quando si parla di lui e si scrivono bellissimi epitaffi, ricordiamoci che nessuno li scrive per i tanti morti ingiustamente e ricordiamoci anche che i perseguitati politici esistono ancora, che a Cuba Castro è il suo erede di una dittatura che considero inaudita. Le sue carceri ancora sono piene di uomini detenuti come prigionieri politici. Tutto questo è a dir poco sconvolgente. Allora ricordiamoci queste cose invece di idolatrare chi ha combattuto per degli ideali ma lasciando dietro di se sangue e violenza!
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