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lunedì 20 maggio 2019

Filippo Gatti presenta il suo libro d'esordio "A mani nude"



Il 21 maggio 2019 alle ore 18:30 nella redazione di RomaOggi.eu in via di Tor di Quinto n.31 nello storico quartiere di Ponte Milvio a Roma, Filippo Gatti presenterà il suo libro d'esordio "A mani nude", la storia di un amore malato, un sito di incontri, tre omicidi efferati e un'indagine intricata. 
Un thriller psicologico di grande patos adatto ad un pubblico eterogeneo che ama i racconti intensi e imprevedibili. Un romanzo che mette a nudo la società d’oggi, con i suoi affari sporchi, la spietata violenza ma anche con il suo disperato bisogno d’amare nonostante tutto e contro tutte le convenzioni.
“E’ stato un animale, una bestia non un uomo, nessun uomo ucciderebbe a mani nude con questa efferatezza” pensava il Maresciallo Chirizzi. Tre omicidi portati a termine con lo stesso modus operandi, per un romanzo che lascia senza fiato e che cela attraverso un racconto molto articolato la violenza psicologica e fisica del terzo millennio, dove virtuale e reale si mischiano molto facilmente. Sul luogo del crimine nessun testimone, solo piccole tracce come fogli di carta con messaggi scritti dal contenuto poco comprensibile, e sullo sfondo il mondo dei giornali e della cronaca nera che per classificare l’accaduto paragona il killer al famoso boxer Roberto Duran il cosiddetto Mani di pietra.
Ambientato nel Sud Italia, tra Puglia e Sicilia, “A Mani Nude” racconta le contraddizioni del Paese, le vite di personaggi che in un crescendo romantico e drammatico vivono nella società contemporanea fatta di mille problemi e di profonde delusioni, tra valori morali che si capovolgono e carte in tavola che cambiano continuamente.
All’autore, Filippo Gatti, che da sempre ha coltivato la passione per la scrittura e le arti letterarie e che ha scritto questo libro in maniera molto singolare ovvero nelle note del suo Iphone, durante i ritagli di tempo, abbiamo chiesto:
Come nasce “A Mani Nude”?

“Dall’esigenza di riemergere dal periodo più buio della mia vita. È stata la terapia che mi ha consentito di ritornare a galla”.

Che cosa l’ha spinta a scrivere il suo primo romanzo?

“La voglia, o forse l’incoscienza, di rivivere i ricordi di alcune cose che ho vissuto intensamente, che mi hanno segnato, ma che mi hanno anche fatto diventare la persona che sono oggi. Fargli prendere corpo in un romanzo è stato come ripercorrere quelle sensazioni fortissime che mi hanno emozionato, ma rivivere anche quelle che spesso ho nascosto, perché a volte me ne sono vergognato”.

Che tipo di libro è “A Mani Nude”?

“È un noir con una forte componente psicologica, che mette a nudo le nostre debolezze, perché va a fondo negli istinti degli esseri umani”. 

Chi sono i protagonisti di questa storia?

“Una escort e degli uomini che per diverse ragioni incrociano la sua storia. Tutte persone di grande valore, che sono romanzate, ma esistono veramente, sono personaggi della porta accanto e lottano per riuscire a sopravvivere alla propria esistenza”.

In che modo si sviluppa il thriller…come mai ha iniziato con un genere cosi difficile?

“Attraverso un’indagine scientifica ed una analisi psicologica. Le due strade scorrono parallele e chissà, forse potrebbero incrociarsi inaspettatamente. Sinceramente ho pensato ad una storia, me ne sono innamorato e l’ho scritta di getto, senza pensare ad un genere da cui iniziare. La difficoltà è stata, semmai, scendere a patti con la mia coscienza”.

A Mani Nude, perché?

“Perché uccidere a mani nude è più difficile che farlo con un’arma. Io penso che bisogna essere davvero spietati…per sentire la vita di un’altra persona che si spegne tra le tue mani”.

Protagonista una escort, intorno alla quale si sviluppa tutta la storia, una donna molto ai margini della società, perchè?

“Sono sempre stato dalla parte dei più deboli, perché spesso hanno qualcosa da raccontare. Se decidiamo di mettere da parte i nostri pregiudizi per entrare nella loro esistenza, potremmo capire cose che, altrimenti, non avremmo mai immaginato. 

La violenza fisica è molto presente in questa storia, perché?

“Perché tutti noi abbiamo degli eccessi di rabbia che devono trovare uno sbocco, altrimenti possono finire fuori controllo. Forse, è stato anche un modo per sfogare i miei istinti più violenti”.

Su quali altri elementi ruota il romanzo?

“Il web, il sesso ed i ricordi. Il mondo virtuale del web oggi è una componente reale della vita. Semplicemente, se oggi non hai un’identità digitale, non esisti. Il sesso è istinto, è violenza, è un animale che sfugge alla razionalità ed alle buone maniere, che fa emergere la vera natura delle persone. I ricordi, per molte persone riaffiorano con la musica, che nel romanzo ha un ruolo portante e decisivo. Non a caso il nome della protagonista è Layla, che è anche una famosa canzone, che racchiude significati di sofferenza e di amori malati”. 

Quale pagina racchiude il senso del libro?

“Io spero che ce ne siano tante, perché ogni parola è stata scritta con sofferenza e senza filtro. Se dovessi scegliere, la prima pagina, da cui si evincono temi sessuali e psicologici, e le pagine in cui si parla del perché la protagonista ha scelto questa vita dissoluta”. 

A chi è destinato il suo primo romanzo?

“A chi, almeno per una volta nella vita, ha amato senza essere ricambiato, ha pensato di non farcela, a chi deve combattere contro se stesso, ancor prima che contro gli altri”.

Che cosa è per lei la scrittura?

“Prima ho spiegato di aver scritto questo romanzo come fosse una terapia. Oggi, che ho finito il secondo e sto scrivendo il terzo libro, mi rendo conto che scrivere è soprattutto un’ottima compagnia”.

Un soggetto molto cinematografico “A Mani Nude” ha già pensato alla stesura di una sceneggiatura?

“Ad essere sincero la prima cosa che ho pensato quando ho avuto l’ispirazione è stata: “Cavolo! Con questa storia ci faccio un film!”. Poi rendendomi conto che non avevo né i mezzi, né le competenze per girarlo, ecco che ho scritto un romanzo”. 

Cosa le piace pensare lascerà questo romanzo ai lettori?

“Ciò che mi piace pensare è che chi dedicherà un po’ del suo tempo a leggerlo, provi a vedere il mondo, ma soprattutto le persone, da un’altra prospettiva, quella del più debole. Non è detto che gli eroi siano sempre i buoni”.


Filippo Gatti

lunedì 19 novembre 2018

"Sorriso Diverso delle Donne", 
rassegna di cortometraggi e tavola rotonda contro la violenza sulle donne



Martedì 20 novembre, dalle ore 17:30 alle 19:30 a Roma, presso il padiglione 90 del Parco Santa Maria della Pietà, ingresso da via Eugenio Di Mattei 72, si terrà l'evento "Sorriso Diverso delle Donne".
L'evento fa parte del progetto di comunicazione sociale promosso dall'Associazione UCL ed è organizzato da "Tulipani di Seta Nera": l'obiettivo è quello di impiegare il cinema corto come canale di riflessione, senza trascurare la potenza del sorriso quale strumento per fronteggiare le difficoltà, per imparare a non perdersi d'animo e diventare più forti, insieme.
Fulcro della manifestazione saranno una rassegna di cinema corto dedicata al tema della violenza sulle donne, proprio nel mese che ospita la Giornata internazionale per l'eliminazione di questa importante e diffusa problematica, e una tavola rotonda. 
Cinque i cortometraggi proiettati: "Manicure" di Francesco Natale, "Mia" di David Cinnella, "Donne&libertà" di Jo Squillo, "Apri le labbra" di Eleonora Ivone e "A heart in the drawer" di Roberto Leoni. 
A moderare l'evento ci sarà la conduttrice di Rai1 Metis Di Meo che, dopo i saluti istituzionali del presidente UCL Ilaria Battistelli e del presidente ANMIL Franco Bettoni, coinvolgerà in un interessante dibattito i prestigiosi ospiti: Giusy Versace, XII commissione affari sociali della Camera dei Deputati; Jo Squillo, presentatrice e regista; Daniela Scarpetta, ispettore della Polizia di Stato, criminologa, pedagogista familiare e psicologa dell'emergenza; Paola Dei, psicologa dell'arte e autrice del saggio "Le forme della violenza. Cinema e dintorni"; Eleonora Ivone, regista e attrice; Gaia De Laurentiis, attrice e conduttrice. 
Presenti inoltre: Catello Masullo, giornalista cinematografico e presidente Cinecircolo romano; Franco Mariotti, giornalista, regista e critico cinematografico; Massimo Nardin, professore Università Lumsa in tecniche del linguaggio audiovisivo, sceneggiatura; Roberto Zappetta, istruttore di difesa personale. 
"Sorriso Diverso delle Donne" è a cura della dott.ssa Paola Tassone che a proposito dell'evento dichiara: "Trovo che uno dei modi migliori per far riflettere, educare i giovani e raggiungere più pubblico si possa fare attraverso un mezzo immediato e d’impatto come il cinema. Attraverso le proiezioni di cortometraggi e documentari saremo catapultati in varie situazioni e racconti che affronteranno la questione della violenza rivolta alle donne e ne discuteremo in un’ottica onnicomprensiva, dettagliata, e non relegata alle solite riflessioni che abbondano sul tema".
A illustrare il percorso ci saranno, oltre ai cortometraggi, alcuni leitmotiv proposti durante il dibattito della tavola rotonda:
• “Libere da ogni forma di violenza – a ferire non sono solo gli schiaffi”: il focus è incentrato sul concetto stesso di violenza a trecentosessanta gradi e su tutte quelle forme di brutalità o emarginazione che le donne subiscono, non solo connesse a danni fisici, ma anche di tipo psicologico, sul lavoro, nel pubblico e nel privato.
• “Gli uomini hanno paura delle donne?”: il focus ruota intorno a una domanda che vuole essere uno spunto di riflessione: il cambiamento del ruolo della donna ha instaurato paura e competizione nell’uomo, al punto da alimentarne l’aggressività nei confronti della figura femminile?
• “Donne che odiano le donne”: il focus riguarda la responsabilità delle donne stesse nel creare disparità all’interno del loro genere, spesso perpetrando gli stessi atteggiamenti volti all’emarginazione o alla discriminazione promossi dagli uomini.
• “Figlie di Eva”: il focus verte sull’analisi degli stereotipi e dell’educazione che hanno condotto, nel tempo, a enfatizzare un certo ruolo della donna e la sua disparità rispetto alla figura maschile, entrambi fardelli da cui ancora, nonostante il progresso, non è facile svincolarsi.
L’evento ha ricevuto il patrocinio di ASLRoma1, Regione Lazio, FAND, ANMIL, Born To Fly. 
Durante la manifestazione sarà presente il camper della Polizia di Stato facente parte del progetto "Questo non è amore".

martedì 6 novembre 2018

Al Teatro Palladium di Roma sarà di scena l’incontro "Non si muore per amore", su un tema molto delicato, quello della violenza visibile e invisibile nei confronti delle donne.



Il 9 novembre 2018 alle ore 16:00 presso il Teatro Palladium di Roma sarà di scena l’incontro "Non si muore per amore", un evento gratuito destinato a sensibilizzare pubblico e stampa su un tema molto delicato, quello della violenza visibile e invisibile nei confronti delle donne.
In questa occasione VediamociChiara, sponsor dell’iniziativa, presenterà i dati che ha raccolto attraverso un sondaggio lanciato a metà ottobre e al quale hanno partecipato ben 2.800 utenti. Il sondaggio mira a comprendere il sentimento e la consapevolezza delle donne soprattutto nei confronti della violenza invisibile, perché è quella più sottile, quotidiana e subdola, che sempre più spesso è l’anticamera di quella visibile. Solo stimolando un’allerta specifica che parta proprio da questo tipo di violenza, si potranno forse evitare le tragiche conseguenze alle quali assistiamo impotenti e sorpresi da quanto leggiamo troppo spesso in cronaca nera.
"VediamociChiara" il portale per la salute e il benessere delle donne che vanta ormai oltre 500.000 utenti al mese, è da sempre attenta al tema della violenza sulle donne e già nel corso degli ultimi anni ha sostenuto iniziative come "La Valigia di Salvataggio" e "Salvamamme".
All’evento saranno presenti per approfondire la problematica operatori culturali, medici psichiatri e giornalisti e docenti. Durante l’incontro verrà proiettato un montaggio di pellicole sulla tematica realizzato da Paola Traverso e Massimo d’Orzi. L’attrice Angela Antonini leggerà brani tratti da "Cronaca di un delitto annunciato" scritto da Adriana Pannitteri, verranno inoltre letti alcuni punti da "Ritratto di uno stalker" di Cinzia Piccoli ed edito da L’Asino d’oro edizioni.
Tra i partner di questo evento oltre a Coop Unicoop Tirreno, Biblioteche di Roma, Ordine dei Giornalisti del Lazio e Municipio di Roma VIII, la rivista LEFT, la casa editrice L’asino d’oro edizioni e la linea di abbigliamento AboutAlisa.com.
Per partecipare all’evento inviare una mail all’indirizzo nonsimuoreperamore@gmail.com

lunedì 29 ottobre 2018

IV° Giornata della critica sociale: il cinema racconta spaccati di vita, riflessione e confronto alla Festa del Cinema di Roma



Affollatissimo, tra pubblico e addetti ai lavori, l’incontro tenutosi lo scorso 25 ottobre nell'Auditorium Arte, in occasione della Festa del Cinema di Roma, durante il quale sono state svelate importanti anticipazioni legate alla prossima edizione del Festival Internazionale Tulipani di Seta nera.
A pochi giorni dalla conclusione della tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, Tulipani di Seta Nera e Università Cerca Lavoro, hanno organizzato all’interno dello Spazio Roma Lazio Film Commission, allestito presso l’Auditorium Parco della Musica, con la partnership di Born To Fly Network, la Giornata della Critica Sociale – Sorriso Diverso 2018. L’iniziativa, giunta alla quarta edizione, porta all’attenzione dei giornalisti e del pubblico quelle pellicole presentate all’interno della manifestazione romana che si sono occupate di tematiche sociali.
“Affrontare le difficoltà, affrontare se stessi” è stato il focus del dibattito che ha animato un pomeriggio di riflessione e di confronto moderato dalla conduttrice Rai Metis Di Meo. A dare il via all’incontro Diego Righini, Presidente di Tulipani di Seta Nera, da sempre impegnato a sostenere questo momento culturale “perché i film che si occupano anche delle persone sono da tenere in maggiore considerazione” e che è proseguito con i saluti di Laura Delli Colli, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, che ha sottolineato come sia importante “avere alla Festa del Cinema di Roma un’attenzione e uno spazio aperto al sociale” e di Giulia Morelli, in rappresentanza della Direzione artistica di “Alice nella Città”.
Quattro le opere selezionate e portate all’attenzione del pubblico in sala: “Tutte le mie notti” di Manfredi Lucibello e “Il vizio della speranza” di Edoardo De Angelis, introdotte da Mario Sesti, coordinatore artistico della Festa del Cinema di Roma, e “Wumanity” di Barbara Cupisti e “Butterfly” di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, presentate da Carlo Brancaleoni di Rai Cinema.
Diversi gli interventi e contributi da parte dei critici cinematografici ed esperti Franco Mariotti, Catello Masullo, Paola Dei e Massimo Nardin, ma anche da parte dell’attrice Cristina Donadio, dei registi Barbara Cupisti, Alessandro Cassigoli e Manfredi Lucibello e dei produttori cinematografici Giulia Rosa D’amico e Michele Fornasero.
Durante l’incontro Serena Gray ha introdotto la visione del videoclip del brano “Io meno te” dei Cywka Duo Acustico, un vero e proprio appello in musica diretto alle donne vittime di qualsiasi forma di violenza, ricordando che all’interno del Festival "Tulipani di Seta Nera" oltre ai cortometraggi possono partecipare anche i videoclip che esprimo tematiche sociali.
Il momento più atteso della serata è stato l'intervento della Direttrice artistica e ideatrice del Festival Tulipani di Seta Nera, Paola Tassone, che ha svelato importanti anticipazioni legate alla prossima edizione: “La proiezione dei cortometraggi in concorso nella dodicesima edizione si terrà il 3 e 4 maggio 2019 al cinema Quattro Fontane mentre la serata di gala al Teatro Brancaccio il 5 maggio”. “Dal 25 ottobre inoltre – ha concluso Tassone – è possibile iscrivere le proprie opere al Festival Tulipani di Seta Nera sulla piattaforma www.tulipanidisetanera.it. Il termine ultimo è fissato per il 3 febbraio 2019”.





lunedì 16 aprile 2018

L'Associazione "Salvamamme" ha festeggiato i suoi vent'anni di attività di supporto alle donne vittime di violenza


Diecimila famiglie con 20.000 bambini di 100 nazionalità diverse, di cui il 25% italiane, sostenute negli ultimi 10 anni e oltre 3,4 milioni di beni distribuiti, tra vestiario, alimenti, giocattoli, prodotti per l’igiene, materiale di puericultura, carrozzine, passeggini, lettini, con una media di 170 pezzi a bambino, per un totale stimato di 12.000.000 euro. Sono alcuni dei numeri più recenti dell'attività di "Salvamamme", che ha inaugurato le celebrazioni del ventennale dell'associazione con un evento nella sede di via Ramazzini a Roma, all’interno della Croce Rossa.
“La nostra associazione da più di vent’anni assiste migliaia di famiglie con bimbi e ha aiutato concretamente tante donne vittime di violenza nel momento di maggiore fragilità - ha detto la Presidente di Salvamamme, Grazia Passeri - I romani, gli italiani, si sono dimostrati straordinariamente generosi con donazioni di ogni tipo, ma noi, per andare avanti e sostenere le importanti spese logistiche, abbiamo bisogno di essere supportati economicamente”, è l'appello che ha lanciato.
Ospiti d’onore dell'evento le principesse Maria Chiara, Maria Carolina e Camilla di Borbone delle Due Sicilie, che, dopo gli importanti riconoscimenti internazionali, tra i quali l’Humanitarian Award della Un Women for Peace Association e il Peace Jam Visionary Award, è stata nominata “Ambasciatrice di Salvamamme nel mondo”, e che, con la presidente di Croce Rossa di Roma, Debora Diodati, ha ricevuto una preziosa targa, un bassorilievo in argento dipinto con smalti a fuoco realizzato interamente a mano dal maestro orafo Michele Affidato.
“Ogni giorno lotto affinché tutte le donne vittime di violenza vengano aiutate e supportate nel cammino di ripresa dei loro diritti e della loro dignità. Salvamamme tende la propria mano a tutti coloro che ne hanno bisogno e oggi, in questo splendido luogo, sono felice di poter far parte di questa grande famiglia”, è il commento commosso di Camilla di Borbone.
Il Principe Carlo, che presiede il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, con la sorella Beatrice, ha voluto supportare concretamente, in linea con i principi statutari, due iniziative di Salvamamme, “La Valigia di Salvataggio” e il progetto “Nursery in Rete 2.0 & i bambini crescono” che, da giugno 2017 ad oggi, ha già sostenuto 800 bambini distribuendo oltre 100.000 tra capi di vestiario, alimenti, giochi, carrozzine, passeggini, box, libri per un valore complessivo di 500.000 euro. Nel ricevere il riconoscimento la Presidente di Cri Roma Debora Diodati ha sottolineato che "Salvamamme a pieno titolo fa parte di quell'Italia che aiuta, che è il modo di essere dei tanti volontari della Croce Rossa, e che fa della solidarietà non un concetto astratto, ma una realtà fatta di tante azioni concrete”.
Le ha fatto eco il Mons. Augusto Paolo Lojudice, Vescovo della Diocesi di Roma Sud, che ha auspicato “che si ampli la rete che sappia far fronte alle difficoltà dei bambini e delle loro mamme che vivono molteplici sofferenze”.
“Sono da sempre insieme al Salvamamme con l’obiettivo di aiutare a crescere bene migliaia di bambini, ma anche attenta ad ascoltare parole non dette e sguardi significativi e per tendere la mano a tante donne ed aiutarle ad uscire dal buio della violenza”, ha spiegato Barbara De Rossi, presidente onoraria di Salvamamme.
E per il successo di “Nursery in rete 2.0”, vincitrice dell’avviso pubblico della Regione Lazio su “interventi per il contrasto delle povertà estreme e della marginalità sociale”, i festeggiamenti si sono raddoppiati e sono stati messi gratuitamente a disposizione per 100 famiglie una speciale “carta moneta” dell’Associazione tramite la quale hanno potuto comporre a proprio gusto, serviti come veri “clienti”, un corredino per sé e i loro piccini con i capi più belli e nuovi.
Per l’occasione hanno portato i saluti Marta Leonori, Consigliera Regione Lazio, Massimiliano Bizzozero, Referente progetti sociali Fiamme Oro Rugby della Polizia di Stato e Pietro Giulio Mariani, Direttore CRI Roma. 
L’evento, organizzato anche grazie al supporto di Crystiano Cavallucci, owner di Creative Solution, di SIFA srl, si è concluso all’insegna del grand gourmet con un light lunch a cura del famoso chef Bruno Brunori con i vini gentilmente offerti da Enosis di Carlo Dugo, la torta “ogni bambino è un piccolo principe” realizzata da Valentina Passeri e per tutti un pensiero speciale: i cioccolatini di “Madagascar l’origine del cioccolato”. 

Camilla Di Borbone con Guido aggiustagiocattoli

Da sinistra: Grazia Passeri, Barbara De Rossi, Camilla Di Borbone e Debora Diodati

mercoledì 29 novembre 2017

LA "VALIGIA DI SALVATAGGIO", IL PROGETTO PER LE DONNE IN FUGA VITTIME DI VIOLENZA





Fabiana Amarante, Barbara De Rossi, Cosimo M. Ferri



“Da quando abbiamo presentato gli ultimi dati a giugno la richiesta delle valigie di Salvataggio per le donne in fuga vittime di violenza in pochi mesi si sono praticamente raddoppiate, dall’avvio del progetto ad oggi sono state consegnate in tutto 848 valigie e valigine, per i minori a seguito, un fenomeno preoccupante che rivela una vera e propria emergenza”, è l’allarme lanciato da Grazia Passeri, Presidente di Salvamamme. 
L’Associazione ha organizzato, al Circolo dei Funzionari della Polizia di Stato, l’evento presentazione “Valigia di Salvataggio: per non tornare indietro”, con l’obiettivo di tracciare un bilancio del progetto, una vera e propria ancora di salvataggio che offre alle donne in fuga un piano di azione completo e le colloca al sicuro nei primi giorni successivi all’abbandono della loro casa o in momenti di alta criticità, anche con oggetti (per sé e per i propri figli) che possono essere utili, dagli abiti e le scarpe ai prodotti per l'igiene personale, fino a tutte le informazioni, dai numeri utili all'assistenza psicologica e legale. 
La valigia e i suoi servizi, che vuole essere un modello da realizzare in Italia e in Europa, è patrocinato dal Ministero della Giustizia, e avviato in collaborazione con la Polizia di Stato con due protocolli operativi firmati (insieme all’Associazione “Rete di Sicurezza Attiva”) con la Questura di Roma e con il Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro Rugby. 
Ha aperto l’incontro giovedì 23 novembre alle ore 19:30 presso il Circolo dei Funzionari della Polizia di Stato a Roma coordinato dalla giornalista Donatella Gimigliano, Marta Bonafoni, membro della commissione Politiche Sociali, presente anche in rappresentanza del Presidente Zingaretti: “ci siamo innamorati subito dell’iniziativa “Valigia di salvataggio” – ha raccontato la consigliera regionale – “la donna capace di dire “no” alla violenza va affiancata e aiutata, anche mediante un’accoglienza concreta, e per questo ogni provincia del Lazio avrà finalmente il suo centro antiviolenza e la sua casa-rifugio». "Protezione, prevenzione, ascolto ed educazione: è questa la strada per azzerare i fenomeni di violenza di genere. Gli strumenti normativi a disposizione delle vittime ci sono e funzionano, ma è necessario un cambiamento sociale che sia fondato sull’educazione al rispetto a partire da scuole, istituzioni, media e strutture penitenziarie" - ha spiegato Cosimo Maria Ferri, sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, nel suo intervento all’incontro, nel quale ha anche sottolineato: "bisogna inoltre garantire alla vittima l’esistenza di un coordinamento omogeneo a livello nazionale tra servizi territoriali, centri antiviolenza ed assistenza sanitaria; valorizzare l’identità e l’autonomia delle donne e promuovere campagne di sensibilizzazione e formazione a vari livelli sono aspetti irrinunciabili per instaurare un'autentica cultura di reciprocità." 
Dopo i saluti di Massimiliano Bizzozero, referente progetti sociali delle Fiamme Oro Rugby Polizia di Stato, il programma della serata ha visto la proiezione del nuovo spot della "Valigia di salvataggio" diretto da Marco Santoro e realizzato in collaborazione con la Regione Lazio e Rotary Club Roma, “abbiamo voluto dipingere il buio dal quale ogni donna può e deve uscire – ha spiegato Barbara De Rossi, presidente onorario di Salvamamme e protagonista, insieme ad Alessio Boni – “in pochi minuti densi di emozione il ricordo della violenza rimane alle spalle e il messaggio è che si può ricominciare”. 
Katia Pacelli, Direttore Generale di Salvamamme, ha poi illustrato, nella loro completezza, i dati aggiornati sull’incidenza del progetto. 
E' stato presentato, inoltre, lo spot “Provaci con me”, realizzato in collaborazione con la Federazione Pugilistica Italiana alla presenza di Michela Pellegrini, responsabile della comunicazione e di Emiliano Marsili (Pugile Pro ex Campione del Mondo IBO e Campione Europeo EBU), protagonista del documentario "Tizzone Storia di un Grande Campione" e che, a gennaio, sarà protagonista del Campionato Mondiale della Pace WBC, evento solidale organizzato in collaborazione con la Scuola Vaticana. 
Fabiana Amarante, coordinatrice generale “Valigia di Salvataggio", ha concluso la serata arricchita dalla straordinaria performance canora della vocalist, musicista e compositrice, Cinzia Tedesco, considerata una delle più grandi protagoniste del jazz italiano e europeo. 
Intensa l’attività del Salvamamme, sempre in prima linea, in questa settimana dedicata al contrasto della violenza sulle donne con la partecipazione a convegni ed iniziative, come quella organizzata da PinkItalia a Palazzo Ferrajoli "L'amore non ha lividi", o quella organizzata dal Gruppo BNL Paribas per i propri dipendenti. 
L’Associazione si occupa anche di prevenzione con interventi mirati ai ragazzi delle scuole medie e superiori, attività portata avanti in collaborazione con le Fiamme Oro Rugby della Polizia di Stato, e quest’anno ha organizzato per le utenti di Salvamamme, un corso di difesa personale tenuto dal maestro Renato Rodrigues che si è tenuto nella palestra WelnessTown.

martedì 10 ottobre 2017

Al teatro dei Dioscuri al Quirinale a Roma “La violenza invisibile” per dire no alla violenza contro le donne





Sabato 14 ottobre a Roma presso la location istituzionale del teatro dei Dioscuri al Quirinale in via Piacenza, 1 alle ore 18:00, si terrà l’evento “La violenza invisibile” organizzato dall’Associazione “Obiettivo No Violence”.
L’evento mira a sensibilizzare l’opinione pubblica al tema della violenza contro le donne e in special modo, come obiettivo primario di questo incontro è quello di incoraggiare a denunciare. 
Secondo dati Istat una donna su tre al giorno d’oggi è vittima di violenza da parte delle persone a lei più vicine nel proprio nucleo familiare (mariti, compagni, ex, amici, ecc.) e molto spesso non si è in grado e si ha paura di recarsi nelle sedi opportune per poter denunciare ciò che si è subito.
“Obiettivo No Violence”, nato nel 2014 ed ideato dal fotografo romano Michele Simolo, si sviluppa in diverse fasi: la prima è la realizzazione di una campagna fotografica con pannelli in forex stampa B/N dimensioni 33x50 e la seconda è stata la realizzazione di un video fotografico con musiche esclusive di Nando Citarella.
Molte attrici e personaggi di cultura hanno voluto aderire offrendo la propria immagine per realizzare questo progetto, la loro partecipazione è stata del tutto gratuita in relazione alla finalità dello scopo sociale e soprattutto no profit.
Tra i nomi noti che hanno aderito al “No Violence” e che parteciperanno all’evento troviamo: Valentina Pace, Loredana Cannata, Elena Ossola, Elisabetta Pellini, Alma Manera, Jinny Steffan, Hoara Borselli, Metis Di Meo, Nadia Bengala, Dott.ssa Elena Parmegiani, Lucia Batassa, Andreea Duma, Graziano Scarabicchi, Fanny Cadeo.
La serata sarà presentata da Elena Parmegiani e Beppe Convertini. Durante la manifestazione saranno letti alcui brani da Elisabetta Pellini, Lucia Batassa, Marianna Petronzi.
Si esibiranno la cantante, attrice e ballerina Alma Manera; i ballerini Alessandra Miccichè e Kal Guglielmelli in una danza struggente tra odio, amore e passione; i Big Soul Mama con special guest Marcia Sedoc; il Gruppo Gospel con due bellissimi brani; Carlo Riccardi tra colori e fotografia per “Obiettivo No Violence” creerà, in tempo reale, uno dei suoi capolavori con il coinvolgimento dei presenti per dire no alla violenza.
Si inizierà con una tavola rotonda moderata dalla giornalista Sara Zuccari, Direttore di Velvet Magazine, a cui parteciperanno psichiatri, criminologi, psicoterapeuti quali: Dott. Marco Cannavicci, psichiatra e psicoterapeuta, Dott.ssa. Maria Gaia Pensieri, Sociologa investigativa, Dott. Domenico Giuseppe Bozza, psicologo e consulente in sessuologia clinica, Dott. Francesco Cifariello, psicologo clinico, Dott.ssa Livia Capezzani, psicologa e psicoterapeuta, Avv. Loredana Carrillo, pubblico ministero onorario della Procura di Roma.
L’evento ha già ottenuto il patrocinio dell’Ordine Provinciale degli Psicologi di Roma.
Ai partecipanti è offerto uno spazio di riflessione e di discussione critica e costruttiva, in cui potersi esprimere e sentirsi parte attiva.
L’associazione Obiettivo No Violence è apolitica, non segue scopi religiosi e non ha finalità di lucro. Essa si propone di promuovere e favorire in Italia attività di incontro, culturali, convegni ed eventi artistici con lo scopo di promuovere azioni volte ad un cambiamento culturale nei riguardi del fenomeno della violenza sulle donne.
Sono innumerevoli gli eventi a cui è stato presente il progetto, fra questi: il Festival dei Corti Internazionali presso la Casa del Cinema nel 2015, la trasmissione “State Comodi” a Canale 10 per ben due puntate, all’Isola Tiberina il 2 agosto, alla Casa del Cinema di Villa Borghese, all’Aquila con la Polizia di Stato, al Carcere di Regina Coeli il 25 novembre scorso, presso lo Spazio Elsa Morante durante l’Estate Romana, al Teatro dei Dioscuri al Quirinale, al Senato in occasione di un convegno contro la Violenza sulle donne.
Ad ogni presentazione vengono invitate personalità esperti di materie giuridiche, criminologi, psichiatri ed ospiti legati al mondo dello spettacolo per dare giusta visibilità all’evento e per avere il sostegno da parte di tutti coloro che credono in questa giusta causa e condividere insieme questa missione. 
La finalità è di poter aiutare tutte coloro che non hanno più la possibilità di difendere la propria dignità di donna.

mercoledì 26 agosto 2015

Notte Glamour a Galatone



Torna a Galatone, nel cuore del Salento, con la suggestiva cornice della Piazza del SS. Crocifisso il 28 Agosto alle ore 20.30, la notte dedicata all’Alta Moda, manifestazione firmata da Cool Events di Pasquale Guidi il quale ha ormai consolidato la sua fama di organizzatore di grandi eventi di alta moda, non ultima, quella svoltasi a Roma, nella splendida cornice di Piazza Navona.
Lo spettacolo di Galatone, affascinante cittadina che, come la vicina Lecce, incanta per il suo centro storico barocco, è alla sua quarta edizione e promette anche quest’anno una serata all’insegna del glamour più originale e creativo. Soprattutto d’autore.
In passerella sfileranno stilisti internazionali del calibro di Raffaella e Gigliola Curiel con i gioielli di Marina Corazziari, Giada Curti, Peter Langner, Michele Miglionico, Erasmo Fiorentino, accanto a quello dello stilista salentino famoso in tutto il mondo Gianni Calignano. 
L’evento verrà seguito da importanti riviste di settore nazionali e estere, da organi di stampa e TV locali e nazionali. 
Saranno presenti rappresentanti della Regione Basilicata e della Regione Puglia, oltre a quelli del corpo diplomatico, dimostrando così l’importanza di un evento finalizzato a diffondere, al pari della moda, anche la cultura, la valorizzazione e la promozione turistica di questo meraviglioso territorio.
Conduttori della serata l’attore Roberto Farnesi e la showgirl Sofia Bruscoli. Le interviste sono affidate a Francesca Rodolfo di Telenorba. 
Ospiti, direttamente da Zelig e Colorado, Beppe Braida, Giampiero Peroni e Dedio che si alternerano agli artisti internazionali del “Circo Bianco”. Lo stilista salentino Antonio Extempore realizzerà dal vivo il suo “Instant Fashion”.
La scenografia è affidata a Mario Carlo Garrambone e la coreografia a Matteo Giua, trucco e parruco affidato a Tonio&Gina Parrucchieri e IO Donna di Trianni Annarella e Corvo Veronica.
L’intento sociale dell’evento è rivolto all’Associazione Rinascita Meridionale per le donne vittime di Violenza.
Media Partner: TELENORBA – RENDEZ VOUS DE LE MODE – LA POSTILLA - LA SIRITIDE - STAR TV – ORA – DITTUTO.IT. 
L'evento di moda unisce la creatività internazionale a quella locale, attivando uno scambio culturale importantissimo per il Salento.
Rappresenteranno Galatone, le creazioni di Tommaso Filieri, che da anni ormai esprime con creatività l'identità locale e gli abiti e gioielli di Luisa Stapane vincitrice del concorso Eurovision, chiamata a rappresentare l'Italia in Lussemburgo. 
Notte Glamour è stata voluta dall'Assessore Roberto Antico che con impegno e passione l'ha fatta crescere negli anni. L'assessore, scomparso improvvisamente nella notte del 9 luglio scorso, ha lasciato un grande vuoto, pertanto l'Amministrazione ha ritenuto opportuno portare a termine l'iniziativa per rendergli omaggio e rispettare la sua volontà.

martedì 25 agosto 2015

La notte veste Senise


“…E quindi uscimmo a rivedere le stelle…”
All’insegna del celebre verso dantesco, lo scorso anno si è svolta con grande successo la terza edizione de “La notte veste Senise” ideata e organizzata da Cool Events Moda di Pasquale Guidi che anche quest’anno porterà grandi firme dell’Alta Moda italiana nell’ incantevole ed accogliente cittadina lucana. 
L’appuntamento con l’Alta Moda, giunto alla sua quarta edizione, si terrà il 26 agosto alle ore 20,30 a Senise nella splendida location di P.za San Francesco, tra la scalinata che conduce all’omonimo Complesso Monumentale datato XIII secolo, recentemente ristrutturato, e la bellissima chiesa di Santa Maria degli Angeli, custode di un raffinato polittico rinascimentale di Simone da Firenze (1523).
Si alterneranno sul palcoscenico nomi internazionali come Raffaella e Gigliola Curiel con i gioielli di Marina Corazziari, Giada Curti, Peter Langner, Gianni Calignano, Erasmo Fiorentino, accanto a quello dello stilista lucano di fama internazionale: Michele Miglionico.
Ancora una volta, passione, professionalità, talento e lungimiranza rendono vincente la formula di Pasquale Guidi con un evento che mira alla valorizzazione del territorio ospitando le grandi firme che hanno reso famoso il made in Italy nel mondo. La manifestazione promuove così il territorio lucano rendendolo sempre più famoso anche al di fuori dei confini nazionali, per la varietà delle sue ricchezze: da quelle artistiche a quelle artigianali e a quelle agricole. 
La serata verrà seguita da importanti riviste specializzate nazionali ed estere oltre agli organi di stampa e TV locali e nazionali.
Saranno presenti Rappresentanti della Regione Basilicata e della Regione Puglia, oltre a quelli del corpo diplomatico.
La presenza di autorità internazionali dimostra l’importanza di un evento finalizzato a comunicare e diffondere, al pari della moda, anche la cultura, la valorizzazione e la promozione turistica di questo meraviglioso territorio.
Conduttore della magica serata, l’attore Roberto Farnesi affiancato dalla showgirl Sofia Bruscoli, mentre la giornalista di TeleNorba Francesca Rodolfo intervisterà i personaggi intervenuti.
Ospiti della suggestiva manifestazione direttamente da Zelig e Colorado Beppe Braida, Giampiero Peroni e Dedio.
Antonio Extempore, ormai affermato stilista talentino, con il suo “Instant Fashion” realizzerà dal vivo, con il solo ausilio di stoffe e spilli, abiti unici direttamente in palcoscenico con le top model le quali indosseranno gli originali outfit. 
La scenografia è affidata a Mario Carlo Garrambone e la coreografia a Matteo Giua, Make up e Hair styling a cura della Scuola Europea Accademia di Policoro e Matera, creata e gestita da Mirella D’Alessandro.
Particolare attenzione sarà data allo scopo sociale dell’evento: la campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne che vede il coinvolgimento dell’“Associazione Rinasciata Meridionale Per le Donne Vittime di Violenza.”

sabato 23 febbraio 2013

IO HO UN SOGNO...


Io ho un sogno, il mio sogno è non dover vedere nei simboli dei nostri partiti italiani la falce e il martello, simbolo di quella terribile ideologia che si chiama comunismo. In Italia è vietata l'apologia al fascismo, la croce celtica, allo stesso modo deve essere vietata qualsiasi dittatura che sia stata la conseguenza di terribili atrocità e violenze sulle persone solo perché appartenenti a razze diverse, ideologie diverse, religioni diverse. Purtroppo per me è sconvolgente vedere ancora nelle piazze sventolare bandiere rosse con la falce e il martello ,o il simbolo tanto amato dalla sinistra che è Che Guevara. E' triste dover assistere a come ad ogni sua ricorrenza della sua morte ( 9 ottobre) debba vedere scritti ovunque bellissimi epitaffi. Come si può osannare un uomo che come ideale aveva la rivoluzione, secondo lui l'unica risoluzione delle diseguaglianze sociali ed economiche. Su tutto ciò non vedo nulla di eroico, quando si vogliono risolvere i problemi con la violenza e il sangue. Eppure ancora il mito esiste, il suo nome, le sue foto, la sua immagine portati con orgoglio nelle t-shirt, anche negli oggetti, ovunque! Portato come esempio di libertà! Non è una vergogna? Fece fucilare più di 2000 persone, si rese responsabile dell'esecuzione sommaria di numerosi oppositori politici, persone uccise perché non la pensavano come lui. Nel 1960 realizzò il campo di concentramento cubano, dove venivano detenuti e sottoposti a tortura intellettuali contrari alla dittatura castrista, dissidenti, omosessuali e religiosi (tra cui cattolici, testimoni di Geova, evangelisti e avventisti). Qualsiasi siano le ideologie, la violenza è inaccettabile e non deve essere un simbolo, un'icona. Io amo la vita e quindi la libertà, non posso amare chi ha sparso sangue per i suoi ideali. Quando vedo questi simboli ostentati con tanto orgoglio non posso che provare vergogna! Vergogna di essere italiana! Vergogna per i tanti morti ingiustamente, per i tanti perseguitati politici. Allora ricordiamoci queste cose, ricordiamo che la violenza comunista ha ucciso 100 milioni di persone!!!! Eppure in Italia non è vietato come gli altri Paesi civili nel Mondo. Il nome comunismo talvolta appare, nei simboli dei partiti, talvolta hanno altri nomi, ma la falce e il martello c'è quasi sempre. Viviamo in un Paese senza memoria, o questa memoria è stata volutamente cancellata. I nostri libri di storia, dove abbiamo studiato e ancora studiano i ragazzi, coloro che la scuola dovrebbe formare, queste cose non le scrivono. Pagine strappate, ma io farò di tutto per far conoscere le verità nascoste. Perchè se vogliamo che l'Italia sia un paese civile, tutti debbono essere informati, la censura è inconcepibile. Abbiamo vissuto in una finta democrazia dal dopo guerra in poi, ma chi ha sempre governato è la sinistra, chi ha ridotto l'Italia come è adesso sono i nostri politici di sinistra. Spero che la gente inizi a pensare con la propria testa, siamo stati indottrinati sin da piccoli a pensare come volevano loro, ma adesso è nostro compito ribellarci a coloro che ci hanno sottratto la libertà. Questo è il mio sogno!

sabato 15 ottobre 2011

GLI INDIGNADOS A ROMA

Sono arrivati a Roma da martedì, hanno piantato tende e gazebo in via Nazionale, davanti al Palazzo delle Esposizioni, vicino alla sede della Banca d'Italia. La manifestazione inizierà oggi alle 14. Da giovedì Roma è bloccata! Via Nazionale e le strade limitrofe sono chiuse al traffico. Si può immaginare quanti problemi creino ai cittadini romani che si trovano gran parte delle strade chiuse e il traffico in tilt. E' previsto l'arrivo di 200.000 persone. Ma chi sono questi indignados? Indignati, incazzati o draghi ribelli? Nei loro cartelli le scritte contro il debito pubblico e la "dittatura della finanza" come la chiamano loro. Niente di nuovo, dietro la protesta ci sono i sindacati, il popolo viola, i centri sociali, no global e la sinistra massimalista. I soliti noti, i professionisti della contestazione di sinistra. Gruppi organizzati che nell'armadio tengono un armamentario di bandiere e casacche pronte all'uso. Una volta sventolano il vessillo arcobaleno pacifista, un'altra indossano la maglia del popolo viola o le t-shirt "No Dal Molin", un altro giorno srotolano gli striscioni "No Tav". Ci sono anche militanti no-global, disobbedienti, collettivi studenteschi, precari, centri sociali, comitati di base, occupanti di case. Ecco il retroterra degli anche cosiddetti "Draghi Ribelli". Naturalmente tutti pagati dai sindacati rossi. I professionisti dei cortei sfruttano la scia delle proteste mondiali per guadagnare visibilità e contestare il Governo. Molti i sostenitori "vip", da Luca di Montezemolo a Sabina Guzzanti; politici: Vendola, Di Pietro, Ferrero, De Magistris e Bertinotti con il suo pulloverino di cachemire; i leader della nuova protesta anti-banche come Giorgio Cremaschi, numero uno della Fiom, che guida il movimento "il debito non lo paghiamo"; Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas; Bartolo Mancuso del collettivo romano Action, un avvocato che vive in una casa occupata; Giuseppe De Marzo, fondatore di A Sud, arrestato anni fa in Equador per attività contro le multinazionali; Gianfranco Mascia, storiografo del movimento viola. Quello che a me fa arrabbiare di più, dico arrabbiare per non usare il loro stesso termine, è leggere il loro programma, un orrido mix di statalismo e populismo che fotografa esattamente la pochezza politica, tipica della nostra sinistra. Mandano avanti i giovani, ma le idee sono vecchie! I giovani hanno idee innovative e non certo questo tipo di proposte, tipiche della sinistra preistorica, che se venissero applicate ci farebbero cadere nella miseria più totale! Ma d'altra parte cosa ci si può aspettare da una sinistra che vede lo Stato come una specie di Grande Madre dispensatrice di sussidi e assistenza per tutti? Basta scorrere il programma per accorgersi che è tutto un susseguirsi di nazionalizzazioni, tasse patrimoniali, espropri (delle case costruite da privati ma rimaste invendute), finanziamenti pubblici a destra e a manca, assunzioni nel pubblico impiego. La meritocrazia, come è giusto che sia nel nostro Paese e come la sinistra la concepisce è naturalmente abolita. Volete manifestare il nulla? Va bene, ma non va bene che si metta una città in uno stato di assedio, che si degeneri in violenza, tutta questa rabbia, questa voglia di rivoluzione, questo odio non porta a nulla se non ad abbassare i consensi a questa opposizione che si sta dimostrando sempre più incapace di proporre idee e alternative valide all'attuale governo. I giovani non vanno strumentalizzati e pagati per manifestare, non sono questi i valori che vanno trasmessi. Non generalizzo, non tutti i giovani seguono queste strade, sono in tanti che rimangono a casa a studiare e fare il loro dovere. Le rivoluzioni di Piazza appartengono al passato, a Paesi incivili così come la violenza. La sinistra è ancora legata a questi stereotipi, per loro il tempo si è fermato, non per noi che guardiamo al futuro con positività e ci rimbocchiamo le maniche perché il nostro Paese migliori ma nel modo giusto, con il dialogo, la libertà e la democrazia.

mercoledì 12 ottobre 2011

IL CHE, UN MITO?

Il 9 ottobre molti hanno commemorato la morte di Che Guevara, assassinato nel 1967. Io ancora rimango perplessa da questa figura che rappresenta un mito, mi chiedo: perché? Come si può osannare un uomo che come ideale aveva la rivoluzione, secondo lui l'unica risoluzione delle diseguaglianze sociali ed economiche. Su tutto ciò non vedo nulla di eroico, quando si vogliono risolvere i problemi con la violenza. Eppure ancora il mito esiste, il suo nome, le sue foto, la sua immagine ovunque, persino negli oggetti e nelle t-shirt. Mi chiedo se coloro che ne fanno un'icona di questa figura conoscano la sua storia o la conoscano in maniera distorta, perché altrimenti non potrebbe avere così tanta rilevanza e, addirittura, portato come esempio di libertà. Solo all'Avana, nel periodo del suo comando, fece fucilare più di 2000 persone. Si rese responsabile dell'esecuzione sommaria di numerosi oppositori politici, persone uccise perché non la pensavano come lui. Nel 1960 inaugurò il sistema di concentramento cubano, del quale divenne il capo, considerato il primo campo di concentramento castrista, dove venivano detenuti e sottoposti a tortura intellettuali contrari alla dittatura castrista, dissidenti, omosessuali e religiosi (tra cui cattolici, testimoni di Geova, evangelisti e avventisti). Questo è un eroe? Allora, paradossalmente, lo è anche Hitler, sempre di dittatori si parla, qualsiasi siano le ideologie la violenza è inaccettabile e non deve essere un simbolo, un'icona. Io amo la vita e quindi la libertà. Non posso amare chi ha sparso sangue per i suoi ideali anche se, per alcuni, condivisibili. Quando si parla di lui e si scrivono bellissimi epitaffi, ricordiamoci che nessuno li scrive per i tanti morti ingiustamente e ricordiamoci anche che i perseguitati politici esistono ancora, che a Cuba Castro è il suo erede di una dittatura che considero inaudita. Le sue carceri ancora sono piene di uomini detenuti come prigionieri politici. Tutto questo è a dir poco sconvolgente. Allora ricordiamoci queste cose invece di idolatrare chi ha combattuto per degli ideali ma lasciando dietro di se sangue e violenza!