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sabato 15 settembre 2012

IN RICORDO DI ORIANA FALLACI


Il 15 Settembre del 2006 moriva Oriana Fallaci, è stata una scrittrice, giornalista e politica italiana. Fu la prima donna in Italia ad andare al fronte in qualità di inviata speciale. Oggi le rendo omaggio, una donna formidabile che aveva il coraggio di dire le cose come stavano, con rabbia ed orgoglio. Forse avremmo tutti bisogno di arrabbiarci, di tirare fuori quell’orgoglio che c’è dentro ogni italiano, perchè questa è la nostra Patria, la nostra terra e ce la stanno portando via da sotto al naso. In quest’Italia il nazionalismo è una qualità di pochi, i valori si stanno perdendo e nessuna guida porta i giovani verso la giusta strada. Lo spettro dell’Eurabia che tu avevi paventato è più reale di quanto noi tutti credessimo.

E tu te ne sei andata troppo presto, vinta dall’Alieno. Dovevi fare ancora tanto, dovevi difendere la nostra Italia, dovevi difendere le nostre radici cristiane, quante cose Oriana avresti ancora potuto fare....ma oggi non voglio rimpiangerti ma ricordare quello che ci hai dato e non quello che ancora avresti potuto darci. Rileggendo proprio "La Rabbia e l’Orgoglio" riscopro quanto tutto sia più attuale, ogni giorno che passa. Si, avevi proprio ragione sta avvenendo tutto ciò che tu avevi detto e scritto, purtroppo lo devo dire con tanta amarezza quell'amarezza che tu hai espresso dicendo: “E quest' Italia, un' Italia che c'è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca, guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade.”

domenica 26 febbraio 2012

L'ITALIA CHE VORREI

Il debito pubblico, una frase ricorrente, penso a quante volte nella mia vita ne ho sentito parlare e quante volte l'abbia letta nei vari giornali. Posso dire che nel corso di tutta la mia vita mi ha accompagnata come una madre, come un padre segue il percorso del proprio figlio. Non è una novità ma purtroppo uno stillicidio, una goccia che perde piano piano dal rubinetto fino ad esaurire tutta l'acqua.....Mi chiedo chi ha rotto il rubinetto e perché nessuno è riuscito o ha voluto aggiustarlo? Un Paese è come un'azienda bisogna far quadrare i conti. In Italia chi ci ha governato non è stato capace di farlo e noi ne paghiamo le conseguenze. Mi chiedo se sia giusto che io debba pagare per chi non ha saputo governare o ne ha tratto solo vantaggi personali per arricchirsi alle spalle dei cittadini. Non è giusto, non si può agire come si sta facendo ora, chiedendo alla gente sacrifici per gli sbagli degli altri, dei politici ai quali con fiducia abbiamo dato il nostro voto per rappresentarci e non lo hanno mai fatto. Mi chiedo se non gli pesa questa responsabilità. Essere un politico, secondo me, è una missione e con tale spirito devi lavorare solo ed esclusivamente per il bene del tuo Paese e del popolo che rappresenti. Quanto ingenue possono sembrare queste parole, ma è quello in cui io credo. Il politico non si deve mai allontanare dal suo elettore, dal cittadino. Non deve avere quell'arroganza, quella superiorità sapendo che grazie a lui detiene quell'incarico. Mi chiedo se le cose possano cambiare, perché devono cambiare se si vuole tornare alla politica vera. Non posso vedere il mio Paese inabissarsi sempre di più in un oceano sempre più profondo e morire affogato. Perché dobbiamo subire, avere un governo non sovrano che chiede a noi, che non abbiamo alcuna responsabilità, di pagare per i loro sbagli, che paghino loro. Il detto:" chi sbaglia paga" vale per tutti, urliamo  ad alta voce questa ingiustizia, la sudditanza che ci rende ogni giorno più deboli, ci toglie ogni dignità. Noi non paghiamo, non vogliamo pagare per le colpe e gli errori degli altri. Svegliamoci! C'è un Italia di gente onesta che non merita tutto questo! Abbiamo tutti il diritto di lavorare, lo dice la costituzione. La mia generazione ha conosciuto un Italia dove il lavoro è un privilegio per pochi, ai nostri figli lasceremo in eredità un Paese dove non potranno realizzare i loro sogni e per sopravvivere dovranno fuggire, questo è giusto? L'Italia deve cambiare altrimenti non abbiamo prospettive se non morire insieme ad essa... 

venerdì 30 dicembre 2011

BUON ANNO

Mi auguro che nel nuovo anno siano possibili tutti i cambiamenti per i quali molti italiani ed io auspichiamo. Vorrei ritornare alla politica, vorrei la libertà e un Italia migliore. Per questo dobbiamo impegnarci tutti perché le cose cambino. E' necessario che lo facciamo nel nostro piccolo, con i nostri gesti e abitudini quotidiane. Cambiamo il nostro modo di agire, facciamoci rispettare, chiediamo giustizia per poterla ottenere sempre! Lottiamo per ciò che crediamo, per i nostri valori e per i nostri ideali. Lottiamo perchè la nostra dignità non venga calpestata, lottiamo perchè tutti abbiano il diritto di lavorare, lottiamo per noi italiani e per la nostra Italia, il nostro Paese per il quale dobbiamo essere fieri e orgogliosi. Riprendiamocela, noi siamo l'Italia, l'Italia è nostra! Ma cerchiamo anche noi di cambiare. Questo vi chiedo, iniziamo da noi! Nella speranza di un 2012 migliore, nella speranza di essere noi migliori vi faccio i miei auguri di cuore!

sabato 26 novembre 2011

RIVOLUZIONE!

Un Paese civile e progredito come l'Italia non può essere complice e tacere davanti al sopruso che si è consumato in queste ultime settimane. Un vero colpo di stato che ha mandato a casa il Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi, democraticamente eletto dagli italiani, per essere sostituito da un cosiddetto governo tecnico. Un governo che dovrebbe risanare il nostro debito pubblico, che ha convinto tutti con lo spauracchio del tanto temuto default. Io non ci credo! Per prima cosa perché non sarà certamente questo governo a risolvere il problema del nostro debito pubblico con le misure che ci ha esposto, misure che ben conosciamo e che da anni i governi ci hanno imposto senza risolvere, se non impoverire gli italiani, caricandoli di tasse e colpendo le classi più deboli. Mentre loro, la classe dirigente, comodamente e senza togliersi niente, senza fare alcun sacrificio, quello che a noi viene richiesto, sta seduta nelle sue belle poltrone a comandare noi italiani diventati ormai sudditi di questo regime e privati della nostra libertà! Ci hanno tolto la democrazia, il diritto al voto e ancora cosa ci aspetta? Tutti coloro che come me amano la libertà e la giustizia non possono accettare questo stato di cose! Mi viene voglia di parlare di rivoluzione, di fare la rivoluzione! Si, proprio la famosa sommossa popolare atta a sovvertire, a rovesciare un governo tiranno! Tutto questo nasce dal desiderio di giustizia che ognuno cova in se. La rivoluzione è quel cambiamento necessario che ognuno di noi impone a se stesso. Essa è un concetto antico che si rinnova. Nasce dall'interiore e deve divenire la coscienza degli esseri umani, che hanno il dovere di far valere i loro diritti, con la forza di pretendere ed il desiderio di cambiare per riprenderci quella dignità che c'è stata usurpata. La nostra vita non si può ridurre ad una serie di concessioni fintamente benevoli, che ti consentono di andare avanti un giorno ancora, seduto nel tuo comodo salotto a guardare la TV, mentre fuori il mondo ti appartiene sempre meno, mentre fuori tutto continua a girare nel senso che i potenti vogliono. Se ci viene tolto qualcosa,  è avvenuto un sopruso, abbiamo subito  un torto, ogni singola volta se non hai fatto altro che scegliere di subire, hai scelto di non guardare, di voltarti dall’altra parte, di non prendere coscienza schermandoti dietro le cattive azioni altrui, dietro la convinzione che nulla poteva esser fatto per cambiare le cose, allora non ti devi lamentare, allora non sei un essere umano.  L'uomo non è fatto per subire, come dice Oriana Fallaci: "un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare, non è un essere umano". Non c'è più grande menzogna che nel sottostare, plagiati da un tiranno dopo l’altro e falsamente convinti sulla necessità che credi d’avere di loro. Sei l’eterno bambino che non lascia la mano della crudele matrigna. La rivoluzione è fermare lo sguardo su ciò che è sporco e dovrebbe essere limpido, su ciò che è catena e che invece dovrebbe essere possibilità. Siamo dei burattini, se guardiamo le nostre braccia potremo vedere i fili attraverso i quali le istituzioni ci stanno manovrando. Siamo marionette di un teatro in cui si sta rappresentando il dominio di pochi sulle nostre vite. Se riesci a vedere quei fili hai già fatto un grande passo. La rivoluzione è decidere di tagliare quei fili. Piccolo pinocchio, è giunta l’ora di divenire umano. La rivoluzione non è un atto di violenza ma di ragione. Tutti sarebbero in grado di praticare la violenza e se tutti lo facessero, allora il mondo sarebbe peggiore di quanto non sia. La ragione invece, dovrebbero praticarla tutti e se tutti lo facessero, allora non potremmo che vivere in armonia l‘uno con l’altro; e con il mondo. Tuttavia la forza non ci mancherà, la vera forza: la perseveranza, la volontà. Grideremo le nostre ragioni ma senza alzare la voce, contro coloro che detengono il potere, ma non sanno che il potere lo abbiamo noi, se vogliamo, il potere di pretendere, il diritto di essere considerati. Questo è il momento di sbattere il pugno sul tavolo, di opporsi, di reclamare il ruolo che ci spetta. Troppe lacrime; giovani privati del loro futuro, anziani privati del loro passato; e dal suolo intriso di queste lacrime cos’altro sarebbe potuto sbocciare se non la rivoluzione. Sono italiana e mi accingo a riprendermene l’orgoglio! Chi non soffre la mia stessa sete? Quanti di voi non portano il segno del morso di questa fame passino oltre; che lascino anche cadere questo foglio insieme alle loro vite, per esser solo calpestati ancora. Ma se nel cuore ancora conservate un po’ d’amor proprio, allora sfruttatelo adesso, voglio la possibilità di scegliere, la possibilità di creare il mio futuro che merito per me e per i miei figli, la possibilità di fare il presente e non solo di subirne le conseguenze. Riappropriatevi di questo diritto che ci è stato sottratto da un  governo e governanti ai quali adesso non resta che tacere! Se ancora siete qui a leggere, allora avete fatto il primo passo e per voi  e per i vostri figli fate anche il secondo. Tenete a mente questo mio scritto, passatelo o leggetelo a chi vi è vicino, a chi vi è caro; poiché è da qui che stiamo ricominciando. State pur certi che schierarsi sarà inevitabile.

La rivoluzione è già cominciata!