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mercoledì 10 agosto 2016

Il lancio internazionale della Collezione “Scrigno” di Gaia Caramazza a Venezia


Gaia Caramazza designer romana formatasi presso l'Accademia di Arti Orafe della capitale ha organizzato nell’ultimo fine settimana di luglio, un esclusivo trunk show per presentare ad un gruppo di buyer internazionali del settore, la “Scrigno Collection”, una serie di gioielli unici, esclusivi, che tanto successo hanno riscontrato nel progetto “Margutta Creative District” inserito nel Calendario di AltaRoma di Luglio 2016.
Location d’eccezione, lo storico edificio del ‘500 di Palazzo Giovanelli affrescato con le figure mitologiche di Zelotti, Palazzo Foscarini Giovanelli, oggi uno dei più eleganti alberghi di Venezia, forte di uno charme e di una storia che annovera inquilini come la famiglia Mozart e il Re di Danimarca, Federico Cristiano IV.
Creatività, artigianalità, puro made in italy per sette segreti da custodire. Sette scrigni preziosi disegnati per ognuno dei volti della femminilità: Atena, Era, Estia, Afrodite, Artemide, Demetra e Persefone, una collezione realizzata interamente a mano, in oro, oro rosa, argento e bronzo abbinati alle pietre agata, quarzo, radici di smeraldo e brillanti.
Sette piccoli gioielli da indossare vicino al cuore, lì dove le passioni nascono e trovano protezione.



Palazzo Giovanelli

Palazzo Giovanelli Venezia

sabato 9 aprile 2016

ANTONI MUNTADAS PROTOCOLLI E DERIVE VENEZIANI




La Real Academia de España en Roma presenta PROTOCOLLI E DERIVE VENEZIANI, la nuova mostra di Antoni Muntadas che avrà luogo negli spazi espositivi dell'Accademia in piazza S. Pietro in Montorio, al Gianicolo a Roma, dal 14 aprile al 15 maggio 2016, con inaugurazione giovedì 14 aprile, alle ore 19.
Il progetto, presentato per la prima volta nel 2013 alla Biennale di Venezia in concomitanza con la 55esima Esposizione Internazionale d’Arte, e successivamente all’interno della 72esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, è il risultato finale di una ricerca sulla città lagunare, che ha dato origine ad alcuni lavori realizzati in loco negli ultimi anni. La particolare configurazione di questa città storica la rende un interessante oggetto di studio e riflessione di cui l’artista può godere in prima persona come osservatore esterno, avendovi trascorso per lavoro tre mesi all’anno, dal 2004 ad oggi.
L’esposizione è composta dalla serie di fotografie Protocolli Veneziani e dal filmato Derive Veneziane, entrambi visitabili ad ingresso libero, dal martedì alla domenica in orario continuato 10-18.
Gli scatti esposti, che riportano particolari architettonici di Venezia, evidenziano le peculiarità dell’abitare lontano dalla terraferma: è così che tubi, aperture, tombini, finestre chiuse, sembrano possedere una logica propria e raccontare la città attraverso le tracce di un’antica attività edilizia.
Analogamente il film, presentato e proiettato quest’estate alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, descrive un lato inesplorato della città, sconosciuto ai più, misterioso e al contempo affascinante, caratterizzato da una quasi totale mancanza di individui che, viceversa, durante il giorno affollano le calli in maniera spropositata.
La visita a Roma di Antoni Muntadas in occasione di questo suo secondo intervento alla Real Academia de España en Roma (il primo risale al 2011 in collaborazione con l'American Academy in Rome) sarà accompagnata da diverse attività: tavole rotonde, conferenze ecc...
L'artista Antoni Muntadas è nato a Barcellona nel 1942 e dal 1971 vive a New York. È stato uno dei primi artisti concettuali e media artist, multidisciplinare, che spazia dalla fotografia al video, dalle installazioni agli interventi urbani. E' particolarmente noto per i suoi progetti che prevedono un uso artistico dei media e new media, in funzione sociale e politica, così come la relazione fra lo spazio pubblico e privato all’interno della struttura sociale. Nei suoi quarant’anni di carriera ha realizzato e prodotto numerosi lavori delle serie definite “Media Landscape”, “Media Architecture installations” e “The File Room”, progetto il cui obiettivo è la messa in discussione dell’idea di censura culturale. Oggetti di lavoro sono state anche le serie “On Translation” e “Asian Protocols”, tutt’ora in corso. Le sue opere sono state esposte nei più importanti e rinomati musei e gallerie: The Museum of Modern Art a New York, Berkeley Art Museum, C.A., Musée d’art contemporain de Montréal, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía a Madrid, Museo de Arte Moderno a Buenos Aires, e molti altri ancora. Ha inoltre partecipato a diverse esposizioni internazionali, tra le quali Documenta VI e X a Kassel, le Biennali di Venezia del 1972, 1976 e 2005, Whitney Biennal of American Art, San Paolo e Lione, Taipei, Gwangju e L’Aavana. Oltre ad aver lavorato come docente, e aver diretto seminari in istituzioni accademiche europee e statunitensi, tra cui École des Beaux-Arts di Paris, la USP a San Paolo in Brasile, è stato ricercatore dal 1977 presso Center for Advanced Visual Studies al MIT, e successivamente professore alla Scuola di Architettura nello stesso MIT di Cambridge dal 1990 al 2014. In Italia collabora con la Galleria Michela Rizzo dal 2010 e insegna alla Facoltà IUAV di Venezia.

giovedì 3 settembre 2015

Marina Ripa di Meana sul Red Carpet del Festival del Cinema con l’abito “Venezia” di Vittorio Camaiani.



All’inaugurazione della 72° Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia sfilano sul red carpet attori e attrici di livello internazionale. Come ad ogni edizione fra le protagoniste della passerella non poteva mancare Marina Ripa di Meana che quest’anno per il suo “outfits” lagunare ha scelto di indossare una creazione dello stilista marchigiano Vittorio Camaiani, presente anche lui alla kermesse cinematografica.
Una creazione d’Alta Moda realizzata in seta sui toni del blu e del nero, ispirata ad un’ideale “Maschera Veneziana” dove gli occhi della stessa … fungono da tasche.
L’abito fa parte della collezione ispirata a Venezia dal titolo “Lo Sguardo sulla Laguna” presentata nel Calendario di AltaRoma a febbraio 2015.









Abito "Maschera" disegnato da Vittorio Camaiani

venerdì 20 febbraio 2015

Lo stilista Vittorio Camaiani ha presentato la sua nuova collezione primavera/estate 2015 tra gli eventi collaterali di AltaRoma AltaModa

Elisabetta Pellini, Vittorio Camaiani

Lo stilista Vittorio Camaiani ha presentato la sua nuova collezione primavera/estate 2015 tra gli eventi collaterali di AltaRoma AltaModa nello splendito Hotel Westin Excelsior di via Veneto a Roma. In passerella hanno sfilato abiti ispirati alla bellissima Venezia, da qui il nome di tutta la collezione "Lo sguardo sulla laguna".
Dice lo stilista:"Il mare chiama sempre quando si vive una vita vista-mare. Guardare l'orizzonte dove l'acqua diventa cielo, è un'emozione sempre diversa, fatta di attesa e speranza; camminare sul lungomare è un viaggio da intraprendere senza limiti e confini."
Così gondole, briccole, maschere, vetri colorati, calda sabbia e acqua salata sono raffigurati nei suoi abiti che raccontano il fascino misterioso e incantato di questa stupenda città. Un defilè che magicamente ci ha immerso nelle magnifiche atmosfere e ci ha "trasportato" in un fantastico viaggio immaginario a Venezia.






lunedì 26 gennaio 2015

"Lo sguardo sulla laguna" la nuova collezione primavera/estate 2015 dello stilista Vittorio Camaiani

Vittorio Camaiani e la figlia Lucrezia

Domenica 1 Febbraio alle ore 18,30 nello splendito Hotel Westin Excelsior in via Veneto a Roma, lo stilista Vittorio Camaiani presenterà, inserita nel calendario tra gli eventi collaterali di AltaRoma AltaModa, la sua nuova collezione primavera/estate 2015 "Lo sguardo sulla laguna",un viaggio immaginario dalle Marche, terra d'origine dello stilista, alla meravigliosa Venezia, che noi potremo ammirare attraverso le creazioni dei suoi abiti. Dal mare della sua San Benedetto del Tronto, Vittorio Camaiani, guarda una Venezia non così lontana e unisce virtualmente i due lidi con una passerella … dove sfila la sua “Donna” primavera – estate 2015. 
Gondole, briccole, maschere, vetri colorati, calda sabbia e acqua salata diventano “Lo sguardo sulla laguna”. La spugna, must della stagione dello stilista marchigiano, porta da mattina a sera una brezza di eleganza discreta e contemporanea unendosi a contrasto con seta, shantung, lino e cotone fino ad illuminarsi di swarosky come vetri di murano al sole. 
Lo sguardo di Camaiani vede la prua delle gondole sull’orlo delle gonne e trasporta le maschere su camicie e capi couture dove gli occhi fungono da tasche.
Le briccole bicolore, attracco delle gondole, definiscono gli orli asimmetrici dei pantaloni, spiccano nel “completo cartolina” con francobollo e timbro riadattati da esperte ricamatrici e ispirano l’accessorio della stagione, la nuova bag briccola.
I colori di questa estate guardano le case di Burano, con tinte rosa geranio, verde “vittoria”, luminosi bianchi e calde note di senape e rosso mattone, viola e blu dal navy al pervinca.
Vittorio Camaiani descrive una sera di abiti couture fatta di gondole in doppio di seta, balloon di righe su righe e plissé pastellati, staccati da giacchini in spugna arrotolati sulle spalle come teli.
Particolare riguardo agli accessori: i cappelli realizzati da Jommi Demetrio, bijoux e calzature realizzati rispettivamente da Cecilia Rosati e Lella Baldi, seguono e completano il mood della collezione.
A completare l’ultima fatica di uno stilista-sarto, il prezioso, minimalista ed esclusivo “cadeau” firmato Enzo Rossi per Vittorio Camaiani: l’eccellenza dell’artigianalità marchigiana per un prodotto unico ed inestimabile come i Maccheroncini di Campofilone I.G.P.
Testimonial in passerella per Vittorio Camaiani, l’attrice Elisabetta Pellini.





Vittorio Camaiani con l'attrice Elisabetta Pellini testimonial della sfilata