mercoledì 28 febbraio 2018

Gian Paolo Zuccarello e Ninni Paduanelli. Il nuovo connubio dell’Alta Moda Italiana


Nella rinomata Terlizzi denominata in Puglia “La città dei fiori”, gran successo per l’esclusivo opening del nuovo atelier “Gian Paolo Zuccarello For Ninni Pa” dedicato all’alta moda e all’alta moda sposa.
Dopo solo un anno, dall’apertura del suo atelier romano in via Calabria, nei pressi di via Veneto, l’inizio di una nuova e suggestiva avventura per Gian Paolo Zuccarello, che prende vita grazie al sodalizio instaurato con Ninni Paduanelli affermato professionista del settore, la sua ventennale esperienza garantisce l’alta qualità artigianale e la relativa commercializzazione delle nuove collezioni moda, già in produzione.
Nel suggestivo ed elegante atelier, nel quale è protagonista la pietra locale bianca pugliese, è possibile trovare creazioni sartoriali uniche, accessori moda come shoes e bijoux d’alta moda, che si rinnovano nello stile e non passano inosservati.
“Questo nuovo spazio, dichiara Gian Paolo Zuccarello, che si ispira alla tradizione della sartoria italiana, mi vedrà presente ogni settimana perché sarà importante conquistare e coccolare le nuove clienti, vivo per la moda e i viaggi che mi aspettano da Roma a Terlizzi saranno di sicuro fonte e linfa di nuova ispirazione stilistica”.
Gian Paolo Zuccarello oltre a ricoprire il ruolo di direttore artistico di una delle più importanti scuole di moda italiane, la Ida Ferri di Roma, è tra i principali protagonisti delle passerelle romane, le sue creazioni da anni sono ammirate nel calendario di “Altaroma”, a “RomaFashion White” l’unica manifestazione a livello nazionale nella quale collezioni d’alta moda sposa sfilano in una chiesa e nell’importante appuntamento fieristico dedicato al pianeta wedding “Roma Sposa”.

Gian Paolo Zuccarello e Ninni Paduanelli

Gian Paolo Zuccarello

Atelier

IL 3 MARZO AL TEATRO D’ANDREA DI PRATOLA PELIGNA IL SIPARIO SI ALZA SU MARCO PASSIGLIA





Sabato 3 marzo sarà la comicità di Marco Passiglia ad intrattenere gli spettatori del Teatro D’Andrea di Pratola Peligna.
Alle 21:00 si alzerà il sipario e andrà in scena "Pezzi di me", scritto e interpretato dall’eclettico artista romano reso famoso dal palco di Colorado.
Una serie di monologhi e riflessioni esilaranti, accompagnati da canzoni comiche e momenti emozionanti per riscoprire la bellezza di tutti quei pezzi che compongono la nostra vita. Ogni esperienza, ogni emozione, ogni delusione e ogni vittoria fanno parte di questo puzzle. E sarà l'immagine più bella.
Vincitore del Premio Troisi 2009 e “BravoGrazie” 2010 Passiglia ha lavorato nei teatri più famosi d’Italia tra cui il Sistina di Roma con Rodolfo Laganà ed è stato fortemente voluto a Pratola dall’associazione culturale Informart presieduta da Beatrice Terrafina. Ha partecipato a programmi televisivi su Rai 1 (Stasera mi butto, Festa Italiana), su Italia 1 (Colorado) e su Sky (S.C.Q.R Commedy Central). La sua comicità si basa sull'alternanza di stili. Insieme alla chitarra all'ukulele e al guitalele passa dal monologo alla canzone comica, ridipingendo le varie stagioni umane in una dimensione spietatamente comica.

martedì 20 febbraio 2018

"I Have A Dream" al Teatro Parioli a Roma



Al Teatro Parioli a Roma da martedi 20 febbraio a domenica 4 marzo, Valentina Lodovini e Ivano Marescotti, portano in scena “I Have A Dream”, di Gabriele Guidi e Ennio Speranza, con la regia di Gabriele Guidi e le voci di Gigi Proietti, Catherine Spaak, Arnoldo Foà e Rosario e Beppe Fiorello.
“I Have A Dream – le parole che hanno cambiato la storia” è un atto unico dedicato ad alcuni dei più significativi discorsi pronunciati da individui che, in epoche diverse, hanno contribuito al corso dell’umanità. Da Demostene a Martin Luther King, passando per Pericle, Robespierre, Lady Astor, Ghandi, Kennedy, Churchill, Fidel Castro, Mandela e molti altri… fino a Umberto Eco. Parole che, grazie alla straordinaria attualità delle tematiche affrontate: democrazia, identità etnica, ruolo delle donne, eccidi, intolleranza religiosa… ma anche arte e letteratura come strumenti di protezione dell’essere umano, consentono di rivivere eventi che appartengono alla memoria storica della collettività.
Quante volte un momento storico viene ricordato grazie ad una frase o il frammento di un discorso che ha lasciato un segno indelebile? I grandi oratori, trascinando milioni di persone, hanno dunque saputo accendere passioni civili individuando i traguardi sociali da conquistare. Le parole, alla pari degli eventi, hanno inciso sulla storia; anzi, diventando esse stesse "eventi", hanno contribuito a fare la storia. 
”I Have A Dream” è un atto unico che torna in scena a quasi 10 anni di distanza dalla sua nascita aggiornato, rivisto e concepito per due interpreti, legati fra loro da un rapporto di grandi affinità ma non privo di una sottile ironia derivante dal confronto tra generazioni differenti; due persone legate dalla passione per un lavoro attuale e molto richiesto che si raffrontano sul valore odierno delle parole.

Al Teatro Stanze Segrete di Roma il debutto di "Alters"



Emiliano Coltorti e Marianna Adamo



Sarà in scena dal 20 febbraio al 4 marzo al Teatro Stanze Segrete, in via della Penitenza 3 a Roma, “Alters”, tratto dal cortometraggio dal titolo omonimo, che vede al suo debutto come regista ed autrice teatrale, Marianna Adamo, anche interprete principale assieme ad Emiliano Coltorti.
L’idea del corto ‘Alters’, che ha vinto il premio Rai Cinema Channel, è nato dalla volontà di affrontare una tematica delicata legata alla psicologia femminile: il disturbo dissociativo di identità. Nina e Massimo si incontrano in un “non luogo” dove ogni giorno prendono forma, desideri e paure. Lì, dove nessuno può entrare, le loro identità si trasformano e si confondono. Inventano un presente per scappare da un terribile passato…ma forse non basterà per percorrere la strada del futuro.
In questo contesto, tra momenti intensi e con una punta d’ironia, scopriremo le loro vite e le loro storie e insieme decideremo del loro destino.
La scenografia sarà costituita da pochi elementi, un ambiente freddo che sarà “colorato” solo dalla loro presenza. Un ambiente ostile che ospita, di volta in volta, l’identità che decide di venire alla luce. 
L’apporto degli attori in questo contesto è di fondamentale importanza, saranno loro a dare significato al contesto altrimenti “grigio” e privo di senso.

lunedì 19 febbraio 2018

Artrooms Roma, la prima fiera internazionale di arte contemporanea



Dal 2 al 4 marzo 2018 nel suggestivo hotel a quattro stelle superior "The Church Palace" di Roma, un edificio storico di ispirazione Rinascimentale immerso in un parco privato, verrà ospitata la prima fiera internazionale di arte contemporanea "Artrooms Roma" che offrirà spazi espositivi gratuiti agli artisti indipendenti. 
Scopo dell’evento italiano è esportare il concept che Artrooms London ha reso popolare nelle ultime quattro edizioni, a partire dal 2015: Artrooms Roma permetterà ad artisti provenienti da ogni parte del mondo di esporre i loro lavori nelle camere di The Church Palace, trasformate per l’occasione in atelier dagli artisti stessi.
La fiera si articolerà in tre sezioni: Room, Sculpture Park e Video Arte.
La sezione Room, ospiterà 50 artisti, scelti tra circa 500 candidati provenienti da tutto il mondo. Tra questi, nove gli artisti italiani: Elisa Cantarelli con il progetto "Dotting", Sabina D’Angelosante, i fotografi Gianmaria De Luca, Paola Ruvioli e Paolo Repetto, Ernesto Galore (alias Emanuele Garletti), Marika Ricchi con il progetto "Giù I piedi dal letto", Barbara Salvucci, e la multi premiata Antonella Scaglione. Dall’Australia arrivano due artisti il cui lavoro pittorico è fortemente legato alla letteratura: Robert Lee Davis, che narra attraverso i quadri Le città invisibili di Italo Calvino, e le ceramiche fluttuanti di Kieran Ingram, ispirate dalla poesia Burnt Norton di TS Eliot. Dalla Nuova Zelanda, Fiona Hueston porterà a Roma le sue installazioni di origami, mentre gli artisti pakistani Rizwan Ali e Tania Nasir, entrambi miniaturisti, parteciperanno rispettivamente con opere rappresentanti la dinastia Mughal e con le tradizionali geometrie islamiche. Esporranno i loro lavori anche Chisato Yasui (Giappone), l’artista multimediale Natalia Ohar (Ucraina) e Tolga Bayraktar (Turchia). Originaria del Senegal e residente in Italia, Awa Sar esporrà un’opera in seta selvaggia; Zuzana Lalikova (Slovacchia) presenterà "Penelope’s Dream"; mentre Emilia Maino, o LIA Colectivo, (Cile) proporrà un lavoro tessile su paesaggi geografici. Molti gli artisti che pongono la natura come tema principale del loro lavoro: tra questi, Brian Huber (USA) attinge la propria ispirazione dai fiumi ghiacciati che prendono vita in Braided Series, mentre il fotografo multi-premiato Derek Man, da Hong Kong, presenta "The Orchard Project", dedicato esclusivamente alla conservazione di frutteti comunitari. La koreana Sunwoo Kim, vincitrice del premio “Kidult Challenge” del Museo Nazionale di Arte Contemporanea e Moderna di Seoul, dedica le sue opere a “Dodo” un animale ormai estinto, originario delle isole Mauritius. Dall’Europa: la multi-premiata Mariya Alipieva e il mosaicista Ivan Djidjev (Bulgaria) con il suo studio dei multipli; Leo Kantunaric Kadele (Croazia); Marek Slavik (Repubblica Ceca), già presente nel 2017 al Museo Crocetti di Roma, che ad Artrooms Roma presenterà "Curved Reality", progetto su mondi paralleli in cui le emozioni e i sentimenti diventano i principi principali dei dipinti; Cyre de Toggenburg (Francia), nella cui opera l’astratto è una porta per la spiritualità; Chloe Malard (Francia); il giovane scultore Herman Sobe, Tanja Burgelin Arslan, Wassily Kazimirski e Holger Theunert (Germania); Peter Belso (Ungheria), al confine tra arte e design, che presenterà "Bike me home"; Cecilia Bullo (italo-irlandese), con un’installazione site-specific, comprendente scultura, video e fotografia; Marianne Vanderbosch (Olanda); Daria Blazek (Polonia), per la fotografia digitale; Neide Carreira (Portugal); lo scultore Miodrag Peric (Serbia), direttore e fondatore di "In Vivo", Simposio Internazionale degli Scultori di Novi Sad, Serbia; Marina Gomez (Spagna). Dal Regno Unito, arriverannon Komal Madar; Susan Supercharged, già presente in collezioni importanti a Londra, Miami e New York; Kristina Chan, che soltanto nel 2017 ha vinto i premi: Royal Society of Painter Printmakers’ Anthony Dawson, RSA Guthrie Award and Medal/Royal Scottish Academy, Edinburgh Printmakers Award, The Elizabeth Greenshields Foundation Grant/The Elizabeth Greenshields Foundation; Jemma Appleby, Sarah Emily Porter, Kevin Stamper, Merna Liddawi, Clara Mill, Abigail Yentis, Ortelius Drew, pseudonomo per Ilga Leimanis (Londra) e Doreen Wittenbols.
Grande successo per gli italiani nella sezione Sculpture Park, dove sei artisti su nove rappresenteranno l’Italia: Camilla Ancilotto, Paola Falconi, Valentina Lucarini Orejon, Laura Pellizzari, Andrea Polichetti e Federica Zianni. Tra gli stranieri: Martin Navratil (Slovacchia), Jacek Opala (Polonia) e Val Wecerka (Bulgaria).
Quindici gli artisti italiani e internazionali che parteciperanno alla sezione Video Arte: Karina Zen (Brasile); Yasen Vasilev (Bulgaria); Leyla Rodriguez e Annina Roescheisen (Germania); Michael Liani e Igal Stulbach (Israele); Uro Bannera; Silvia De Gennaro e Claudia Quintieri (Italia); Clara Aparicio Yoldi (Spain); Ian Wolter; Browzan alias Christopher Brown e Mark Sedge (Regno Unito); Natalia Ohar (Ucraina); Ira Schneider (USA).
Ad Artrooms Roma sarà inoltre presentato "Lei e Lui", di Patrizia Montedoro (Italia), con un progetto in collaborazione con Street Workout. Tra gli artisti ospiti, Mariangela Capossela, con la video-installazione "Il Velo della Sposa"; Alice Padovani, con "Solid"; Mauro Pallotta (aka Maupal) con "La Città dell’Anima"; Leandro Lottici con la scultura Eco Ancestrale; e Paolo Franzoso, artista narratore del tempo presente.



giovedì 15 febbraio 2018

"Unesco Italian Youth Forum" il primo forum internazionale dei giovani italiani dedicato ai grandi temi dell’Unesco.




Si svolgerà a Matera, capitale europea della cultura 2019 e primo sito Unesco del mezzogiorno in vari luoghi, dal 23 al 25 febbraio "Unesco Italian Youth Forum", il primo forum internazionale dei giovani italiani interamente dedicato ai grandi temi dell’Unesco. Presentata dal Comitato Unescogiovani, Associazione nata nel 2015 con l’obiettivo di supportare le attività della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco in vari ambiti promuovendone progetti che prevedano la partecipazione attiva di giovani e della società civile in eventi di rilevanza nazionale, l’iniziativa rientra fra quelle promosse dal Mibact all’interno del programma ufficiale dell’Anno Europeo del Patrimonio che si svolgerà lungo l’arco del 2018, e cade nel XXV anniversario dell’iscrizione del sito “I sassi e il parco delle chiese rupestri” nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità.
I giovani soci partecipanti, tra i 18 e i 35 anni, saranno i protagonisti dell’evento, scambiandosi idee, stimolando la discussione e immergendosi nelle diverse tematiche Unesco con l’obiettivo di puntare sulla valorizzazione, lo sviluppo e la trasmissione del patrimonio culturale italiano.
Tra i relatori provenienti dal mondo delle istituzioni, della cultura, del terzo settore, si segnalano gli interventi di Marcello Pittella, presidente regione Basilicata, Vito de Filippo, sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, Pier Luigi Sacco, professore ordinario di economia della cultura all’Università IULM di Milano, Adama Sanneh, co fondatore della "Moleskine Foundation", Basma El Husseiny, direttore delle risorse culturali di Al-Mawred Al-Thaqafy (ente culturale no profit a supporto degli artisti arabi, Il Cairo) e esperto Unesco in governance culturale e "Diversità delle espressioni culturali"; Ferdinand Richard, presidente del Fondo Roberto Cimetta (associazione in sostegno della mobilità culturale e artistica nella Regione euro-araba e nel Mediterraneo, Parigi) e primo coordinatore del gruppo di esperti del Fondo internazionale per la diversità culturale dell'Unesco; Marco Bani, capo della segreteria tecnica per l’Agenzia per l’Italia Digitale e dottore di ricerca in Politics, Human Rights and Sustainability presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Alex Giordano, docente presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II° di Napoli, pioniere della cultura digitale e antropologo dell’innovazione, considerato tra i principali esperti di social innovation, sharing economy e di innovazione sociale e tecnologica applicata a food e agricoltura, fondatore di Ninjamarketing.
Obiettivo del forum è approfondire in particolare i temi dell’educazione, dell’innovazione, della divulgazione e dello sviluppo sostenibile, cogliendone le opportunità e momenti di crescita e promozione futuri. Tra le attività aperte al pubblico, previa registrazione, vi saranno infatti una serie di workshop formativi a numero chiuso condotti da esperti del settore sui temi portanti, in cui saranno sviluppati i documenti programmatici dell’anno in corso. Ad essi i volontari non solo parteciperanno di diritto, ma avranno l’occasione di conoscere e toccare con mano la realtà di Unesco giovani, entrando a fare parte in prima persona di un gruppo attivo e stimolante di 300 soci, studenti, ricercatori, artisti, professionisti, manager e imprenditori che hanno a cuore i grandi temi dell’Unesco e la loro applicazione e diffusione tra i giovani e sul territorio.

Il 2018 è un anno di svolta per la nostra associazione – afferma il presidente Paolo Petrocelli. A distanza di 24 mesi dalla costituzione del comitato giovani, dopo avere realizzato numerose iniziative e progetti in tutta Italia ed avere ottenuto il prestigioso riconoscimento da parte del direttore generale dell’Unesco per essere una delle migliori buone pratiche giovanili a livello mondiale, ci accingiamo ad intraprendere una nuova importante fase di crescita e sviluppo: ci siamo dotati di un nuovo statuto ed abbiamo elaborato un programma di lavoro pluriennale ancora più ambizioso e rivoluzionario. Dopo aver operato come comitato giovani della Commissione Nazionale Italiana, siamo ora pronti a proseguire il nostro cammino con maggiore autonomia, ponendoci nuovi obiettivi e traguardi. Il Comitato Giovani – continua Petrocelli - evolve diventando così l'Associazione Italiana Giovani per l’Unesco, la più grande organizzazione giovanile italiana per l’Unesco, ufficialmente riconosciuta dal Segretariato Generale di Parigi. L’appuntamento di Matera è il primo forum internazionale promosso da Unesco giovani. Vogliamo confrontarci con sempre più giovani italiani, europei, giovani provenienti da tutti i continenti. Per farlo, abbiamo organizzato un evento di straordinaria portata, che riunirà centinaia di giovani per parlare di patrimonio, diritti, futuro. Perché anche dall'Italia possiamo dare un contributo alla promozione di valori e ideali universali. Siamo pronti a parlare con il Mondo.

mercoledì 14 febbraio 2018

Dal 15 al 18 febbraio al Teatro Planet di Roma "Fuga da Calipubber"


Al Teatro Planet a Roma da giovedi 15 a domenica 18 febbraio 2018 andrà in scena "Fuga da Calipubber", opera prima del musicista e compositore Enrico Angarano.
Teatro di fantascienza ambientato su una navicella spaziale nell'anno 2980 dove Selene, la protagonista, nel suo viaggio attraverso il cosmo iniziato con una fuga e che si trasforma nella ricerca del padre naturale, esplora e racconta le proprie inquietudini, la fuga dalla prigione imposta dalla società e la ricerca di sé.
La musica di David Bowie, accompagna e collega i vari momenti del suo percorso e finisce per fondersi con il grido di Selene.
L'opera è il cammino interiore di una donna nel pieno dei suoi quaranta anni, figlia nata da una provetta e ancora solo figlia, ingabbiata in un ruolo che non le corrisponde più, ma che non sa "rimpiazzare". La scoperta di avere un padre naturale che, come lei, naviga nello spazio, dà senso alla sua ricerca e risveglia la sua volontà di svincolarsi da un guscio scomodo e rinascere.
"Fuga da Calipubber" è la fuga che molti sognano, ma pochi compiono, è il gesto del ribelle, è lo sguardo ad un ipotetico e possibile scenario del millennio prossimo, in cui la riproduzione dell'uomo è affidata ad una sorveglianza genetica di orwelliana memoria.
Un divertito approccio teatrale ai viaggi interstellari ed è la sognante e stimolante introspezione di una donna che vuole rendersi libera di originare un nuovo capitolo all’insegna di un’autentica rivoluzione.