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giovedì 19 gennaio 2017

INTERVISTA ALLA STILISTA IULIANA MIHAI


La stilista Iuliana Mihai



Camaleontica e cosmopolita, creatrice visionaria della moda, nata nel 1980 a Bacau, la fashion designer Iuliana Mihai, fin da piccola s’interessa ai tessuti e ai colori, tagliando e cucendo abiti per sé stessa e non solo. Coltiva la sua passione a Roma dove ha studiato Fashion design allo IED e ha conseguito anche la laurea in marketing management. Da allora di strada ne ha fatta tanta sia in Italia che all’estero, partecipando alle varie Fashion Week sia internazionali che italiane. Ha un Atelier a Roma in via Basento, 60 in pieno centro storico, e a Milano i suoi abiti si possono trovare in diversi showroom.

Una stilista giovane ma con alle spalle tanta carriera ed esperienza. La intervisto per sapere qualcosa di più di lei, sia professionalmente che della sua vita privata.

Iuliana le tue collezioni sono tutte ispirate al Giappone, perché?

Sono sempre stata affascinata dalla cultura giapponese, la trovo fantastica e meravigliosa. Sin da piccola ero incuriosita dall'Ikebana, dai Kimono, dal fascino degli origami, dalle catalane, dai ventagli e ombrelli. La maestranza nelle creazioni di tutti questi oggetti appartenenti alla vita quotidiana ma allo stesso tempo pregiati e indispensabili nella cultura del Sol Levante. Ogni tradizione e ogni oggetto ha una sua storia e non si finisce mai di imparare, basta pensare al mito del manga, alla Geisha e al Samurai che hanno sempre avuto una grande influenza sulla mia crescita e formazione.

Gli abiti che crei sono molto sexy e sensuali, ciò che indossiamo è importante per sedurre?

Siamo quello che indossiamo ed è importante essere seducenti per piacere anzitutto a noi stessi e poi a chi ci circonda.

E’ più difficile creare abiti per gli uomini o per le donne?

L'uomo e la donna sono due entità diverse. Per creare un abito è sufficiente ascoltare l'ispirazione che nasce all'interno dell'anima e focalizzarsi sul soggetto che lo indosserà che sia uomo, donna o bimbo. Ogni individuo ha una sua personalità, non posso creare un abito che vada bene per tutti, mi spiego meglio: io non faccio produzione a larga scala ma pezzi unici per clienti unici. Prima di creare un abito su misura ci sono vari colloqui con la o il cliente per individuare i loro sogni e desideri. La couture è un sogno che molti una volta almeno nella vita e nelle occasioni importanti vorrebbero indossare, quindi non c'è alcuna differenza nel creare abiti sia per uomo che per donna e dipende soprattutto dalle esigenze del cliente.

Oltre la moda quali solo le tue passioni?

Le mie passioni sono tante: amo gli animali e vivo con due gatti e due cani che adoro, leggere, viaggiare, praticare e insegnare yoga. Quando mi è possibile cerco di aiutare chi ha bisogno, mi dà molta soddisfazione sapere che nella mia vita sono stata utile e non sono stata di passaggio senza lasciare un sorriso o un bel ricordo di me.

Sei vegana, perché questa scelta?

E' una mia filosofia di vita nel rispetto degli animali che nascono solo per essere macellati, non è più come una volta quando c'erano le fattorie. Queste povere creature nascono e non vedono nemmeno la luce del giorno, alcune vengono uccise solo dopo qualche mese di vita, e questo fatto non riesco proprio a sopportarlo è più forte di me. Ciascuno è libero di fare le proprie scelte e non giudico chi pratica uno stile di vita diverso dal mio.

Nella scala dei valori cosa metti al primo posto?

Bella domanda, direi l'umiltà.

Qual è il tuo prossimo progetto?

Parecchi sono i progetti e i sogni che vorrei realizzare, a breve finirò la mia ultima università di Yoga e diventerò anche insegnante. Poi nell'ambito della moda, che rappresenta tutta la mia vita, sono in programma varie sfilate internazionali e diverse opportunità di espansione per il brand all'estero. Tempo al tempo.

Della tua passione ne hai fatto un lavoro, è il sogno di tutti, ti senti realizzata?

Sì certo, in qualche modo mi sento realizzata, però sento anche che c'è ancora tanto da fare e tanti obiettivi ancora da raggiungere.

Cosa pensi del mondo della moda oggi?

Il mondo della moda oggi è vario e fantastico perché ci sono molti creativi che come me credono nei loro progetti. È sicuramente più complicato affermarsi per via della grande concorrenza, per la presenza di alcuni sciacalli che ti aspettano al varco con la speranza di mandarti fuori binario, ma ci sono anche delle persone professionali e coerenti. Non sono più gli anni '60 dove i creativi erano in pochi, oggi il mercato è saturo di couturier e di grandi brand, poi non dimentichiamo il mercato parallelo dei falsi, il mercato nero e il fast fashion di Zara e H&M. Insomma bisogna avere un'ancora solida per non affogare e io credo di averla trovata.

Una domanda per tanti giovani che si affacciano al mondo del fashion, come si diventa una design di fama?

Come si diventa una designer di fama ancora non lo so esattamente ma sicuramente c'è molto da lavorare e ci vuole molta perseveranza.

Hai ottenuto obiettivi importanti, lavorerai per continuare a mantenerli e avere maggiore successo, ti senti una donna fortunata?

Posso affermare che è molto, molto difficile mantenere il successo. Mi ritengo fortunata perché ho molta fiducia in me stessa e in chi collabora con me.

Cosa manca ancora alla tua vita per sentirti completamente appagata?

Manca forse tutto e forse non manca niente, non saprei!



Foto di Andrea Damiano



Iuliana Mihai

venerdì 8 luglio 2016

Ad Altaroma lo stilista Rani Zakhem ha presentato la sua nuova collezione autunno/inverno 2016-17 "LES FASTES DES DERNIERS EMPIRES"


Appassionato di gioielli e di gemme, Rani Zakhem ha creato per l'autunno/inverno 20167-17 una collezione che ha intitolatto "Les fastes de derniers empires" che ricostruisce, con i suoi ricami e le sue lavorazioni, il fascino irresistibile delle pietre preziose, come nella corte imperiale russa e quella dei Maharaja indiani della fine dell’ottocento dove le preziose parure simboleggiano il potere e la ricchezza di chi le indossa.
Un fasto oramai dimenticato che lo stilista ripropone, non solo per omaggiare la maestria dell’arte orafa e la bellezza delle pietre preziose, ma in questa collezione Rani Zakhem crea molto più di uno sfavillante incanto di colore, ma intende citare la magnificenza degli imperi oramai scomparsi. Reinventa la seduzione, arricchendola di opulenta maestosità, facendo rivivere le principesse scomparse e riportandoci nelle terre della Russia e dell’Impero Indiano, tra le corti dei Romanov ed il palazzo del Maharané di Baroda. Ci racconta una fiaba, ci trasporta in un mondo in cui gli outfit sono scolpiti con la materia di cui sono fatti i sogni.
La collezione si dipana racconto dopo racconto. Ogni abito rappresenta un gioiello o una pietra preziosa, con bagliori accennati, colori accesi e forme sinuose, rubate alle parure più pregiate. Come nell’abito in velluto di seta ametista in cui la scollatura è ornata in trasparenza da cristalli, come un preziosissimo collier di diamanti, o nella mise di velluto péridot in cui la schiena e la scollatura in tulle sono ornate di croisillons preziosi su cui brillano una miriadi di cristalli verdi; oppure nell’opulento e prezioso abito "diamante nero", morbido, fasciante e flessuoso nel suo scintillio opaco.
Abiti come gemme preziose si susseguono in passerella. Ecco lo zaffiro, nel velluto cangiante come la notte polare incipriata da un nugulo di stelle; l’ardente e sensuale rubino che gioca con il corsetto dalle applicazioni di pizzo e tulle. L'enigmatica ematite, che vive in un abito color fumo decorato di un patchwork di merletti grigi e neri, illuminati da una leggere luce simile ad una prima neve su una foresta inaccessibile. La romantica evanescenza di un abito lungo in tulle con riflessi di oro rosa e mazzi di fiori sfavillanti dipinti a mano. Qua e là un tocco di pelliccia, preziosa come un gioiello, tra volpi selvagge nere o argentate, e i manicotti di cincillà che rievocano le fughe gioiose attraverso le steppe innevate. Dal punto di vista sartoriale ogni abito è un esercizio di stile, con tagli accurati che creano scollature profonde e perfette, maniche gonfie a palloncino, incrostazioni di merletti, ricami certosini e raffinati.
Ogni abito è uno scrigno per la donna che lo indossa, un gioiello che ne esalta la bellezza e il fascino.






giovedì 4 luglio 2013

LO STILISTA VITTORIO CAMAIANI PRESENTA LA SUA COLLEZIONE AUTUNNO/INVERNO 2013/14 "GOCCE DALLE NUVOLE DI MAGRITTE"









Martedì 9 luglio alle ore 18, presso il Palazzo Wedekind, sede del quotidiano Il Tempo, lo stilista Vittorio Camaiani presenterà la sua collezione autunno/inverno 2013/14, ispirandosi al grande pittore Renè Magritte, partendo proprio dalla sua famosa citazione che sintetizza la sua filosofia di vita e del suo lavoro "utilizzo la pittura per rendere visibile il pensiero". Vittorio Camaiani la rielabora "utilizzo il vestito per rendere visibile il pensiero" . Infatti la sua è una collezione dall'ispirazione surrealista che rivela un viaggio onirico ed uno sguardo contemporaneo alle opere ed elementi figurativi cari a Renè Magritte. Un surrealismo che non mira a snaturare l'abito ma che corre in tutta la collezione come nuvole che viaggiano veloci e gocce che scivolano ad ornamento.
La goccia è il filo conduttore di questa collezione. La goccia è nei tagli che uniscono pinces e tasche negli abiti a trapezio, nelle scollature e tasche dei cappotti e nelle maniche delle camicie. 
Tocchi ed accenni di surrealismo si sposano con la linearità e la contemporaneità dei capi che contraddistinguono lo stile di Vittorio Camaiani, senza cadere in eccessi stilistici e comprometterne l'indossabilità. Le gocce si appoggiano su onirici strati di tulle e chiffon, scivolano su pantaloni e si ritrovano ricamate nella sera. I capispalla della stagione si muovono trasversalmente dal giorno alla sera. Primo tra questi uno dei capi emblema della collezione: il giaccone “Impero delle luci”, omaggio alla rinomata opera di Magritte; i cappotti e paltò militari ingentiliti con fondi a "gocce" e la nuova “cappa nuvola” che, di diverse lunghezze dalla vita al ginocchio e materiali dalla lana grezza al cachemire alla duchesse, corre versatilmente in ogni occasione. 
Ed ancora nuvole e gocce, quasi squarci di cielo magrittiano, per i capi di maglieria e per le stole che quasi diventano nuvole addosso. Gli abiti della collezione vengono proposti con filati e tagli a contrasto pensando al giorno fino a scivolare al cocktail: l’abito “goccia” dalla silhouette a trapezio, l’abito con “finale a nuvola” e l’abito “pioggia” di lana e chiffon. E mentre il pre-serata propone una tuta, capo caro all’atelier e rinnovato ad ogni stagione, declinata con una linea a nuvola sulla vita; la sera veste una donna di morbidi e plasmabili “abiti-coulisse” di seta e di un abito bustier con gonna intagliata a nuvola. 
Fedeli all'ispirazione i toni della stagione che si fondono da mattina a sera: i basici nero, panna, cammello e grigio incontrano brillanti tonalità arancio “zucca”, verde ottanio e rosso. Colori pieni e netti che delineano come il tratto di una matita i profili dei capi. Tra gli accessori scivola sotto la spalla la "bag goccia", la nuova proposta che da questo autunno/inverno affiancherà i modelli continuativi del “Bauletto” e della “Robin Hood Bag” declinata anche nei tre colori “accento” della collezione. 
Le calzature, realizzate da Lella Baldi per Vittorio Camaiani, sono proposte in una neutra tonalità di grigio e richiamano sinuose linee a goccia accostandosi armoniosamente al mood e ad ogni capo della stagione. La goccia nei toni del nero, del grigio chiaro ed di un accento di bianco ispira anche i bijoux realizzati da Cecilia Rosati per l’atelier Camaiani: gocce di plexiglass intagliate e delineate per collier e bracciali scultura e che si appoggiano a “tocco” sul capo e tra le acconciature. Vittorio Camani sceglie per chiudere e completare gli accessori i cappelli del cappellificio Jommi Demetrio e propone lineari bombette di ispirazione magrittiana e femminili calotte su cui si appoggiano come applicazioni aeree gocce di plexiglass. 
       
                         Vittorio Camaiani       

 Inizia nel 1984 Vittorio Camaiani a muovere i suoi primi passi negli atelier dello stilista Massimo Fioravanti, di via della Fontanella Borghese (Roma) e di Vicolo Crispi (San Benedetto del Tronto). Il diciottenne allievo diventa primo assistente full-time e, nell’88, prosegue in prima persona l’attività dell’atelier sviluppando uno stile proprio ed una visione di eleganza che guarda con concretezza ad una donna femminile, reale e contemporanea. 
Grande appassionato d’arte che spesso traspone e reinterpreta. Chi ha definito Vittorio Camaiani “prêt-à-couture” ha colto la natura del suo lavoro e dei suoi capi: quando la macchina da cucire si ferma e lascia spazio alle mani. 
Accoglie dal 2005 le proprie clienti nel nuovo Atelier di via Lucania (San Benedetto del Tronto), dove nascono le collezioni dal capo agli accessori. Vittorio Camaiani presenta in diverse città d’Italia le proprie collezioni attraverso la formula-evento “Atelier per un giorno”. Qui, in un’atmosfera da atelier anni ’50 nasce l’idea di riavvicinare la cliente al capo con la possibilità di scegliere stoffe, colori e modelli su misura. 










mercoledì 15 maggio 2013

E' SCOMPARSO OTTAVIO MISSONI


Ottavio Missoni ha rappresentato una firma leader dello stilismo mondiale. E' stato prima che stilista un grande sportivo di atletica leggera, collezionando sette titoli nazionali assoluti e una partecipazione ai giochi olimpici. Famoso design sopratutto nel settore della maglieria, che ha completamente rivoluzionato in senso creativo e innovativo, con uno spiccato, inconfondibile, vibrante senso del colore. Con Missoni la maglieria diventa moda e, insieme, arte applicata. Ha iniziato la sua attività insieme alla moglie Rosita Jelmini, cominciarono con un piccolo laboratorio nel seminterrato della loro abitazione a Gallarate. Dopo il successo, nel '69 costruiscono lo stabilimento di Sumirago, con villa annessa; sempre "casa e bottega". Il suo successo è internazionale. Il suo stile inconfondibile del "put together", libera e solo apparentemente casuale mescolanza e sovrapposizione di punti e fantasie, che resterà come segno distintivo dello stile Missoni, insieme con il patchwork, con le righe colorate e con il "fiammato" bianco nero e arcobaleno. Ma ci saranno anche le greche, le reti, gli scozzesi, i motivi derivati dal folclore, in particolare i disegni astratti "africani"; poi la maglia pelliccia, le lane cotte, i tweed, gli elasticizzati.. Lo spessore variabile dei filati e delle texture, le invenzioni grafiche e tecniche, i sensibili accostamenti di colore, le radici di un discorso legato alla cultura artistica europea, sopratutto l'arte astratta e informale, ma anche a un certo decorativismo dell'arte applicata di area anglosassone, un'attenta evoluzione delle forme, sempre in stretto connubio con il materiale, ma sopratutto una grande sincerità, libertà e felicità creativa hanno fatto della moda Missoni molto più che una moda, un modo di vivere, e dei loro abiti dei veri oggetti d'affezione, lusinghieri per forma, per colore, per sostanza. Una grave perdita per il nostro made in Italy, un grande creativo con un grande cuore e una sensibilità che accomuna i grandi artisti. Un grande cuore, un cuore forte d'atleta che la sofferenza per la perdita del suo figlio maggiore, disperso lo scorso gennaio mentre viaggiava in un aereo da turismo insieme alla moglie, presso Los Roques, in Venezuela, non ha retto a tanto dolore. Mancherà a tutti il suo sorriso, la sua semplicità, prerogativa dei grandi talenti.

mercoledì 10 aprile 2013

MORTA LA DESIGNER LILLY PULITZER





Il mondo della moda è in lutto per la scomparsa della designer americana Lilly Pulitzer. È morta a 81 anni in Florida, era diventata famosa negli anni '60 per i suoi abiti con stampe tropicali. Tutto era nato per caso, dopo aver aperto un banchetto per spremute nel 1959 chiese alla sua sarta di fare vestiti con stampe colorate in modo da nascondere le macchie di frutta. I vestiti, che erano appesi su un'asta dietro il suo banchetto, fecero faville e ben presto superarono nelle vendite i succhi. Da li la decisione di crearne una linea e un marchio Lilly Pulitzer, Inc. Da tutti conosciuta come la "Queen of Prep", regina del prep, la stilista, che in passato è stata sposata con il figlio dell'editore Joseph Pulitzer, che istituì i famosi premi per il giornalismo, aveva detto una volta in un'intervista: "Creo collezioni prendendo ispirazione da qualsiasi cosa colpisca la mia fantasia" frutta, verdure, pavoni o politica. Non ho alcun senso degli affari, ma so che la cosa fa felici le persone". Tra le sue clienti anche Jacqueline Kennedy Onassis e la figlia Caroline Kennedy, oltre a membri della famiglia dei Rockefeller e Vanderbilt. La Pulitzer, nata, Lilly McKim, si era ritirata dal mondo della moda nel 1993, anche se era rimasta consulente per il suo marchio. Addio alla regina del preppy style.

mercoledì 6 febbraio 2013

PSYCHEDELIC GLAM DELLO STILISTA DELFRANCE RIBEIRO



Ad AltaRoma AltaModa ha sfilato lo stilista brasiliano Delfrance Ribeiro. La sua collezione esce dai canoni classici dell'alta moda, regalandoci abiti con fantasie che lui stesso definisce psichedeliche, che danno brio a tutta la sua particolare collezione, ricca di colori, ma sempre mantenendo uno stile elegante e raffinato.



Gli abiti lasciano molto spazio alla sua creatività, oltre che nei colori anche nel designer.


Di "classico" troviamo solo i colori bianco e nero, sia abbinati in giochi geometrici, sia  in un total look solo di bianco e nero.


Lo stilista ha mostrato il suo estro anche nel trucco e nelle acconciature: capelli colorati e trucco molto forte e acceso, come la sua collezione, ispirandosi ad uno stile un pò punk.


Grande allegria e festa di colori ci regala in questi abiti per la primavera/estate 2013 il grande Delfrance Ribeiro!
























giovedì 24 gennaio 2013

LA STILISTA MIREILLE DAGHER AD ALTAROMA ALTAMODA 2013



Per la prima volta la stilista Mireille Dagher a Roma per presentare la sua collezione primavera/estate 2013. La vedremo in passerella domenica 27 gennaio nella famosa e ormai affermata location di AltaRoma AltaModa del complesso monumentale Santo Spirito in Sassia. 

La passione per la moda di Mireille Dagher inizia da lontano: a soli 16 anni riempiva i suoi quaderni di scuola con disegni di abiti meravigliosi, suscitando spesso le ire dei suoi insegnanti. 

Consegue il diploma e coltiva il suo talento lavorando con diverse case di moda, fino a quando, nel 2001 realizza finalmente il suo sogno di teenager e apre il suo atelier. Le sue collezioni diventano subito tra le più richieste e il suo atelier uno dei più frequentati di Beirut: principesse del golfo, jet set libanese e star internazionali non perdono nemmeno una delle sfilate delle sue collezioni, sempre ambientate in luoghi sofisticati. La sua fama si afferma in un continuo crescendo, mentre il suo brand si impone sempre di più fortemente. 
Dal Libano il lavoro di Michelle Dagher si afferma all’estero, negli Emirati Arabi, in Egitto, in Kuwait, in Qatar, Arabia Saudita, Giordania, Tunisia. Consolidati questi mercati decide il salto oltreoceano, in Francia prima e negli Stati Uniti poi. 
La collezione di Mirreille Dagher è pensata per donne femminili ed eleganti, che nelle sue collezioni cercano gli abiti delle grandi occasioni. 
Cocktail, sera e sposa, infatti, sono il genere in cui Mireille riesce a dare il meglio della sua creatività, con modelli sinuosi e femminili, impalpabili e ricchissimi allo stesso tempo. La collezione Alta Moda primavera estate 2013 si dipana in una palette di colori tenui, dal rosa pastello, al giallo pallido al blu cielo. Le linee sono aderenti al corpo, ma si allargano verso gli orli per permettere la praticità dei movimenti di chi li indossa e per esaltare la femminilità della silhouette. Grande attenzione è dedicata alle spalle, che con sapienti scollature, tagli architettonici e maestria sartoriale diventano un punto focale attorno al quale si sviluppa l’abito, dando così grande enfasi alla parte superiore della figura femminile.
I ricami sono da mille e una notte: le decorazioni di perle, il bagliore degli Swarovski, la perfezione delle decorazioni in filo fanno di ogni abito un capolavoro certosino di una maestria sartoriale che attraversa il tempo. Sempre nelle decorazioni troviamo l’originalissimo l’uso del metallo, che rende moderno e interessante una lavorazione dalle tradizioni antichissime.


Tripudio di chiffon, sete preziose e merletti pregiati e per il gran finale due gli abiti da sposa, ricchissimi e favolosi. 
Acconciature di Carlo Pinca Roma per L’Oréal Professionnel.


DELFRANCE RIBEIRO AD ALTAROMA ALTAMODA 2013




Lo stilista Delfrance Ribeiro sfilerà per AltaRoma AltaModa sabato 26 gennaio a Roma presso il complesso monumentale Santo Spirito in Sassia. Delfrance Ribeiro nasce in Brasile a Minas Gerais, città che lascia a 18 anni per frequentare l’università a Rio de Janeiro.

Capisce presto che la sua vocazione e la sua vita sono la moda e lo stilismo, così per conoscere meglio questo mondo decide di trasferirsi in Italia.

Arrivato a Milano si iscrive all’Istituto di Moda Marangoni dove studia per 3 anni. All’inizio del quarto anno sceglie di andare a Londra perché ha l’opportunità di lavorare con Vivienne Westwood.

Lavorando assieme alla Westwood impara come si costruisce una collezione, comincia a capire come scegliere i tessuti, come creare fantasie esclusive e comprende l’importanza della modellistica oltre al disegno.

Pochi mesi dopo inizia a lavorare come assistente di Andreas Kronthaler, marito di Vivienne Westwood, e con lui va a Parigi collaborando alla sfilata della collezione primavera-estate 2003. Per Delfrance Ribeiro è questa un’esperienza straordinaria, da cui imparare moltissimo.

Subito dopo rientra in Italia e decide di perfezionare la sua tecnica, conseguendo così il master all’Istituto Carlo Secoli, scuola riconosciuta a livello internazionale per la modellistica. Ed alla sfilata che conclude il percorso di studi arriva primo tra i 120 partecipanti.

Nel 2006 decide di sperimentarsi creando la sua prima linea uomo ed attraverso il successo subito ottenuto attira l'interesse di alcuni investitori che gli consentono di fondare l'azienda: "DF DESIGN".

Non soddisfatto e nell'intento di imparare l'arte del "moulage" a Parigi si iscrive all'École de Chambre de Haute Couture, frequentata dai grandi nomi della moda come Yves Saint Laurent, Valentino, Issey Miyake.

E grazie all’aiuto dell'École de Chambre de Haute Couture realizza la sua prima importante collezione di prét-à-porter femminile; lavorando per questa nel laboratorio di altri grandi marchi come Dior, Lacroix, Balmain, Nina Ricci.

Nel 2009 decide di tornare a Milano scegliendo di produrre Made in Italy, e in questo modo crea la sua prima linea couture realizzata con tessuti esclusivamente italiani.

Questa collezione come quella di prèt-à-porter si vende in Italia, Francia, Spagna, Russia, Brasile e nei Paesi Arabi. La nuova collezione primavera/estate 2013 che ci presenterà in questa rassegna di AltaModa AltaRoma nasce da un’emozione, anzi, da un mix di emozioni diverse, che comprendono rabbia e turbamento.

L’occhio che si perde nei giochi psichedelici di un caleidoscopio, declinato soprattutto in bianco e nero; catturato da mille forme diverse, una dentro l’altra, in un incrocio di geometrie e dimensioni variabili. 
Questo il mood di una collezione “couture” che scorre ad un ritmo irregolare ed intermittente, ondeggiando tra passato e futuro; ma rimanendo decisa in un percorso glamour e sofisticato. 
In passerella 30 creazioni inedite, che esprimono l’immagine di una donna esagerata per il suo brio. Una donna che vuol far vedere a tutti i costi che c’è, che esiste; che ama il lusso e non lo vuole nascondere. 
Una perfezionista, precisa in ogni dettaglio, ma che se non compresa mostra la sua aggressività, rivelando un’anima punk. 
La sua regola è: “abbasso la noia, abbasso il consueto!” perché: “ l’allegria, e un pizzico di follia, è uno dei modi per conquistare gli uomini”. Ad affermarlo è proprio lo stilista, Delfrance Ribeiro, che aggiunge: “se poi l’allegria è unita alla bellezza ed all’eleganza, allora la formula per piacere è davvero perfetta.” 
Quindi la donna per la prossima calda stagione dovrà reinventarsi, rinnovarsi, trasformarsi, proprio come innumerevoli forme psichedeliche. 
La femminilità e la seduzione sono declinate nei tailleur da giorno, ma soprattutto nei completi e nei vestiti per la sera. Le gonne hanno preziosi tagli sartoriali, rivelano anche particolari in plissé e sono mini, sotto il ginocchio e lunghe quasi a coprire la scarpa. La silhouette spesso è sottolineata da regali bustier e le scollature a “V” sono profonde e sexy. 
Chiude la collezione una giovane sposa in bianco, raffinata e spumeggiante. 
I tessuti: seta, voile, georgette e doppio satin. 
Predomina il bianco ed il nero. Solo le stampe sono coloratissime, ed a volte spalmate d’oro. Attesissima la sua sfilata di sabato e la sua collezione di "glam psychedelic"



lunedì 21 gennaio 2013

LO STILISTA NINO LETTIERI AD ALTAROMA ALTAMODA 2013


Domenica 27 gennaio nel complesso monumentale S. Spirito in Sassia a Roma vedremo sfilare lo stilista Nino Lettieri, un nome ormai affermato nelle catwalk di AltaRoma  AltaModa. Da circa 20 anni, Nino Lettieri lavora in giro per il mondo, Miami, New York, Dubai, Londra, Parigi e altre capitali e città europee. Ha iniziato, dopo aver conseguito gli studi artistici e collaborato con la madre nell'atelier di famiglia, come stagista da Ferré nell' '83. Molte le esperienze nei vari settori della moda, dagli accessori ai gioielli, dalle pellicce agli abiti da sera passando anche all'abbigliamento per uomo e bimbo. Dal 2009 è stato consacrato come l'enfant prodige dell'alta moda italiana, con due sfilate all'anno per AltaRoma AltaModa. I suoi abiti sono indossati da molte donne dello star system, principesse arabe e dive del cinema internazionali. Oltre ai bellissimi abiti da sera Nino Lettieri realizza abiti da sposa, nell'atelier a Pompei di cui è particolarmente orgoglioso essendo di origini partenopee. Così si racconta: una vera ispirazione non c'è mai all'inizio, creo d'impulso, lascio andare il mio estro a qualsiasi forma d'arte senza esclusioni alcune, basta un particolare o un suono improvviso o ancora un'immagine distratta per dare il via a qualcosa che poi si trasforma in abito, le mie esperienze più importanti sono tutte, perché le ho scelte con maturità e consapevolezza che potessero darmi o lasciarmi materiale costruttivo per continuare in quello che credo sin dall'età adolescenziale, non credo che spetti a me definire il mio stile, ma spero di regalare delle emozioni come tanti grandi hanno fatto nel passato senza mai eccedere ne offendere quello che stimo più di tutto: la donna. In queste sue dichiarazioni spicca quello che è il suo vero talento, il talento di un grande artista!


Non ci resta che ammirare la sua nuova collezione primavera/estate 2013 a cui ha dato il nome di "Monstera" perchè ispirata  alla forma e al verde intenso della foglia "Monstera" pianta della foresta pluviale amazzonica. In passerella, una donna moderna, dinamica, intenta a scoprire nuovi mondi, disposta a vestirsi di colori e forme della natura.


Trenta outfit realizzati a mano, dalle linee essenziali, fluttuanti al vento della foresta, grazie alla morbidezza e alla leggerezza di tessuti come lo chiffon, l’organza e il raso satin.


Un progetto stilistico, quello ideato per il Calendario AltaRoma gennaio 2013, che intende essere anche un monito per la salvaguardia e la tutela dell’ecosistema più ricco al mondo di biodiversità. La "Monstera" quindi come segno di riconoscimento e simbolo dell’estate 2013 della Maison Lettieri, proposta e ricamata con grandi paillette sui preziosissimi e sartoriali abiti da sera, presentati anche in bianco candido e total black, colori non colori, tanto amati dallo stilista partenopeo. La silhouette della "Monstera" sui sandali realizzati da Luigi Iovino, ideati in raso di seta e paillette, ottenuta con una particolare tecnica di lavorazione a laser. Sui bijoux, creati per l’appuntamento romano da Wood&Co., foglie nere, bianche e trasparenti, pure sculture in plexiglas, impreziosite da pietre Swarovski. Gran finale con la “Sposa” per la quale Nino Lettieri ha ideato e realizzato una candida e trasparente campana di organza ricamata con piccole e grandi "Monstere". Quindi appuntamento a domenica prossima per ammirare i suoi abiti che come sempre saranno delle opere d'arte!










domenica 19 agosto 2012

IL MITO COCO CHANEL


Il 19 agosto del 1883 nasceva Coco Chanel. Gabrielle Bonheur Chanel non ha bisogno di presentazioni è semplicemente un mito nella storia della moda e come tutti i miti continua e continuerà a far parlare di sè. Nota con il soprannome di Coco, le si devono alcune fra le innovazioni più importanti della moda del XX secolo. Questa donna ambiziosa e determinata, con alle spalle un' infanzia povera e infelice, trascorsa in un orfanotrofio, ha rappresentato con la sua personalità il nuovo modello femminile del '900, dedito al lavoro, ad una vita dinamica, sportiva, priva di etichette e dotata di autoironia, fornendo a questo modello il modo più idoneo di vestire. Attraverso le sue creazioni, Chanel ha trasformato totalmente l'eleganza femminile, non più basandola sull'opulenza strutturale e sull'affettazione dei dettagli e dei tessuti, ma sulla semplicità e sul comfort. Chanel impone sopra i suoi abiti dal taglio essenziale gioielli vistosi e di poco prezzo. Le bigiotterie in perle, le lunghissime catene dorate, l'assemblaggio di pietre vere con gemme false, i cristalli che hanno l'apparenza di diamanti, sono accessori indispensabili dell'abbigliamento che rendono unico il suo stile. E' rimasto nella storia e sempre attuale il suo primo profumo "Chanel N. 5" e la celebre borsetta nata negli anni '30, la famosa borsa matelassé, ovvero trapuntata, presentava l'aggiunta di una tracolla, che consisteva in una catenella di metallo, intrecciata al cuoio. Un genio della moda, il suo stile immortale che oggi continua grazie al grande stilista Karl Lagerfelf. Non era una sarta, ma una creatrice di moda: ”Per prima cosa io non disegno” ripeteva: ”non ho mai disegnato un vestito, adopero la mia matita solo per tingermi gli occhi e scrivere lettere, scolpisco il modello, più che disegnarlo, prendo la stoffa e taglio, poi la appiccico con gli spilli su un manichino e, se va, qualcuno la cuce, se non va la scucio e poi la ritaglio, se non va ancora la butto via e ricomincio da capo… In tutta sincerità non so nemmeno cucire. Questo spiega il motivo dell''intramontabilità dello stile Chanel!

domenica 29 luglio 2012

L'ITALIA HA PERSO UN'ALTRA STILISTA!


Bravo Pisapia, così si aiuta il commercio e la crisi! 
Miuccia  Prada lascia Milano e sbotta: "Basta con la sinistra snob". Per lanciare la nuova collezione la stilista sceglie Parigi: "In certi intellettuali nostrani c’è ancora diffidenza verso la ricchezza e il fascino che viene dal denaro", se ho chiamato la mia gatta Miucciaprada, un motivo ci sarà, non è solo il manto striato e anonimo che ricorda i momenti più dimessi nel portfolio della nota stilista, ci sono anche comunanze caratteriali, l’ombrosità che porta una a nascondersi sotto il divano e l’altra a nascondersi durante le sue stesse sfilate, o il miagolio insistente quando si vorrebbe la ciotola piena di croccantini". A Miuccia Prada, quella umana, i croccantini non credo piacciano. Lei desidera una cosa difficile da ottenere: un mutamento nella mentalità cristallizzata della sinistra. Così ieri, sulle pagine di Repubblica in cui veniva interrogata da Natalia Aspesi, Miuccia Prada riprendeva il miagolio insistente con cui minaccia di lasciare Milano per traslocare a Parigi, perché qui da noi «non siamo presi sul serio, additati come simbolo di frivolezza»", spiega Tommaso Labranca su Libero in edicola oggi. 
Insomma, siamo nel bel mezzo di una polemica tra radical-chic e Miuccia Prada lascia Milano. Il motivo? "Basta con la sinistra snob", quella di Giuliano Pisapia, per intendersi, il sindaco arancione a cui hanno appena bocciato l'Area C. 
Così per lanciare la nuova collezione la stilista sceglie Parigi e tuona: "In certi intellettuali nostrani c'è ancora diffidenza verso la ricchezza e il fascino che viene dal denaro". C'è da stupirsi? Non credo!