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giovedì 24 febbraio 2022

A Roma al Circolo degli Esteri è stato presentato il libro “Sistema Uzbekistan. L’Italia e l’Uzbekistan: l’eredità di un legame secolare”.


È stato presentato a Roma al Circolo degli Esteri il libro “Sistema Uzbekistan. L’Italia e l’Uzbekistan: l’eredità di un legame secolare”, a cura di Paolo de Angelis, Presidente della Società italiana “Fondazione Omnia”, e Tursunali Kuziev, Primo Vicedirettore dell’Agenzia per i Beni Culturali del Ministero uzbeko del Turismo e dello Sport, Onorato Operaio d’Arte dell’Uzbekistan, con il sostegno delle rispettive Ambasciate dell’Uzbekistan a Roma e dell’Italia a Tashkent.

Il libro è stato pubblicato da Eurlink University Press presso la Link Campus University di Roma. La prima tiratura è di 2.000 copie.

Sarà fruibile nelle biblioteche della Link Campus University e del prestigioso Circolo degli Esteri, i cui membri sono esponenti di spicco della sfera pubblica, politica ed economica, personalità della cultura e dell’arte, dirigenti della Farnesina e tantissimi ambasciatori che operano nel Paese.

Inoltre, il libro sarà inserito nel registro elettronico dei nuovi libri pubblicati in Italia, utilizzato dalle librerie e dalle biblioteche di tutto il Paese per l’aggiornamento e il rifornimento delle proprie collezioni.

Alla presentazione hanno partecipato vari rappresentanti della Farnesina, degli ambienti sociopolitici, imprenditoriali, educativi e accademici, nonché dei media del Paese.

Sulle pagine del libro si nota che la Repubblica dell’Uzbekistan, nata nel 1991, è una Repubblica giovane ma con radici culturali millenarie. Radici che oggi sono testimoniate dalle ricchezze dei palazzi di Samarcanda, di Bukhara e di Karshi, dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Un Paese multietnico dove convivono diverse etnie: russi, kazaki, tatari e altri. Radici millenarie che hanno trasmesso anche tradizioni culturali millenarie nell’ambito delle quali la famiglia è al centro dei rapporti della società e incide molto nelle decisioni dei giovani. Nonostante non abbia sbocchi al mare, come i paesi confinanti, l’Uzbekistan è un’importante piattaforma commerciale, grazie alla sua posizione centrale nell’Asia e alle ottime infrastrutture, e costituisce il crocevia naturale di gran parte della “via della seta”. Il Paese ha grandi potenzialità economiche di crescita e può contare su una popolazione giovane, con un’alfabetizzazione spinta, estesa anche alle donne, e la scuola secondaria obbligatoria. Il nuovo Presidente, Shavkat Mirziyoyev, eletto nel 2016, ha impresso una svolta riformatrice, garantendo la libertà di pensiero e avviando importanti riforme e un processo di modernizzazione del Paese. Con la convertibilità della moneta locale è diventato anche un Paese attraente per gli investimenti stranieri. Oggi è membro delle Nazioni Unite, della Comunità degli Stati Indipendenti, dell’OSCE, del Fondo Monetario Internazionale, dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai e dell’Organizzazione della cooperazione islamica. È, inoltre, osservatore, insieme al Tagikistan, dell’Unione economica eurasiatica. Nel maggio 2019 si è svolta in Italia la sesta sessione del Gruppo di lavoro intergovernativo italo-uzbeko per il commercio, la collaborazione economica, industriale e per i crediti all’esportazione, con la firma di un Protocollo che ha sancito il rinnovo della collaborazione tra l’Italia e l’Uzbekistan.

La prefazione al libro è stata scritta da un autorevole politico italiano, il professor Vincenzo Scotti, che ha ricoperto più volte incarichi ministeriali in Italia e ha dato un grande contributo alla fondazione della Link Campus University di Roma. In particolare, ha sottolineato l’importanza della diplomazia interstatale, cui è affidato il compito di costruire, attraverso il dialogo, modalità di riavvicinamento tra società e culture diverse. «Negli ultimi trent’anni - ha dichiarato il professore Vincenzo Scotti - abbiamo visto come la cooperazione culturale, scientifica, commerciale e sportiva, e, in particolare, la più profonda e reciproca conoscenza della storia, delle tradizioni, dell’economia e della società di un Paese possono contribuire all’abbattimento delle barriere e all’apertura di nuove strade».

Anche l’Ambasciatore d’Italia in Uzbekistan, Agostino Pinna, si è rivolto alla platea del folto pubblico intervenuto, con un discorso di benvenuto, il quale ha ricordato di essere stato «fortunato ad iniziare la sua missione in questo importante Paese dell’Asia centrale nell’estate del 2020, in un momento caratterizzato da un ambizioso programma di riforme politiche, economiche e sociali, che sta portando alla crescente apertura dell’Uzbekistan a livello internazionale e ad un dialogo più intenso con l’Italia». Il diplomatico ha sottolineato l’importanza delle «relazioni commerciali ed economiche tra l’Italia e l’Uzbekistan, che attualmente sono in via di sviluppo e che in futuro potranno trarre ulteriori benefici dalla complementarità delle economie dei due Paesi. I segnali provenienti dalle aziende italiane sono molto positivi al riguardo e le difficoltà causate dalla pandemia non hanno fermato la loro voglia di diventare più attive nel mercato uzbeko».

Il libro include anche un articolo dell’Ambasciatore dell’Uzbekistan in Italia, Otabek Akbarov. Egli rileva che Tashkent considera l’Italia un partner affidabile in Europa, uno dei più importanti centri mondiali della politica, dell’economia e della cultura. Durante i 30 anni dall’instaurazione delle relazioni diplomatiche, i due Paesi hanno cooperato assiduamente. Su questa base, le parti intendono ampliare e intensificare la multiforme collaborazione nei prossimi anni, conferendole una nuova qualità. L’articolo sottolinea che negli ultimi anni si è sviluppata una nuova dinamica nelle relazioni uzbeko-italiane, che si manifesta nell’intensificarsi dei legami politici, economici, culturali e umanitari. Si tratta di dialoghi ai massimi livelli, relazioni interparlamentari attraverso gruppi di amicizia.

È Intervenuto alla presentazione del libro il primo vicedirettore dell’Agenzia per i Beni Culturali del Ministero del Turismo e dello Sport dell’Uzbekistan, Tursunali Kuziev, che ha osservato come questo libro apra nuove pagine nella storia delle relazioni tra l’Uzbekistan e l’Italia ed è fiducioso che il pubblico italiano troverà molto interessante la storia e la cultura dell’Uzbekistan e il suo moderno sviluppo politico ed economico. Scopriranno anche nuove sfaccettature che collegano e uniscono i due Paesi, specialmente in aree come tradizioni, mentalità, storia, cultura e architettura.

Stefania Lazzari, Presidente di Eurilink University Press presso Link Campus University, ha affermato: «Questo è un libro meraviglioso, che racconta la storia dell’Uzbekistan, i suoi paesaggi, importanti rappresentanti ed eroi del Paese, nonché la cooperazione, i risultati, le opportunità e l’esperienza maturata nelle relazioni tra le aziende dei due stati. Questo è solo l’inizio della cooperazione tra Eurilink University Press e l’Uzbekistan, che è seriamente intenzionato a continuarla in altre aree».

Il Presidente Onorario della Camera di Commercio Italia-Uzbekistan, Luigi Iperti, si è così espresso:
«Sono l’autore di uno degli articoli pubblicati in questo libro. È la storia della Camera di Commercio in 20 anni di collaborazione con l’Uzbekistan. In esso ho parlato delle visite del Presidente dell’Italia in Uzbekistan e del Primo Presidente dell’Uzbekistan in Italia tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000. Sono stati 20 anni di grande cooperazione tra i nostri Paesi, durante i quali l’Uzbekistan è cresciuto davvero, ma ha mantenuto i suoi principi e tratti caratteristici dello sviluppo, definiti nei primi anni dell’indipendenza».

La pubblicazione del libro è dedicata al 30° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Italia e Uzbekistan, che i Paesi celebreranno il 24 marzo 2022.

Il libro svela il fascino di un Paese antichissimo sempre in crescita e che rappresenta sicuramente un ottimo partner per l’Italia e la sua imprenditoria.


In piedi l'Ambasciatore dell'Uzbekistan in Italia Otabek Akbarov 








sabato 30 gennaio 2021

Un nuovo studio rivela che le industrie culturali e creative potrebbero essere decisive nella ripartenza dell’economia europea dopo il Covid-19




Le industrie culturali e creative (ICC)  di cui fanno parte la musica, le arti dello spettacolo, l’audiovisivo, la radio, i videogiochi, i libri, i giornali e le riviste, le arti visive, l’architettura, la pubblicità, design, la moda (fashion), l'artigianato, l'intrattenimento e, da non sottovalutare, l'industria del gusto, sono qualcosa di più di uno dei tanti settori da salvare dalla crisi causata dall’emergenza sanitaria perchè per l’Europa possono rappresentare una parte significativa della soluzione dei problemi generati dall’attuale situazione sul piano economico e sociale.

È quanto emerge da un nuovo studio realizzato da Ernst & Young, dal titolo “Rebuilding Europe: the cultural and creative economy before and after COVID-19” (Ricostruire l’Europa: l’economia culturale e creativa prima e dopo il COVID-19, che fotografa attraverso i dati la vivacità dell’economia culturale e creativa europea prima della pandemia assieme ai devastanti effetti delle misure restrittive a seguito dell’emergenza sanitaria. Lo studio, inoltre, traccia una serie di raccomandazioni per potenziare le ICC, in modo tale che diventino una forza trainante per la ripresa e il rilancio dell’economia europea.

Un settore florido prima della pandemia, infatti nel 2019, le ICC rappresentavano il 4,4% del PIL dell’UE in termini di volume d’affari, con incassi annui di 643 miliardi di euro e un valore totale aggiunto pari a 253 miliardi di euro. Le ICC erano anche uno dei settori con più posti di lavoro in Europa: impiegavano più di 7,6 milioni di persone, un numero 8 volte superiore rispetto a quello del settore delle telecomunicazioni.

Con un tasso annuale del +2,6% dal 2013, le ICC crescevano molto più velocemente della media UE (+2%) riportando un surplus nella bilancia commerciale per i beni culturali pari a 8,6 miliardi di euro (secondo le ultime cifre disponibili), a riprova del ruolo centrale dell’Europa come potenza culturale nell’economia mondiale. Il settore inoltre presentava uno scenario favorevole anche in termini di innovazione tecnologica, diversità di genere e impiego dei più giovani.

Con l’emergenza Covid-19, secondo lo studio le ICC hanno subito un impatto persino peggiore dell’industria del turismo, e solo di poco inferiore al danno subito dall’industria del trasporto aereo. Le ICC hanno registrato perdite per oltre il 30% del loro volume di affari nel 2020 – una perdita aggregata di 199 miliardi di euro – con la musica e le arti dello spettacolo che hanno riportato una contrazione pari, rispettivamente, al 75% e al 90%.

Considerato il contributo cruciale delle industrie culturali e creative all’intera economia europea, e il potenziale che esse hanno per risollevare l’UE dalla crisi, lo studio arriva alla conclusione che il settore dovrebbe essere centrale negli sforzi di ripresa dell’Europa e raccomanda un approccio in tre direzioni: “finanziamento, potenziamento, valorizzazione”. Il report suggerisce un massiccio finanziamento pubblico e la promozione dell’investimento privato, un quadro legale solido che crei le condizioni necessarie a rivitalizzare l’economia creativa e salvaguardare la sua crescita a lungo termine e di fare leva sulla capacità delle ICC e dei talenti creativi individuali per stimolare il progresso sociale.

Circostanze mai viste prima hanno bisogno di misure inedite. Prima di adesso, l’economia creativa europea non aveva mai subito colpi di questa portata, una devastazione i cui effetti si faranno sentire per i prossimi dieci anni. Mentre il report raccoglie editoriali e messaggi quali quelli del Presidente dell’Europarlamento David Sassoli e della Commissaria Europea Mariya Gabriel, la sua pubblicazione ha ispirato la creazione di una delegazione unificata che, su iniziativa del GESAC, incontra soggetti politici di alto livello il giorno stesso del lancio dello studio, tra cui figurano il Vice-Presidente della Commissione Europea Dombrovskis, i Vice-Presidenti Schinas e Šuica, e i Commissari Breton, Gentiloni e Schmit. La delegazione include rappresentanti del mondo delle ICC ed è guidata dall’ambasciatore culturale Jean-Michel Jarre.

“La cultura e l’eredità culturale europea, così varia e ricca, è il cemento che sostiene il nostro comune senso di appartenenza all’Europa – dichiara David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo - Dobbiamo pensare alla cultura non soltanto come uno dei nodi centrali per la ripresa, ma anche come una componente fondamentale per costruire il mondo che verrà dopo il Covid-19, un mondo in cui i legami interpersonali devono essere riallacciati. Il Parlamento Europeo fin dall’inizio si è reso conto degli effetti drammatici della pandemia da Covid-19 sul settore culturale e creativo e ha lottato con le unghie e con i denti per aumentare il budget destinato alla cultura nel piano finanziario pluriennale”.

“Questo studio dimostra quanto i diversi settori dell’industria culturale contribuiscano all’economia europea in termini di occupazione e fatturato – afferma Giulio Rapetti Mogol, Presidente di SIAE - Ogni autore, ogni artista che dedica la propria vita alla creatività realizzando opere nuove contribuisce infatti allo sviluppo del corpo economico del proprio Paese. Purtroppo però l’industria culturale e creativa è uno dei settori più colpiti in Europa dall’onda d’urto del Covid-19 e gli autori e gli artisti vedranno i loro incassi ridotti drasticamente nel 2021 e nel 2022. È necessario perciò mettere in campo azioni per accelerare la ripresa. In questo senso, è cruciale il recepimento della Direttiva Copyright per garantire una giusta redistribuzione della ricchezza non solo ai grandi nomi della cultura e dello spettacolo, ma soprattutto ai tanti artisti meno conosciuti che possono sopravvivere solo grazie al diritto d'autore”.

“La cultura ci eleva come individui, perché nutre e dà forma alla nostra identità, e come europei, perché è una forza motrice per la crescita economica - commenta Gaetano Blandini, Direttore Generale SIAE - La cultura connette le persone, le unisce e le raduna insieme: proprio per questo motivo il timore di tutti, in primis dei creativi e del pubblico, è che le industrie culturali e creative siano quelle che soffriranno più a lungo per gli effetti delle restrizioni. SIAE ha sostenuto e contribuito alla realizzazione di questo studio, nella consapevolezza che di fronte a questa nuova emergenza, in qualità di rappresentanti di migliaia di creatori in Europa, sia nostro dovere fare luce sulla realtà, assicurarci che questa nostra eredità culturale non sia dissipata e che venga fatto tutto il possibile, in termini di strategie, programmazione e sostegno finanziario, per aiutare il settore a ripartire e riprendere il suo sentiero di crescita”.


venerdì 22 novembre 2019

All’Avvocatura Generale dello Stato verrà presentato il libro ‘Le ragioni della nuova politica - per l’Italia che vuole crescere’, ideato da Sara Iannone a cura della giornalista Francesca Zema.



Mercoledì 27 novembre, alle ore 17,30, all’Avvocatura Generale dello Stato verrà presentato il libro ‘Le ragioni della nuova politica - per l’Italia che vuole crescere’, a cura della giornalista Francesca Zema, edito da Diabasis nella collana Montefalcone. E' una raccolta di saggi ad opera di 32 nomi della politica, delle istituzioni, dell’economia e della cultura.

“Voglio ringraziare sinceramente tutti gli autorevolissimi autori di questa antologia - dichiara Sara Iannone, presidente dell’associazione culturale ‘L’Alba del Terzo Millennio’, ideatrice del libro - li ringrazio uno ad uno perché senza di loro questo progetto non avrebbe mai preso corpo. La chiarezza, la sincerità, la passione e la competenza con cui hanno espresso le proprie riflessioni, dimostrano ancora una volta amore per il nostro Paese, impegno e dedizione nel voler contribuire al suo sviluppo assecondandone e indirizzandone i mutamenti, sempre nel perseguimento del bene comune!”.

Alla luce delle sfide più urgenti che il nostro Paese deve ancora affrontare in ambito politico, economico, culturale, tecnologico, scientifico e sociale, le riflessioni proposte dagli autori, ciascuno secondo la propria competenza professionale o sensibilità personale, offrono una visione e una via per trovare il futuro migliore per la nostra Italia.

I temi toccati sono numerosi e diversi, dal senso della democrazia al significato di “potere”, dall’economia nazionale alla difesa, dai “nuovi” significati di sovranità popolare e di populismo al futuro dell’Europa. Si parla di geopolitica e di globalizzazione ma anche di tecnologia, ricerca e ambiente.

“Le ragioni che giustificano la necessità della nascita di una nuova politica - prosegue il presidente Iannone, sembrano essere davvero molte, come emerge dagli interventi dei nostri autori, e per questo è necessario lavorare e impegnarci tutti affinché una nuova politica, mossa da queste ragioni e animata dai valori fondamentali, venga finalmente alla luce per restituire all’uomo la sua centralità”.


Sara Iannone

lunedì 20 febbraio 2017

Ad Altaroma ritorna "Road to Style" per omaggiare il Brand "Bams"



Ad Altaroma torna, dopo il successo delle precedenti edizioni, "Road to Style", nella sezione "In Town", dedicata a iniziative e attività connesse alla moda che colgono l’occasione, durante la settimana della moda romana, per promuoversi e instaurare contatti utili al proprio business in città.
In “Road to Style – Celebrating Via dell’Oca e Via della Penna – un omaggio a Bams”, boutique di nicchia, raffinati atelier e piccoli laboratori di alto artigianato che propongono un’idea di stile ricercato, lontano dalle logiche industriali, si sono unite per rendere omaggio a "Bams", giovane brand di calzature e accessori che mixa sapientemente l’eccellenza dell’artigianato napoletano con materiali e tecniche all’avanguardia.
La celebre strada romana, per tanti anni via dei pittori, degli scrittori e dei poeti, come in un sinergico crocevia tra le sezioni "In Town" e "Fashion Hub", ha omaggiato il brand "Bams", divenendo palcoscenico di un’esposizione diffusa con protagoniste le seducenti creazioni del brand partenopeo.
Artisanal Cornucopia, Bang, Cristina Bomba, Glam, Holypopstore Woman, La Bottega del tempo, Laura Urbinati, Lucia Odescalchi, Mondelliani, Oliver & Co., Patrizia Fabri By Antica Manifattura Cappelli hanno aperto le porte, straordinariamente fino alle 21:00, per accogliere e raccontare, attraverso un coinvolgente ed energico percorso espositivo fatto per tappe, l’excursus creativo di "Bams".
Nello straordinario museo a cielo aperto della città di Roma si sono dipanate così realtà innovative che, forti della memoria storica di arti millenarie, attivano piccoli miracoli creativi coniugando e saldando in uno slancio propulsivo la potenza del passato alla dinamicità del futuro.
Un’opportunità unica per avvicinare il mondo della creatività al grande pubblico e dare impulso all’economia del settore.


Manuel Romano e Simonetta Gianfelici


Lorenzo De Caro