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lunedì 21 gennaio 2019

"OnStage!festival", l’America è di scena dal 21 al 27 gennaio 2019




A partire dall’esperienza maturata nei cinque anni di In Scena!, festival di teatro italiano a New York, approda in Italia, in esclusiva per la città di Roma, OnStage!festival, rassegna in lingua originale nata con lo scopo di veicolare la cultura americana attraverso l’incontro “personale” ed efficace con il teatro, e di costruire un dialogo permanente fra i due Paesi, attraverso un network professionale dedicato.
Il festival, in programma per un’intera settimana, dal 21 al 27 gennaio 2019, prevede sei performance in arrivo direttamente dagli Stati Uniti, fra cui lo spettacolo di Stephan Wolfert "Cry Havoc" che, incentrato sulla vita di un veterano, è approdato alla scena Off Broadway: Wolfert terrà anche una masterclass per professionisti.
Gli altri quattro spettacoli, appartenenti a compagnie Off Off selezionate tramite bando in America, trattano di argomenti profondamente attuali tra la diffusione incontrollata delle armi ("Shooter" di Sam Graber), l’integrazione culturale nelle relazioni tra sesso, religione e politica ("Dirty Paki Lingerie" di Aizzah Fatima), la discriminazione di genere ("HEDY! The Life & Inventions of Hedy Lamarr" di Heather Massie) e il bullismo ("Lured" di Frank J. Avella).
Gli spettacoli, in scena all’Off Off Theatre in lingua originale con sopratitoli in italiano (traduzioni realizzate in collaborazione con il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Roma Tre nell’ambito del progetto per la didattica innovativa “La traduzione per il teatro” a cura di Sabrina Vellucci con la partecipazione di Barbara Antonucci, Maria Paola Guarducci, Maddalena Pennacchia e gli studenti del corso Magistrale in Letterature e Traduzione Interculturale e del Dottorato in Lingue Letterature e Culture Straniere), saranno preceduti da incontri di approfondimento con giornalisti ed esperti del settore e seguiti da una Q&A con le compagnie, per dar modo al pubblico di confrontarsi direttamente con i temi e gli artisti stranieri eccezionalmente presentati in Italia.
Oltre agli spettacoli, sono in cartellone alcune letture mirate a far conoscere due diversi progetti di sviluppo della drammaturgia, attraverso testi che grazie ad essi si stanno diffondendo. Si tratta di "Cherry Lane Mentor Project", progetto di sostegno alla nuova drammaturgia statunitense, con oltre venti anni di vita e vincitore di un "Obie Award" e di "American Playwrights Project", progetto per la diffusione della drammaturgia contemporanea statunitense di Valeria Orani, prodotto da 369gradi in collaborazione con American University of Rome e curato da Umanism NY e Martin E. Seagal Theatre Center – Graduate Center CUNY. I due testi del Cherry Lane Mentor Project, dal titolo "Il mecenate" (A Patron of the Arts) e "Fratelli" (The Siblings Play) saranno messi successivamente in scena al Teatro Palladium il 24 e 25 maggio p.v., interpretati rispettivamente dagli allievi della scuola Teatro Azione di Roma e da una compagnia di studenti del Dams diretti da Tomaso Thellung.
La danza sarà presente con EPT – A Collection of Works, firmato da Emotions Physical Theatre Company su coreografie di Shawn Rawls, opera che raccoglie la sintesi di tre lavori di una compagnia di danza emergente ma già premiata. Anche la musica, ad integrazione della rassegna, sarà presente con due concerti improntati ad un repertorio USA reinterpretato da artisti italiani: quelli di Sara Berni Blues Band e Piji ElectroSwing Project.
Infine, presso il Teatro Torlonia, si terrà la premiazione dell'"OnStage Drama Award", il riconoscimento attribuito ad un drammaturgo professionista statunitense a cui viene offerta l’opportunità di essere introdotto in Italia con la prima mondiale di una sua opera inedita. Il prescelto, per questa prima edizione, è un giovanissimo autore californiano, Leland Frankel, per "The Girlfriend". A selezionarlo una giuria composta da: Pietro Bontempo (regista, attore, traduttore), Valentina De Simone (giornalista, critico teatrale, traduttore), Massimiliano Farau (regista), Alessia Giangiuliani (attrice), Michele Panella (regista, traduttore e direttore artistico festival Tramedautore) e Laura Tesman (regista). Il riconoscimento all’autore è una targa in bronzo appositamente realizzata dall’artista Marco Manzo.

Scena tratta dallo spettacolo teatrale "Cry Havoc"

giovedì 19 aprile 2018

Torna a Roma la più importante rassegna di cinema sociale "Tulipani Di Seta Nera"

Metis Di Meo



È stato presentato martedì 17 aprile il Festival Internazionale del Film Corto Tulipani di Seta Nera, arrivato ormai alla sua XI edizione, nella suggestiva cornice del ristorante "Lo Zodiaco" di Monte Mario a Roma. Il Presidente Diego Righini e il direttore artistico e l'ideatrice del Festival Paola Tassone, hanno evidenziato i temi al centro della manifestazione, che avrà luogo dal 27 al 29 aprile, ricordando che il Festival nasce con lo scopo di raccontare la diversità, in ogni sua forma, attraverso le immagini. L'idea è quella di aprire, grazie al cinema, uno spiraglio sull'unicità di ognuno. L’obiettivo degli organizzatori è dunque di promuovere il lavoro di giovani autori che, con le proprie opere, raccontano “non la semplice storia di una diversità, ma l’essenza della diversità stessa, sapendola soprattutto valorizzare”. L'obiettivo della manifestazione è quello di far sì che la diversità sia vista nei suoi molteplici aspetti positivi lasciando in tutti coloro che vi parteciperanno non solo uno spunto di riflessione ma anche un arricchimento culturale. Grazie all'ingegno dei giovani autori in gara con i loro cortometraggi si potrà così creare una nuova società solidale, dove la macchina da presa diventa il mezzo attraverso il quale filmare le coscienze dei giovani e di tutte le persone, portatori sani di cultura, indirizzandole verso un cammino concorde e senza pregiudizi, facendo leva sulle nuove generazioni, che diventino così una comunità sensibile, solidale ed integrata.
L’impegno degli organizzatori del Festival è quello di esaltare le opere e la creatività dei registi cercando, come già avvenuto nelle scorse edizioni, di permettere la messa in onda, nel palinsesto di Rai Uno, di alcuni cortometraggi, per divulgare la "diversità" al grande pubblico della Rai.
Durante le due giornate di rassegna, che si svolgeranno al cinema “Quattro Fontane”, presentate dalla conduttrice Metis Di Meo, saranno proiettati i 17 cortometraggi finalisti selezionati dalla giuria formata da Caterina D'Amico, Carlo Brancaleoni, Paolo Genovese, Laura Bortolozzi, Valeria Milillo, Nino Celeste e Vince Tempera. 
Le opere finaliste saranno votate dalla Giuria di VariEtà presieduta da Elisa Costanza, coadiuvata da Catello Masullo, Paola Dei, Franco Mariotti e Massimo Nardin. Giuria composta da esponenti di cinema, spettacolo, professionisti e membri del terzo settore. Al termine delle proiezioni saranno consegnati i premi tecnici. 
Sabato 28 aprile, inoltre, verrà presentata, dopo la categoria dedicata ai cortometraggi, quella relativa ai SocialClip, condotta da Serena Gray. I sette videoclip finalisti, scelti dal direttore musicale del Festival Vince Tempera, concorreranno alla vittoria del premio “Premio Miglior "SocialClip”, riconoscimento assegnato dalla Giuria SocialClip preseduta dallo stesso Maestro Tempera e composta da Sara Galimberti, Michelle Marie Castiello, Riccardo Di Pasquale e Francesco Tosoni.
Durante le due giornate al cinema Quattro Fontane, oltre alle proiezioni ufficiali verranno proiettati “Piccoli Angeli Guerrieri del Mondo “ di Marco Forti, “Senza … Peccato” di Marco Toscani, “An Heart In The Drawer” di Roberto Leoni, “Duchenne” di Gilles Rocca, “Abbattiamo I Luoghi Comuni“ di Fabian Grutt ed infine “Resilienza” di Paolo Ruffini, tutti cortometraggi fuori concorso che meglio hanno saputo trattare, ognuno a modo proprio, il tema della “diversità”. Oltre alle opere fuori concorso verrà organizzata una tavola rotonda dedicata al bullismo e al cyberbullismo e sarà proiettato il lungometraggio "Nato a Casal di Principe" di Bruno Oliviero, al cinema dal 25 aprile.
Domenica 29 aprile, infine, via al Gran Galà, presso il Teatro Olimpico, si terrà la serata di premiazione. Tra i riconoscimenti da assegnare, quello per il “Premio Miglior Film Corto”, per il “Premio Miglior Sorriso Nascente” all’opera prima, per il “Premio Sorriso di VariEtà” assegnato dalla rispettiva giuria durante le due giornate di proiezioni e per il “Premio Sorriso Rai Cinema Channel” assegnato a uno dei 31 cortometraggi selezionati da Rai Cinema e maggiormente visualizzati nella piattaforma web Rai. Saranno inoltre assegnati i premi speciali “Sorriso Diverso” ed i riconoscimenti "Testimonial del Sorriso Diverso" ad attori, attrici e personalità legate al mondo dello spettacolo che hanno dedicato o stanno dedicando la loro interpretazione artistica e la loro attività professionale al valore positivo della diversità.
Tra i premiati di questa undicesima edizione figurano Sandra Milo, Francesco Pannofino, Bianca Guaccero, Giovanni Caccamo, Mirkoeilcane, Ricky Memphis, Antonia Liskova, Silvia Salemi e Antonio Giuliani. Verranno altresì premiati due lungometraggi che con la loro trama hanno maggiormente colto l'essenza del Festival, ovvero “Sconnessi” di Christian Marazziti e “Gramigna” di Sebastiano Rizzo, alla presenza dei rispettivi cast. La serata di gala sarà condotta da Metis Di Meo e dal noto giornalista Franco Di Mare, affiancati dalla madrina Myriam Catania e dal padrino Paolo Ruffini. Entrambi hanno sposato con entusiasmo il progetto del Festival in questa undicesima edizione.
Come per le precedenti edizioni anche quest’anno l’Ente Nazionale Sordi Onlus garantirà il servizio di interpretariato LIS per tutta la durata della manifestazione.

Foto di Alessandro Bachiorri


Paola Tassone e Diego Righini