lunedì 13 febbraio 2017

Al Teatro Parioli Peppino De Filippo va in scena "Colette, una donna straordinaria", con Catherine Spaak



Catherine Spaak e Maurizio Pacifici



Al Teatro Parioli Peppino De Filippo da giovedi 16 a domenica 26 febbraio 2017, andrà in scena "Colette, una donna straordinaria", di Catherine Spaak e Marzia G. Lea Pacella, con Catherine Spaak, Alessio Di Clemente e Carola Stagnaro, con la regia di Maurizio Panici.
Colette (1873-1954) è stata una delle scrittrici francesi più celebri e ammirate del suo tempo. Autrice di numerosi romanzi e novelle di enorme successo mentre era in vita, è stata membro dell’ Academie française conquistando un posto d’onore nella letteratura del suo paese, cosa piuttosto rara all’epoca per una donna. E’ nota per essere stata estremamente anticonformista, addirittura scandalosa non soltanto per la sua versatilità, per i suoi comportamenti e i suoi amori, ma anche per le numerose attività che svolse quale mimo, clown circense, redattrice di giornali scandalistici, conferenziera ed estetista. Ebbe tre mariti e molti amanti oltre a relazioni sentimentali con diverse donne, suscitando in tal modo curiosità e scalpore e divenendo una vera e propria leggenda. Fu, tuttavia, la scrittura a fare di lei un’autrice indimenticabile.
Dichiara Catherine Spaak: “Colette, una donna straordinaria” è un progetto che vuole raccontare la sua storia di donna e di artista stravagante attraverso gli uomini che più hanno contato per lei. Non un monologo quindi ma duetti recitati con un protagonista maschile che dovrà interpretare gli uomini più importanti della sua vita. Si metteranno in scena così i periodi più divertenti e significativi della sua esistenza assistendo ai suo vari trasformismi”.
Per il regista Maurizio Panici Colette è una delle figure più affascinanti del tempo in cui l’emancipazione era accompagnata dal grande fermento culturale. "Fu soprattutto - dice - una figura emblematica e scandalosa, una icona che accompagnerà la società francese nel passaggio al XX° secolo, con la sua presenza vivace e innovativa diventò lo specchio di un bisogno inesauribile di libertà di espressione e volontà di cambiamento. Sullo sfondo la Grande guerra, i salotti letterari e i grandi personaggi di una città vivace come Parigi. Uno spettacolo sorprendente come sorprendente è stata la sua persona.”

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