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martedì 16 giugno 2020

RIAPRE LA MOSTRA DI LEONARDO DA VINCI AL PALAZZO DELLA CANCELLERIA



Venerdì 19 giugno finalmente la Mostra “Leonardo da Vinci. Il Genio e le Invenzioni – Le Grandi Macchine interattive”, allestita a Roma presso il Palazzo della Cancelleria, e diretta da Augusto Biagi, riapre le porte.

Dopo le lunghe settimane di lockdown per l’emergenza sanitaria, la Mostra riapre al pubblico garantendo la massima sicurezza grazie all’attuazione di tutte le norme del protocollo previsto e i dispositivi di sicurezza.

La struttura, infatti, si è adeguata alle nuove disposizioni per garantire al pubblico di godersi in sicurezza la mostra sul grande genio e artista che ogni anno attira milioni di turisti da tutto il mondo.

Dal lunedì al venerdì la mostra sarà visitabile dalle ore 09:30 alle 14:00 e dalle ore 16:00 alle 19:30, il sabato e la domenica, invece, ci sarà orario continuato dalle ore 9:30 alle 19:30.



INFO: Mostra “Leonardo da Vinci. Il Genio e le Invenzioni – Le Grandi Macchine interattive”, Palazzo della Cancelleria, Piazza della Cancelleria, 1 - Roma. Tel. 06 69 88 76 16; sito web: www.mostradileonardo.com

venerdì 5 aprile 2019

In mostra le foto del noto sceneggiatore e scrittore Enrico Vanzina per un progetto di beneficenza a favore della Pediatria del Policlinico Umberto I di Roma

Enrico Vanzina


In mostra alla Galleria Russo, in via Alibert n. 20 a Roma, 30 foto del noto sceneggiatore e scrittore Enrico Vanzina. La mostra “Photos for Life” è un progetto di beneficenza in favore della Pediatria del Policlinico Umberto I di Roma.
Giovedì 11 aprile 2019 alle ore 18:00 avrà luogo il vernissage a cui seguirà un'elegante light dinner al Bar Bacharach & Bistrot dell’Elizabeth Unique Hotel, raffinato e prestigioso boutique hotel nel centro di Roma in via delle Colonnette, 35 alle ore 21:00.
L’evento conferma e rafforza lo stretto legame di collaborazione tra la Galleria d’Arte Russo che espone nei suoi eleganti spazi dal moderno design la particolare mostra che vede Enrico Vanzina in una nuova veste di fotografo.
Moltissimi gli ospiti attesi, personaggi della stampa e del mondo dello spettacolo che saranno presenti per testimoniare e condividere questo importante progetto di concreta solidarietà, che renderà migliore la vita di molti piccoli pazienti. I proventi della vendita delle opere in tiratura limitata verranno, infatti, interamente devoluti all’acquisto di un manometro ad alta risoluzione per l’Unità Complessa di Gastroenterologia Pediatrica del Policlinico Universitario Umberto I – Università La Sapienza, Roma diretta dal prof. Salvatore Cucchiara. 
"Enrico Vanzina fotografo è una vera rivelazione - afferma il noto scenografo Gaetano Castelli che prosegue - "Enrico cammina in bilico sul margine del mondo, fra un cielo intenso come l’azzurro di Yves Klein e il giallo dorato del deserto egiziano che presto si trasformerà nella polvere di stelle della fantasia".




lunedì 22 ottobre 2018

Gran Successo per la terza Edizione del “Margutta Creative District”.



Chiude il sipario sulla terza edizione del “Margutta Creative District”, che ha visto partecipare un grande numero di visitatori, giornalisti e addetti ai lavori. 
Il “Polo della Moda” progettato nel cuore della mitica via Margutta, da Antonio Falanga e da Grazia Marino è stato il fulcro dell’edizione 2018, ospitando dodici brand, nazionali ed internazionali, individuati dopo un attento lavoro di scouting che si prefigge di selezionare designer che creano e valorizzano le lavorazioni handmade.
L’iniziativa patrocinata dal Comune di Roma Municipio Roma I Centro e dall’Associazione Internazionale di via Margutta, prodotta da “Spazio Margutta” promuove i nuovi creativi delle arti contemporanee che provengono dal mondo della moda, del design, della fotografia, dell’arte e del food.
Per l’alta moda italiana tre le Maison presenti all’evento, protagoniste negli ultimi anni del Calendario di Altaroma: Asia Neri by Irene Mattei che ha dedicato al lusso, alle stravaganze e agli anacronismi del XVII secolo in Spagna le sue ultime creazioni; Good Luck con la sua collezione Luxury primavera/estate 2019 nella quale la luminosità di top e bikini, interamente ricoperti da pietre Swarovskì, prendono vita nei sotto giacca negli smoking di gusto maschile; ed infine Filippo Laterza e la sua collezione primavera/estate 2019 ispirata a tre protagonisti dell’arte contemporanea Claude Monet, Edgar Degas ed Andy Warhol.
Per il prêt-à-porter molto interessanti le proposte moda ideate in Inghilterra da Claudia Capriotti, linee semplici e pulite realizzate con pregiati materiali italiani e quelle di Giada Wang giovanissima stilista cinese, diplomatosi all’Accademia Internazionale D'Alta Moda E D'Arte Del Costume Koefia, da alcuni anni residente in Italia.
Grande attenzione per il progetto di SEP Jordan, un marchio “lifestyle” nato nel 2013 per volontà della sua fondatrice, Roberta Ventura, che coniuga design e filantropia, con una forte attenzione alla sostenibilità, alla riscoperta della tradizione mediorentale del ricamo, rivisitata in maniera contemporanea. Il quartier generale del brand si trova nel campo profughi di Jerash, in Giordania, dove oltre 300 artiste SEP realizzano intricati ricami ispirati alla tradizione Medio-Orientale su tessuti di alta qualità.
Ammiratissime le creazioni realizzate in argento, bronzo e pietre preziose da GAIA Italian Handmande Jewellery; i bijoux dal design unico e ricercato di Sbottonando realizzate con bottoni e cerniere lampo e quelli di Elisabetta Isman creati con fili di alluminio, per un mirato progetto ispirato al riutilizzo di materie prime.
Uniche ed esclusive la “Borse” ideate da Gabriella Desario e Daniela De Meis, per il loro brand Eclethica, nelle quali l'eccellenza della manifattura e dello stile made in Italy si combina in un giusto mix di tecnologia e alta moda. I “Sensi” sono celebrati invece da Marina Santaniello, figure iconiche di usi e costumi quotidiani, dipinte a mano su borse realizzate artigianalmente.


Il trionfo dell’handmade è stato possibile ammirarlo anche dal brand Eventi Atelier di Alessandra Mancini. La carta è da sempre la sua musa ispiratrice e attraverso una particolare lavorazione a mano prendono forma creazioni uniche. 
Per la sezione “Design” le protagoniste sono state le lampade di AMOD Unconventional lights & furnitures, progettate dall’architetto Beatrice Amodeo, modellate e realizzate con materiali insoliti fino a renderne indecifrabile la loro propria natura.
Spazio Margutta al civico 81 di via Margutta è stata poi la sede ufficiale di due workshop che hanno animato il programma antimeridiano del “Margutta Creative District”. Nel primo, dal titolo "Master sui linguaggi del turismo e comunicazione interculturale", a cura di Fiorella Ialongo, organizzato in collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre, sono intervenuti l’Ambasciatrice del Libano in Italia S.E. Sig.ra Mira Daher, il Direttore del Master la professoressa Barbara Antonucci e l’architetto Hassane Assi.
Il secondo workshop ha visto protagonista "Dress for Success®" un’organizzazione no profit, creata nel 1997 a New York da Nancy Lublin. Nei suoi intenti istitutivi la volontà di promuovere l'indipendenza economica delle donne svantaggiate fornendo una rete di supporto e gli strumenti di sviluppo di carriera per aiutarle a prosperare nel lavoro e nella vita. Punto di domanda dell’incontro è stato “La moda può aiutare le donne a reinserirsi nel mondo del lavoro?”. A moderare l’incontro, Marcello Terramani che ha coinvolto nel dibattito Francesca Jones, Presidente Dress For Success Rome, Teresa Ferrarese, Segretario Generale & Responsabile Professional Women Group, Rosalba Saltarelli, Vice Presidente e Responsabile Career Centre, Raffaella Cavallucci, Consigliere & Responsabile formazione Career Centre, Fabiola Franceschi, Responsabile Boutique e Formazione Personal Shoppers e Monica Amore, Formazione Personal Shopper.
Per la sezione “Fotografia” un nutrito numero di addetti ai lavori si è complimentato con il giovanissimo talento cinese Chengkun Guo, per la sua mostra “Streets and Emotions” dodici opere fotografiche dalle quali emerge la propria voglia di diventare un fotografo di strada. Il suo è uno sguardo discreto, riservato, rapido che coglie l'attimo di un’azione, di un movimento.
Per la sezione “Arte” gran successo di pubblico all’Hotel Art by the Spanish Steps in via Margutta, 51 per la mostra “Mirages” opere inedite di Daria Christofferson. Nata a Roma nel 1995, studia psicologia presso l’Università LUMSA di Roma, ma fin da giovanissima, ha manifestato una spiccata attitudine verso forme di espressione artistica, che ha sviluppato seguendo corsi di pittura presso la RUFA - Rome University of Fine Arts di Roma.
“Passeggiando in via Margutta” è stato poi uno degli appuntamenti d’arte più attesi della quattro giorni “marguttiana”. Un itinerario culturale alla scoperta dei luoghi e delle personalità del ‘900 che hanno vissuto in via Margutta. Storie e aneddoti sono stati narrati, ai gruppi dei partecipanti, dallo storico d’Arte Mirko Baldassarre. 
Moltissime le personalità che sono intervenute ai vari appuntamenti, fra queste: Bettina Giordani, Presidente Fidapa Sez. Roma, Gino Tozzi Senior Private Bannker, la giornalista di moda Cinzia Malvini, lo scenografo Gaetano Castelli, lo stilista d’alta moda Jamal Taslaq, l’influencer Maria Vittoria Cusumano, i galleristi Fabrizio Russo e Aldo Marchetti, l’attore Graziano Scarabicchi e l’artista Roberto di Costanzo.








Antonio Falanga, Tina Vannini, Gino Tozzi, Grazia Marino

mercoledì 18 aprile 2018

Gli artisti Camilla Ancilotto e Andrea Pacanowski in mostra alla Galerie Maison Naim


"Arte come indagine sul soggetto umano in tutte le sue molteplici identità, nelle sue trasformazioni d’apparenza e sostanza, nel suo immergersi dentro i codici del tempo attuale". La curatrice d’arte Miliza Rodic descrive così la mostra d’arte contemporanea intitolata Iconic Puzzle, che inaugura mercoledì 18 aprile 2018 alle ore 18:00 fino alle ore 23:00, presso i nuovi spazi espositivi della Galerie Maison Naim in via Mario de Fiori 5, nel cuore della capitale.
“Ho voluto mettere a confronto” – spiega Rodic – “gli immaginari di due artisti italiani: Camilla Ancilotto e Andrea Pacanowski che, seppur assai distanti per linguaggio e risultati, si ritrovano vicini nella coscienza del frammento, della stratificazione, della densità estetica. Due visioni complesse che nascondono e svelano, coinvolgendo lo spettatore nel gioco ottico della rivelazione lenta, come una morbida messa a fuoco che cattura il cuore nascosto delle cose”. 
La Galerie Maison Naim apre, dunque, le porte ad iniziative culturali per promuovere le arti visive attraverso la fusione trasversale di più artisti. Qui, pochi passi da Piazza di Spagna, all’interno di un contesto originale ed insolito, l’imprenditore Massimo Naim, ha deciso di dar vita a un nuovo progetto molto ambizioso: realizzare una galleria d’arte con stile e sapore internazionale, posta un piano sotto alla sua boutique hotel di lusso, Spagna Royal Suite e inserita nel circuito Le Rêve de Naim.
L’apertura della mostra è anche l’occasione di presentare Chez Moi, il nuovo ristorante incastonato all’interno della Galerie Maison Naim, dove l’arte si fonde con l’alta cucina internazionale.
L’obbiettivo di Massimo Naim è quello di creare un luogo insolito per una città come Roma dove poter ritrovare, nel medesimo contesto, arte contemporanea, piatti gourmet d’autore ispirati alla tradizione fusion e un hotel di lusso.
“E’ un progetto” – spiega Naim – “dedicato a un pubblico internazionale che apprezza l’arte contemporanea italiana e non, ama la buona cucina e l’estro. I piatti del bistrot interno Chez Moi sono il risultato di una attenta ricerca e intreccio tra gusto e presentazione. Il cibo è cultura, bellezza, eccellenza ed è in continua evoluzione, specchio delle più raffinate contaminazioni”. 
Chez Moi propone una cucina fusion e sushi di altissimo livello; può ospitare un massimo di dodici persone. Non esiste un vero e proprio menù poiché lo chef prepara, di volta in volta, dodici portate ispirate alle opere d'arte esposte nella galleria.
La mostra Iconic Puzzle si può visitare dal 19 Aprile al 1 Giugno 2018.





mercoledì 7 febbraio 2018

Due appuntamenti da non perdere a Palazzo Colonna a Roma con l'arte di Amedeo Brogli e la moda di Vittorio Camaiani


Lo stilista Vittorio Camaiani


Giovedì 8 febbraio p.v. alle ore 18:30, presso la Coffee House di Palazzo Colonna in piazza SS. Apostoli 67 a Roma, con il contributo dell’Asset Management Carmignac, verrà inaugurata la mostra di dipinti di Amedeo Brogli dal titolo “Vedute Romane e Figure”.
La mostra sarà aperta al pubblico gratuitamente dal 9 al 14 febbraio p.v. dalle ore 11:00 alle ore 19:00. 
In una serie di dipinti esposti viene raccontata la “Città Eterna”, attraverso sfaccettature diverse che però si ricompongono come in un puzzle. Skyline, ruderi, architetture, ponti, cupole, protagonisti delle tele, sono esaltati da colori decisi e bilanciati che conferiscono a quegli spazi un’identità da fiaba contemporanea o meglio visionaria. Poi i dipinti complessi, quasi concettuali, dove la staticità delle figure, disposte con perizia teatrale, è controbilanciata dalla vitalità dell’elemento cromatico, per opere di grande respiro. 
Sono notevoli i nudi femminili delle “nuove romane”. Importante è stato il decennale rapporto di Brogli con Renato Guttuso, del quale è stato aiuto in alcuni dipinti su tela e per i dipinti pubblici di Varese e di Messina. Afferma Brogli: “Ho lavorato su un immaginario preesistente, in dipinti che raccontano una Roma tra sacro e profano. Le mie scelte stilistiche ed espressive sono caratterizzate da un figurativo a volte lirico, in una visione estetica, pervasa da una connotazione spiritualistica che si converte in opere, spero, di suggestione. In me, romano di adozione, la pittura figurativa supporta il culto della memoria e “Vedute Romane e Figure” è uno storytelling che rivisita in chiave contemporanea i simboli, i personaggi storici e non, i monumenti della “Caput mundi”, ma anche l’attualità della città, che vive il presente negli spazi del passato, attraverso una figurazione contemporanea”. 
Madrina della mostra sarà la Principessa Jeanne Colonna. Il cocktail sarà curato da "La Maison di Bacco" e dalla "Cantina Casata Mergè", quest’ultima è una storica azienda familiare situata sulla cornice dei castelli romani. La cantina attualmente è guidata dalla terza generazione degli eredi che, nel rispetto della tradizione, produce vini al passo con le più avanzate tecnologie, un perfetto connubio tra tradizione e innovazione.
Elena Parmegiani, direttore eventi della Coffee House di Palazzo Colonna, afferma: “Siamo davvero grati ad Amedeo Brogli per aver scelto la nostra location per la sua personale, ad arricchire la sua esposizione sabato 10 febbraio interverrà anche lo stilista marchigiano Vittorio Camaiani, con una sfilata di alta moda dal titolo “Vittorio Camaiani inside, omaggio a Marina Ripa di Meana”. Due grandi artisti di arti figurative diverse, pittura e moda, legati da un profondo senso estetico. Brogli con le sue splendide figure, eleganti ed espressive, Camaiani con la bellezza dei sui abiti sofisticati ed intrisi d’arte”.
Domenica 11 febbraio dalle ore 11:00 alle 19:00 lo stilista si tratterrà in Coffee House per il suo “Atelier per un giorno”, allestito all’interno della mostra “Vedute Romane e Figure”, in cui riceverà amici e clienti. 
Una settimana intensa dedicata all’arte, alla ricerca del bello, dello stile e dell’eleganza al servizio dell’intero pubblico romano ed estero.





mercoledì 13 dicembre 2017

AL MUSEO DEL TESSILE LA MOSTRA SU NINO LETTIERI CON ANNA FENDI


Lo stilista Nino Lettieri


Sarà lo stilista Nino Lettieri il protagonista della mostra al Museo del Tessile e dell’Abbigliamento “Elena Aldobrandini” a Napoli, che proporrà a turisti ed appassionati di moda, in occasione delle prossime festività natalizie, la sua linea di haute couture.
La mostra sarà inaugurata dal Commissario della Fondazione Mondragone Maria D’Elia venerdì 15 dicembre alle ore 19:00 presso la sede del museo sito in piazzetta Mondragone a Napoli.
Haute couturier apprezzato sulle passerelle di tutta Italia e non solo, lo stilista campano è stato scelto infatti quale “protagonista della moda” nell’ambito dell’attività di valorizzazione dell’eccellenza sartoriale e delle sue nuove prospettive: un’iniziativa che ha entusiasmato anche il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, atteso all’evento e già presente a luglio in occasione della riapertura del Museo, e la testimonial della serata Anna Fendi.
La mostra, che gode del patrocinio della Regione Campania e di Alta Roma, la più nota piattaforma di lancio per designer emergenti e centro propulsore dell’alta moda italiana, racconterà la storia di Nino Lettieri attraverso l’esposizione dei trenta abiti che meglio rappresentano le tappe della sua evoluzione artistica, documentata anche dagli scatti dei fotografi Antonio Aragona, Pino Leone e Michele Stabile.
La mostra, che è stata anche inserita nel circuito Artecard e sarà quindi promossa in tutti gli Info Point regionali ai turisti internazionali in visita alla città di Napoli, rimarrà aperta al pubblico fino al 31 gennaio.

martedì 12 dicembre 2017

LA MONUMENTALE "DEPOSIZIONE" DI CAMILLA ANCILOTTO OSPITE DELLA MOSTRA "IO SONO QUI".



Camilla Ancilotto



Dal 15 al 26 dicembre 2017 il MACRO Testaccio di Roma ospita la mostra “Io sono qui!” prodotta da M’AMA ART, da un’idea di Alessia Montani, a cura di Lorenzo Bruni e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
“Io sono qui!” indaga il tema della comunicazione, attraverso le infrastrutture materiali e immateriali: “io e il mondo” nella realtà digitale. La banda larga, che permette di trasmettere una grande quantità di dati in tempi rapidi, diventa fattore essenziale di crescita economica, culturale e sociale.
Nel percorso espositivo spiccano, tra le altre due opere: la maestosa opera di Paola Romano che invita a riflettere, in generale, sulle condizioni del nostro pianeta e quella di Camilla Ancilotto che con le sue poliedriche combinazioni nell’opera monumentale dal titolo “Deposizione”, spinge lo spettatore a un’interazione creativa.
L’arte di Camilla Ancilotto si inserisce nel più ampio intento programmatico perseguito da M’AMA.ART di coinvolgere l’opinione pubblica su questioni di interesse collettivo. Il dibattito attorno al “digital divide”, il divario esistente tra chi ha accesso alle tecnologie dell’informazione e chi ne resta escluso è fecondo spunto per riflettere sul diritto alla comunicazione.
La “Deposizione” di Ancilotto, “pitto-scultura” mobile di grandi dimensioni (4.30x4,50 mt), vuole essere un omaggio, nell’ottantesimo anno della sua creazione, alla celeberrima Guernica di Picasso e, più in generale, all’eclettico universo pittorico dell’artista andaluso. 
L’opera trova strategica collocazione nello spazio antistante l’ingresso del Museo di Arte Contemporanea edificato nell’area dell’ex-Mattatoio romano, di cui la drammatica icona antibellica picassiana sembra riecheggiare le disperate urla belluine. 
Nel percorso espositivo si incontrano altri lavori ospitati all’interno del Padiglione B del MACRO: si tratta di due versioni: una su fondo oro e l’altra su fondo argento, della rinomata lupa capitolina che si dispiega sui tre lati dei prismi girevoli trasformandosi in gorgone e in protome leonina.
L’arte interattiva di Camilla Ancilotto è un “invitation au voyage” in cui viene ribadita l’importanza del gesto fisico nello stabilire una profonda connessione tra artista e spettatore: l’apertura ludica che l’opera ancilottiana propone permette al fruitore di irrompere nel flusso creativo e dare una propria interpretazione del lavoro. La comunicazione avviene dunque su due piani: quello della divulgazione culturale, grazie alla riproposizione di immagini tratte dal repertorio iconografico dell’arte occidentale, patrimonio condiviso dell’umanità, e quello del rapporto dialogico diretto e “democratico” tra opera e pubblico, in una performance continua che non presuppone alcuna competenza digitale (pur alludendo, per la sua natura interagente e mutante, al progresso tecnologico).
Nell’orizzonte artistico contemporaneo che si profila sempre più dominato dal concetto di riproducibilità digitale, “Io sono qui”, sembra dire l’artista romana, per avvalorare la conoscenza esperienziale dell’opera d’arte, tangibile strumento di trasmissione di una pratica artigianale e pittorica che non può essere bollata come obsoleta; all’instabilità della “società liquida” attuale è necessario contrapporre riferimenti solidi che sappiano affiancare con efficacia l’incalzante processo di dematerializzazione del reale in cui tutto diventa simulacro e simulazione.
La mostra si articola in una sezione dedicata alle installazioni di sette artisti: Mario Airò, Ulla von Brandenburg, Donna Huanca, Runo Lagomarsino, Ahmet Ögüt, Antonis Pittas e Patrick Tuttofuoco; e una sezione di opere realizzate da quattordici artisti, oltre ad Ancilotto e Romano: Maria Thereza Alves, Paolo Parisi, Kamen Stoyanov, Marco Raparelli, Matteo Negri, Giuliana Cunéaz, Yorgos Stamkopoulos, Giulio Rigoni, Chicco Margaroli, Vincenzo Marsiglia, Marianna Masciolini, Savini & Vainio.
Il progetto prevede la realizzazione di un libro-catalogo con i contributi dei relatori del convegno/tavola rotonda. Naturalmente l’arte avrà un peso particolarmente significativo in quanto all’interno del volume saranno utilizzate le immagini delle opere degli artisti presenti.

martedì 28 novembre 2017

Al Palazzo Ducale di Castelnuovo di Porto la mostra: "I Bronzi di Fanor Hernández alla Rocca - Armonie d’Arte”


Venerdì 1 dicembre, negli spazi espositivi del Palazzo Ducale di Castelnuovo di Porto (RM), si inaugura la mostra “I Bronzi di Fanor Hernández alla Rocca - Armonie d’Arte”, a cura di Carlo Celia ed Alessandro Hernandez, dov’è previsto l’intervento telematico del maestro Fanor dalla Colombia.
L’Amministrazione di Castelnuovo di Porto in collaborazione con Lions Club Valle Tiberina, intende dare un contributo significativo all’offerta artistico-culturale del suo territorio (Valle Tiberina - Parco di Veio) sia con iniziative locali sia attraverso progetti di respiro sovra-territoriale, ed in particolare quelli che toccano in modo trasversale i grandi temi dell’umanità, quali lo sviluppo socio-economico sostenibile, le condizioni di pacifica convivenza, il rispetto per l’ambiente. In buon sostanza le sfide che l’era moderna ha consegnato alle nuove generazioni. Ha quindi colto con slancio l’opportunità di ospitare nella Rocca Colonna i bronzi dell’artista colombiano, che per molti anni ha lavorato in questi territori, e la cui intera vita artistica ruota attorno alla figura umana, quella femminile soprattutto, vissuta come generatrice di forme e ispiratrice della sua poetica connessa intimamente al sentimento di una profonda umanità. La sua ricerca dell’essenza della vita e della civiltà incentrata sul contatto umano e la comunicazione, assumo oggi una connotazione sorprendentemente attuale, basti pensare all’insperato e delicato processo di pace recentemente avviato in Colombia tra Stato e Guerriglia.
Durante la sua permanenza in Europa, non ha mai cessato di alimentare la sua vocazione alla ricerca artistica. Gli straordinari patrimoni artistico culturali occidentali e del bacino del Mediterraneo contribuiscono all’elaborazione del suo personale linguaggio espressivo che è una chiara sintesi figurativa della commistione tra due umanità: quella latino-americana, fremente e al contempo primordiale e quella occidentale, matura e sempre più disincantata.
La mostra, oltre a rendere la Rocca cornice delle magnifiche sculture di Fanor, sarà anche incubatrice di idee attraverso momenti di riflessione e confronto. Per dar forza a progetti di pace, collaborazione e sviluppo economico sostenibile, attraverso una serie di workshop tematici, rivolti principalmente agli studenti delle scuole del territorio, offrirà anche l’opportunità di toccare con mano le tecniche di fusione e di espressione artistica con l’impiego di materiali riciclati.
Fanor Hernández Ordoñez, nasce a Cali. Il suo percorso formativo si snoda tra Colombia, Stati Uniti ed Europa. Sul finire degli anni cinquanta giunge in Italia, dove trova le giuste condizioni e gli adeguati stimoli per la crescita della sua carriera artistica nonché di quella universitaria.
Frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Roma come allievo del maestro Pericle Fazzini e per circa due anni è docente di Ceramica e Modellazione presso l’Accademia Romana di Arti Figurative. Consegue i titoli di dottore in Scienze Politiche e in Sociologia all’Università Cattolica Internazionale “Pro Deo” di Roma.
L'artista ha effettuato studi approfonditi sul processo della fusione artistica ed ha collaborato per oltre sedici anni con la fonderia artistica Polzoni di Roma, che opera con il procedimento tradizionale della fusione a cera persa. Ha continuato ad affinare queste tecniche che ha poi insegnato alla facoltà di Ingegneria dell'Università di Antioquia a Medellìn.
Venerdì 1 dicembre 2017 alle oreo 18:00 per il vernissage al Palazzo Ducale Rocca Colonna saranno presenti il Sindaco di Castelnuovo di Porto, il Console Generale di Colombia a Roma, il delegato dell’Ambasciatore di Colombia in Italia, il direttore del Parco Archeologico dell’Appia Antica, il presidente del Lions Club Valle Tiberina e diverse personalità della cultura italiana.
La mostra rimarrà aperta al pubblico, che potrà accedervi gratuitamente, dal 2 dicembre 2017 al 25 febbraio 2018, il sabato e la domenica dalle ore 10:00 alle 20:00, con prenotazione gli altri giorni.

Sito ufficiale di Fanor Hernández: www.fanorhernandez.org



lunedì 27 novembre 2017

"FLOWING TIME", L’ARTE CINESE IN MOSTRA A ROMA.




Il complesso monumentale San Giovanni Addolorata in Piazza San Giovanni in Laterano a Roma, ospiterà dal 29 novembre al 9 dicembre 2017, negli spazi della Corsia delle Donne, la mostra "FLOWING TIME – NEW MEDIA ART FROM CHINA", evento che corona un’importante collaborazione istituzionale tra Italia e Cina, attraverso il lavoro congiunto dall’Associazione Culturale Cina Europa che l’ha organizzata e promossa insieme all’Associazione Socio Culturale “Angeli in Volo”, con il patrocinio del Comune di Roma e del Consiglio Regionale del Lazio. 
La mostra, voluta nel cuore della cristianità ed in particolare in Piazza San Giovanni in Laterano, mirabile esempio di elegante commistione di stili artistici ed architettonici, verrà aperta al pubblico dal 30 novembre al 9 dicembre 2017, con orario pomeridiano, dalle 16,00 alle 20,00, mentre il 29 novembre è in programma il vernissage di presentazione alle Istituzioni ed alla stampa, con un elegante cocktail che unirà gusti e tradizioni orientali ed europee alla presenza delle autorità di Roma Capitale, del Consiglio Regionale del Lazio e del Senato della Repubblica, aperto dalla Prof.ssa Bai Yun, Presidente dell’Associazione Culturale Cina Europa che ha fortemente voluto la manifestazione, per portare in Italia il nuovo vento dell’Arte Cinese.
Importanti artisti cinesi, con il patrocinio in Cina dell’Accademia di Belle Arti “Sichuan Fine Arts Institute”, in collaborazione con New Media Art Department, esporranno una serie di opere multimediali, videoinstallazioni, fotografie, olii su tela e inchiostri su carta di riso nell’ambito della manifestazione presieduta dal Prof. Maokun Pang e curata dai Prof.ri Chuan Li e Gang Song, figure di altissimo profilo nel panorama artistico cinese ed internazionale, con alle spalle prestigiose esperienze tra cui, in Italia, la Biennale di Venezia.
Moltissime le associazioni, gli istituti scolastici e le agenzie turistiche che hanno già manifestato il loro interesse per l’evento e per le opere in mostra, rendendo necessario prolungarne l’esposizione per 11 giorni.
Verrà realizzato un prestigioso catalogo della mostra, con profili delle opere e degli artisti presenti, utile anche per un approfondimento sui loro lavori.
L’Associazione Culturale Cina Europa e l’Associazione Socio Culturale “Angeli in Volo” coordineranno ogni fase dell’evento che sarà preceduto, nella mattinata del 29 novembre, da un form di presentazione della Mostra presso l’Aula Paolo VI della Pontifica Università Lateranense.

martedì 16 maggio 2017

A Roma la mostra "Silenti Riflessi" dell'artista Paola Romano



“A Paola Romano si addice la virtù del mettere insieme, dell’accostare, dopo un lavoro di preparazione e di intelligenza architetturale, una bella rassegna di lavori che non soffrono mai la stanchezza o anche se la soffrono, l’hanno metabolizzata bene e si presentano come ​oggetti di desiderio che determinano la galassia delle immagini, la forza del possesso”. Il critico d’arte Francesco Gallo Mazzeo descrive così il lavoro dell’artista Paola Romano ospite, con la sua personale dal titolo “Silenti Riflessi”, degli spazi espositivi dello Stadio di Domiziano, Via di Tor Sanguigna 3 a Roma dal 20 al 2 Luglio 2017.
L’esposizione, che inaugura venerdì 19 Maggio 2017 alle ore 18.00, raccoglie quarantacinque opere dell’artista scelte tra le sue famose lune, realizzate sia in polimaterico classico che in tecnica di affresco, e le nuove e suggestive opere scultoree in resina dalla forma sferica di grandi dimensioni ispirate agli astri e allo spazio.
La mostra, ideata da Emanuele Lamaro e Amedeo Demitry, è prodotta da Sangiorgio Investimenti d’Arte di Antonio Lagioia, gruppo che da oltre vent’anni opera nel mercato dell’arte organizzando eventi culturali di grande prestigio.
"Lo Stadio di Domiziano” – spiega Matteo Tamburella, amministratore delegato della MKT121 Srl, concessionaria dell’area archeologica – “è quanto resta del primo e unico esempio di stadio in muratura, fino ad oggi conosciuto a Roma, un luogo in cui l’atmosfera, la storia e l’antica vita artistica del sito accentuano il pathos delle opere in mostra. Il suggestivo allestimento della Romano, offre ai visitatori l’opportunità di scoprire questa preziosa area archeologica con contenuti nuovi e alternativi”.
Le opere della Romano sono illustrate nell’omonimo catalogo della mostra che raccoglie scritti di esponenti del mondo dell'Arte e della Cultura.
Paola Romano ha all’attivo numerose esposizioni sia in Italia che all’Estero. Ha partecipato alla 54° Biennale di Venezia e ha rappresentato l'Italia dell'Arte in collaborazione con il teatro dell'Opera di Roma presso il Cultural Center di Hong Kong. Le sue opere sono state esposte in importanti sedi museali tra cui il Museo del Vittoriano, il Complesso dei Dioscuri al Quirinale e l’Università Urbaniana presso il Vaticano. Le sue opere sono state scelte per allestire scene di pellicole cinematografiche dirette da registi del calibro di Pupi Avati e Carlo Verdone.
La serata inaugurale farà da teatro all'esibizione live della giovane e pluripremiata artista Federica Pento, che interpreterà "Lunincanto". Scritta e arrangiata dal Maestro Gianluca Sole, la canzone è dedicata al viaggio di una stella cadente percepito dalla luna, e in un'ottica completamente diversa, dagli uomini che popolano la terra. Il videoclip di "Lunincanto" sarà proiettato durante il corso dell'intera serata.
Collabora all’evento di inaugurazione la casa vinicola Casale del Giglio.




lunedì 3 aprile 2017

“Intrecci di Note” alla mostra “Trama Aurunca” moda e musica con l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Frosinone


Nell’ambito della mostra “Trama Aurunca … Emozioni e Creatività di un Territorio”, realizzata in collaborazione con il Parco Naturale dei Monti Aurunci, che sarà possibile visitare sino al 30 Aprile al Museo delle Civiltà, presso il Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari a Roma, le creazioni moda della stilista Lisa Tibaldi realizzate in stramma, faranno da scenario unico, al concerto di musica classica dal titolo “Intrecci di Note”.
L’iniziativa prenderà vita sabato 8 aprile alle ore 17,00 grazie alla sinergia instaurata con il Conservatorio di Frosinone “Licinio Refice”, una tra le principali eccellenze della Terra Aurunca, che con i suoi 45 anni di storia, gli oltre 130 docenti e i 1.200 alunni che affollano i corsi di musica, si è imposto nel tempo anche come polo di cultura dove è possibile svolgere attività non rigidamente circoscritte al mondo della musica, ma rivolte ad iniziative orientate ad un modo nuovo di vivere e proporre “arte”.
Nel prestigioso Salone d’ Onore del Museo della Civiltà, nello scenografico allestimento realizzato con i cespugli di stramma, i 35 elementi dell’ Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Frosinone, diretta dal Maestro Giorgio Proietti, direttore stabile della Accademia Internazionale di Roma, nonché Professore Ordinario di Direzione d’Orchestra presso il Conservatorio “Licinio Refice”, eseguiranno brani sinfonici composti da W.A. Mozart, L.V. Beethoven e F. Mendelssohn.
Il concerto “Intrecci di Note” vivrà un ulteriore momento di creatività grazie al suggestivo quadro moda realizzato con le creazioni d’alta moda di Lisa Tibaldi, alle acconciature delle modelle realizzate ad intreccio da Giovanni Grieco e al make up intenso ed elegante ideato da Mauri Menga.


giovedì 16 marzo 2017

Gran successo per l’opening della mostra di Lisa Tibaldi “Trama Aurunca” al Museo della Civilta’ di Roma.

Simona Borioni


Gran successo per l’opening della mostra “Trama Aurunca … Emozioni e Creatività di un Territorio”, che si è tenuto al Museo delle Civiltà, presso il Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari di Roma.
Madrina dell’iniziativa la splendida attrice Simona Borioni, che insieme all’ideatrice dell’iniziativa, la stilista Lisa Tibaldi, al Direttore del Museo della Civiltà Leandro Ventura e al Presidente del Parco Naturale dei Monti Aurunci Michele Moschetta, hanno accolto i numerosi ospiti intervenuti alla serata.
“Un’esperienza unica, dichiara Simona Borioni, sia per aver potuto ammirare da vicino dei manufatti artigianali unici: abiti, collane, bracciali, orecchini e borse, realizzati da Lisa Tibaldi attraverso la lavorazione dei filamenti della “Stramma”, una tipica pianta spontanea a cespuglio frondoso presente nell’area naturale protetta e sia per l’umanità incontrata negli artigiani del laboratorio di arti e mestieri del parco dei Monti Aurunci, che hanno prodotto e realizzato l’intero allestimento della mostra.
Suggestioni, colori, profumi, tutto questo è “Trama Aurunca” un progetto che sarà possibile visitare al Museo della Civiltà dell’EUR sino al 30 aprile, e che sin dà ora si prefigge di varcare il territorio nazionale per promuovere l’artigianalità made in Italy, attraverso il recupero delle tradizioni popolari di un territorio.







Grazia Marino, Antonio Falanga

Simona Borioni

Grazia Marino, Antonio Falanga

lunedì 6 febbraio 2017

Alla Galleria Russo a Roma la mostra "Thayaht, un futurista eccentrico. Sculture, progetti, memorie”



Pittore, scultore, fotografo, stilista di moda, disegnatore, architetto, inventore ed orafo: Thayat, al secolo Ernesto Michahelles, è stato un artista eclettico ed innovatore, uno sperimentatore antesignano di nuove sensibilità artistiche. Per questo la Galleria Russo, a Roma, rende omaggio ad uno dei più importanti esponenti del movimento futurista, figura singolare nel panorama dell’arte fra le due guerre, con la mostra “Thayaht, un futurista eccentrico. Sculture, progetti, memorie”, in programma dal 9 febbraio al 2 marzo 2017.
L’esposizione, che è stata presentata in anteprima ad ArteFiera Bologna dal 27 al 30 gennaio 2017, è curata da Daniela Fonti, con la consulenza dell’Archivio Seeber Michahelles e con l’Associazione per il patrocinio e la promozione della figura e dell’opera di Ernesto e Ruggero Alfredo Michahelles, testimonia la ricchezza poliedrica dell’itinerario creativo dell’artista, che si muove tra gusto Decó e avanguardia futurista, grazie alla presenza di circa duecento opere tra sculture, disegni e dipinti che vanno dal 1913 al 1940. Vero e proprio “artista globale”, Thayat si è infatti cimentato con molteplici ambiti operativi, dalla pittura alla scultura, dalla moda alle arti applicate, dalla scenografia all’illustrazione grafica e pubblicitaria, dall’oreficeria all’arredamento. Tutta la sua opera si distingue tuttavia per le linee e le forme sintetiche, che attraverso precise geometrie esprimono una squisita eleganza.
A confermare questa creatività vulcanica è presente in mostra il disegno a inchiostro e acquerello su carta che riproduce la “tuta”, inventata da Thayaht nel 1919 insieme al fratello Ruggero Alfredo Michahelles, in arte Ram, ispirandosi ai concetti di funzionalità espressi da Balla. La tuta, ideata come modello a T, a linee rette, in canapa colorata o cotone grezzo, era concepita come abito universale tout-court, destinata a tutti senza distinzioni sociali ed è l’emblema del percorso artistico di Thayaht improntato a collegare sempre estetica e funzione, eleganza ed economia. Nello stesso anno, l’artista realizza il logo della maison Vionnet, anch’esso in mostra: un peplo a forma di “V” sorretto da una figura impostata su una colonna ionica, che si caratterizza per la perfetta armonia tra il corpo della donna e la veste, per le raffinate soluzioni stilistiche nel trattamento della linea, oltre che per la rarefazione dei volumi, in piena sintonia con l’atmosfera Déco del tempo.
È sul finire degli anni venti che Thayaht entra in contatto con il Futurismo toscano ed esordisce anche come scultore, “dando avvio – come ricorda la curatrice Daniela Fonti – ad una produzione non molto estesa ma di estrema originalità, che costituisce uno dei vertici della ricerca plastica del Futurismo, rilanciatosi ai primi anni trenta”.
La mostra ospita così alcune delle sue più celebri sculture, come la Bautta, il Violinista, la Sentinella, il Flautista, il Tennista, i Pesci, insieme allo scenografico Tuffo, realizzato per la Biennale di Venezia del 1932.
“Completa la rassegna – prosegue la curatrice – una scelta serie di disegni provenienti dai suoi taccuini privati ed eseguiti fra le due guerre, nei quali si fa strada un mondo privato ed estetizzante, innamorato dei giovani corpi stesi al sole e della natura della Versilia, nella quale trascorreva molti mesi dell’anno, e nella quale si ritirò".
Nella varietà delle opere esposte la mostra ricostruisce quindi la personalità eccentrica e complessa di Thayaht nel mondo artistico del Novecento.
La mostra sarà corredata da un catalogo a colori edito da Manfredi Edizioni (Cesena) con testi critici di Daniela Fonti, Carla Cerutti ed un contributo di Elisabetta Seeber.


Ad Altaroma "Silent Vernissage" con Marco Grisolia e Fausto delle Chiaie.


Altaroma conferma il proprio percorso, nuovo e dinamico, che prevede la contaminazione tra stili e culture, accogliendo in calendario un’iniziativa in cui arte, moda e territorio dialogano potenziandosi l’uno l’atro per vivificare il valore inestimabile di una produzione creativa inedita e dare impulso all’economia del settore.
Così, sabato 28 Gennaio al Dana Roma Concept Store di Dana Keilani, al civico 167 di via del Pellegrino, sotto le piccole volte di una chiesa del 1400, è stato possibile immergersi nella sospesa ed emozionante dimensione del "Silent Vernissage", vero e proprio percorso multi sensoriale, popolato da live performance, installazioni, video proiezioni, suoni e profumi in grado di trasportare i visitatori, dotati di headphones wireless, in una sorta di viaggio virtuale carico di pathos.
Sono state messe in mostra una selezione di T- Shirt “artworks”, della collezione Spring Summer 2017 del designer Marco Grisolia. Su di esse il creativo ha cristallizzato, tramite la tecnica del collage, atti e condizioni degenerative prodotte dalla mano dell’uomo. Una riflessione sulla società contemporanea e sui mali che la affliggono, dichiara l'artista: “per me la moda è trasposizione estetica dei diversi umori e fenomeni culturali...tutto il resto è pratico abbigliamento. Ho voluto creare sette storie visive, realizzate con la tecnica del collage, in ognuna ho catturato le azioni e le condizioni di degenerazione prodotte dalla mano dell'uomo. Forse è solo un modo per esorcizzare tutte le vibrazioni negative che sento attorno a me giorno dopo giorno, quando cammino per strada in città o guardando la TV; spero sicuramente in un futuro migliore, sono esausto di vivere in questo stato mortificante di continua emergenza”.
Le opere di Fausto Delle Chiaie, considerato il primo Street-Artist italiano, hanno un linguaggio espressivo che si sviluppa attraverso coordinate concettuali di matrice pop art, creando spontanee incursioni nell’arte informale e nell’arte povera.


L'artista Fausto Delle Chiaie

L'artista Fausto Delle Chiaie