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domenica 12 febbraio 2012

E' MORTA LA STAR E' MORTA WHITNEY HOUSTON

Non mi piace leggere critiche e giudizi che non condivido e molte volte anche cinici sulla morte di Whitney Houston, la bravissima cantante americana morta ieri. Vorrei solo dire che la bellezza, la ricchezza, l'essere famosi non sono prerogative che possano in qualche modo tenere lontano una malattia atroce come la depressione, la malattia dell'anima, che procura sofferenza come, se non di più, delle altre terribili patologie che affliggono noi tutti esseri umani. Il male oscuro non risparmia nessuno e tante volte non ci sono motivazioni o cause scatenanti. Una "malinconia" che si eredita... tante volte ti prende proprio quando sei all'apice della tua vita, quando tutto ti sorride, quando niente ti viene negato e sei baciato dalla fortuna, per così dire... è allora che forse, io credo, rimani solo... tutti ti lasciano o si allontanano perché pensano tu non abbia più bisogno di loro e che tu abbia veramente tutto per essere felice. Tante volte non sai se sei amato per la tua fama o per quello che sei veramente. Se i tuoi amici sono sinceri. E allora subentra la solitudine che uccide più di ogni altra cosa, cominci a cadere in un tunnel che non riesci a gestire più, credi di non farcela e da li il passo a farmaci e droghe è breve, un attimo dal quale difficilmente si può tornare indietro. Se queste sono le ragioni della morte di una grande star come Whitney Houston o di altre come lei...io dico che siamo tutti un po' colpevoli, colpevoli per non aver sentito il grido di aiuto, lo sconforto, non aver avvertito l'abisso nel quale si sprofonda in momenti come questi, colpevoli di non aver fatto almeno qualcosa perché questo non accadesse...io credo che captare un impercettibile segno che venga lanciato da qualcuno a noi vicino è una grave mancanza da parte di ognuno di noi! Arrivederci Whitney...

7 commenti:

  1. Luigi Anastasio12 febbraio 2012 20:09

    Purtroppo la tua analisi è corretta, il mondo dello spettacolo è crudele, Whitney come Mia Martini

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  2. Renato Benedikter12 febbraio 2012 20:39

    Analisi perfetta, di una storia triste, che purtroppo non è stata la prima e non sarà l'ultima. Ciao Whitney e grazie per le emozioni che ci hai fatto vivere con le tue magnifiche interpretazioni

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  3. Analisi quasi perfetta, tutto quello che volete, ma se ci fosse stato un piccolo spazio nella sua vita per Dio, forse si sarebbe sentita meno sola e avrebbe riavuto la voglia di vivere forse!! una preghiera per lei affinchè il Signore l'accolga nel Suo Regno

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  4. Claudio Non solo Dio, bastava solo un'amica, una madre, un padre, un marito o un figlio che la amasse veramente per starle vicina e aiutarla

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  5. tutti ci pensiamo forti e di non aver bisogno di nessuno finche' stiamo bene ma quando stai male ti attaccheresti a qualsiasi cosa pur di star di nuovo bene, e a volte non ci riesci come e' successo a lei.

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  6. già Gisella,
    sembra proprio che la nostra società sia diventata completamente "impotente" dal punto di vista della partecipazione e della condivisione "reale". La funzione è in via di estinzione.

    Nel nostro dna non c'è più traccia della caratteristica umana fondamentale: saper aiutare concretamente l'altro.

    Come ex-depresso endogeno e bipolare, so bene cosa significa, non poter avere l'aiuto di nessuno, malgrado tutte le parole di circostanza... Tutte chiacchiere, bla, bla, bla.

    Ora sono (a mio modo) una persona di successo, ma la mia storia è vera, trovi il link all'intervista che mi hanno fatto...

    E una società in cui questa funzione manca, è un ossimoro: una comunità che non sa più essere comunità... Sta già morendo. Nascerà qualcos'altro, per fortuna.

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  7. Ciao Walter, grazie per la tua testimonianza e un forte abbraccio!

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