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martedì 31 marzo 2015

I Lieder di Schumann al Teatro degli Audaci a Roma dal 2 al 5 aprile e dal 9 all'11 aprile



Al teatro degli Audaci a Roma andrà in scena l'opera di Giancarlo Loffarelli "I Lieder di Schumann" dal 2 al 5 aprile e dal 9 all'11 di aprile, con la regia di Francesco Piotti e interpretata dagli attori: Massimiliano Buzzanca, Nadia Bengala, Claudia Salvatore ed Enrico Franchi. E' la storia di due coppie che rivivono l’intreccio delle loro storie d’amore. Basta l’ascolto de “I Lieder di Schumann” a far partire il racconto del matrimonio di un pianista Edoardo (eterno bambino), nel suo momento di “fama” e della sua compagna Carla. Una coppietta modello, se non ci fossero problemi di talamo: preso dal suo narcisismo d’artista, lui tende a defilarsi. A riscaldare l’atmosfera provvede l’altra coppia non ancora coniugata.
Una cena galeotta rivissuta più volte dai punti di vista degli interpreti al fine di capire “se, dove e quando” è scattata la scintilla di quelle “affinità elettive” che fanno diventare un incontro… “L’incontro”.
Reciproche attrazioni galeotte, lei si chiama Ottilia e fa la cantante lirica, e con il pianista va subito per prati. Da parte sua il fidanzato, il professore di lettere, imbranatissimo, si innamora, non ricambiato, della moglie del rivale.
Il nucleo della vicenda procede per salti temporali, con un continuo alternarsi tra il passato narrato e il presente della narrazione ma soprattutto con una sovrapposizione di ruoli e di codici, con finale a sorpresa.
È una commedia che parla della perdita dell’amore e del suo ritrovamento. Due coppie, apparentemente felici, che scoprono invece la crisi del loro rapporto e l’affievolirsi del desiderio; il loro incontro rivitalizzerà sentimenti che sembravano sopiti. Una cena galeotta darà inizio ad una girandola di tradimenti veri o solo desiderati, che porteranno le due coppie sull’orlo dello sgretolamento, ma allo stesso tempo riallaccerà i legami, rendendoli più forti, rinnovati.
Con questo testo Giancarlo Loffarelli ha ricevuto il premio quale miglior autore alla Terza Rassegna Nazionale di Drammaturgia emergente organizzata dall’Associazione Culturale Marte 2010 presso il Teatro Tordinona (Roma, marzo 1999 Presidente di Giuria Aldo Nicolaj) il Premio Fondi La Pastora di Teatro “Giovani Protagonisti” (Terracina 1999) e una menzione speciale a Napoli drammaturgia in Festival (Napoli, giugno 2001, Presidente Giuria Manlio Santarelli).
In occasione dell'imminente debutto ho intervistato l'attore Massimiliano Buzzanca.

Tu sei uno degli attori protagonisti dell'opera teatrale, come la definiresti? Comica, romantica o drammatica?

Beh, in effetti ha tutti e tre gli aspetti, anche se quello drammatico è appena accennato ed è spesso mitigato dall’ironia e da alcuni aspetti sarcastici sia della commedia sia di alcuni personaggi… ma in sostanza è una commedia brillante e notevolmente romantica, anche se il romanticismo non è smielato ma è un romanticismo di riflesso, un romanticismo frutto di ragionamenti compiuti da coppie che ripensano a ciò che è successo e cercano di capirne il perché… 

Qual'è il significato e cosa vuole trasmettere l'autore?

Credo che alla fine Giancarlo Loffarelli, l’autore della commedia, voglia solo dirci che alla fine esistono delle “affinità elettive” che ogni tanto tendiamo a dimenticare per noia, per routine, perché ci dimentichiamo di ascoltare il nostro partner e allora basta una persona qualsiasi che ci fa gli occhi dolci e siamo pronti a mettere tutto in discussione… mentre, invece, se il sentimento che ti lega all’altra persona è profondo, non ci sono occhi dolci che tengano…

Perché questo titolo "I lieder di Schumann"?

Perché uno dei protagonisti, Edoardo, il mio personaggio, è un musicista e anche uno dei maggiori interpreti proprio di Schumann, perché i “Lieder” sono considerate una delle maggiori produzioni del romanticismo dello “Sturm und drang” e perché “Schumann” diventa, in questo testo, un vero e proprio tormentone e un elemento di confronto – scontro tra i due “galletti” della commedia Edoardo e il Professore, il primo sposato con Carla che diventa amante di Ottilia, fidanzata del professore, l’altro fidanzato di Ottilia e innamorato non ricambiato di Carla.

Lo spettacolo si farà solo a Roma o andrà in tour anche in altre città?

Sicuramente saremo presenti nell’estate romana, poi nella provincia e siamo in attesa di avere risposte da alcuni comuni, soprattutto per l’estiva. Sicuramente quest’inverno lo spettacolo verrà ripreso nei circuiti nazionali. 

Hai deciso di fare l'attore seguendo le orme di tuo papà il grande Lando Buzzanca, perché questa scelta? Tuo padre ti ha sempre ostacolato o assecondato?

Diciamo che non mi ha facilitato la scelta, fosse stato per lui, starei ancora in uno studio legale a fare l’avvocato, da cui sono scappato ormai tredici anni fa. D’altronde, fare il leguleio non è mai stata la mia vocazione, visto che ad undici anni ero pronto a sostituire mio padre ad un debutto al Sistina perché aveva trentotto di febbre. Chi mi ha veramente capito e assecondato è stata mia madre che ha fatto in modo di far vedere una fiction in cui ero protagonista di puntata a mio padre, con cui non parlavo da quasi un anno dopo la mia scelta. In quell’occasione mio padre si è ricreduto e mi ha chiamato per dirmi che mi aveva trovato molto credibile e che, secondo lui, avevo qualcosa da dire e da raccontare attraverso i miei occhi… da li i rapporti sono migliorati e adesso abbiamo anche più piani di confronto, non solo quelli padre – figlio.

Sembri una persona solare, sempre con il sorriso sulle labbra, simpatico e ironico, affronti la vita in maniera decisa ma spensierata è così? Sei felice?

So di essere un privilegiato, non mi nascondo dietro a un dito, ma ciò non mi porta a crogiolarmi sul mio cognome, conosco la fatica del lavoro e ho molto rispetto per chi si alza all’alba per guadagnare meno di mille euro al mese, sono solare perché essere triste è peggio, cerco sempre di essere propositivo perché dire sempre no non porta a nulla, anzi peggiora solo le cose, l’ironia fa parte della mia indole, ironizzo su tutto, anche e soprattutto sulle mie disgrazie, affronto la vita in maniera apparentemente spensierata per non appesantire troppo quella di chi mi sta vicino. La felicità è fatta di tante piccole sfaccettature, a livello emotivo non sono felice… molto di più, visto che ho la fortuna di avere al mio fianco una donna che sa illuminare solo con la sua presenza la mia vita, a livello lavorativo la felicità me la sto costruendo, con molta fatica e con molti bastoni tra le ruote, ma sono testardo e credo molto nelle mie capacità… Se non ci credete, venite a teatro…

Massimiliano Buzzanca

lunedì 16 marzo 2015

Andrea Benetti inaugura a Roma il 16 aprile la sua mostra "VR60768 · anthropomorphic figure"


L'artista Andrea Benetti inaugurerà il 16 aprile a Roma alle ore 17 presso la Camera Dei Deputati, Complesso di Vicolo Valdina, la sua mostra "VR60768 · anthropomorphic figure", promossa da: Università di Bologna (Dipartimento delle Arti, Fenomenologia dell’Arte Contemporanea), Università di Ferrara (Dipartimento di Studi Umanistici, Archeologia della Preistoria), I.A.P. Italian Art Promotion. Patrocinata da: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Veneto, Parco Naturale Regionale Lessinia, Comune di Fumane, Grotta di Fumane.
Il progetto intitolato “VR60768 · anthropomorphic figure” è costituito da una mostra di arte Neorupestre ispirata alle origini della pittura, integrata dall'esposizione di due pietre (riprodotte in copia esatta) dipinte dall'uomo preistorico 40.000 anni fa e rinvenute nelle grotte di Fumane (VR).
La mostra è curata dalla prof. Silvia Grandi (Fenomenologia dell'Arte Contemporanea - UniBo) e dal prof. Marco Peresani (Archeologia della Preistoria - UniFe). Durante l'inaugurazione sarà proiettata l'opera di video arte creata da Andrea Benetti in collaborazione col gruppo Basmati Film.
La vera novità artistica, però, consiste nelle opere realizzate utilizzando residui ottenuti dal lavaggio dei reperti archeologici, dall'ocra, carbone e terra del Paleolitico, provenienti dagli scavi delle grotte di Fumane. Il materiale preistorico è stato fornito dai ricercatori dell'Università di Ferrara. Oltre ai tredici disegni Neorupestri su carta, saranno esposti dei lavori creati su tela, con superfici simili alla pietra, "anticate" con pigmenti naturali, quali caffè, hennè, cacao e rese simili cromaticamente alla roccia. L'ispirazione di fondo, che anima il progetto, nasce dalla ricerca creativa e dall'intuizione di Andrea Benetti, che focalizza la propria attenzione sull'odierno modo di comunicare, basato sull'esasperata stilizzazione delle immagini. Egli, infatti, evidenzia come i più diffusi mezzi di comunicazione in uso su scala mondiale, interagiscano con l'essere umano attraverso un'iconografia percepita mediante la connessione coi nostri due principali sensi: la vista e l'udito. Televisione, internet, smartphone, tablet, computer palmari sono ormai mezzi di fruizione di massa, coi quali percepiamo e trasmettiamo la realtà (o l'illusione di essa), proprio attraverso quei due sensi, riavvicinando il nostro modo di comunicare all'arte della Preistoria. Anche per questo motivo sarà parte integrante della mostra l'esposizione delle copie delle opere d'arte preistoriche, realizzate su pietra e rinvenute nelle grotte di Fumane dagli archeologi dell'Università di Ferrara e catalogate con le sigle VR60768 e VR60769, da cui è nato il titolo del progetto. Benetti parte dal concetto che nella pittura Rupestre, seppure in maniera inconscia, l'homo sapiens aveva già delineato le future vie delle arti visive: ovvero il figurativo, l'astrattismo, il simbolismo ed il concettuale.






L'artista Andrea Benetti




giovedì 12 marzo 2015

La collezione primavera/estate 2015 dello stilista Camillo Bona presentata ad AltaRoma AltaModa


Camillo Bona a vent'anni dalla sua prima sfilata d'Alta Moda decide di tornare in passerella proprio nel luogo che lo tenne a battesimo, la suggestiva cornice dell'Acquario Romano, realizzato nel 1885 dall'architetto Ettore Bernich.
Per l'occasione tra le paraste del corpo cilindrico del fabbricato è stata allestita una suggestiva mostra che grazie a 20 straordinari modelli, fotografati da Virginia Zeqireya che reinterpreta le suggestioni del mo¬mento creativo, da Caravaggio ad Almodovar, dai mosaici bizantini al Barocco italiano, racconta l'evolu¬zione e i mutamenti della filosofia del Maestro, reinterpretando la donna di Bona in vent'anni d'haute couture.
Le suggestioni alla base della collezione 'primavera estate 2015' arrivano dal mondo dell'arte, costante fonte d'ispirazione di Bona, che questa volta dichiara di "aver ricevuto dai dipinti di Silvestro Lega una potente spinta creativa".
Il percorso che va dalla lezione ottocentesca dei 'macchiaioli' alle creazioni che ammiriamo in passerella, passa per una poetica fatta di 'serene atmosfere quotidiane' che si contrappongono alla 'confusione di mode e stili effimeri, massificati', dunque inevitabilmente passeggeri.
Come i maestri della 'Macchia' allora Camillo Bona rifugge l'artificio per ricercare la linea essenziale.
La donna immaginata dal couturier si segnala per un'apparente 'normalità', che volutamente nasconde ricercatezza, voluttà e lusso dei tessuti e delle trame in una eleganza eterea, senza tempo. Da sempre fuori dai sensazionalismi, dalla volgarità dell'immagine che fa notizia o dal nude look ostentato, questa donna non tende a stupire, aspira ad essere 'normale' pur essendo inequivocabilmente 'speciale'.
"L'Alta moda non si mostra esclusivamente a mezzanotte"; forte di questa vera e propria religione del bello e senza timore dell'etichetta d'anacronismo lo stilista porta orgogliosamente in passerella il 'giorno', il 'pomeriggio' e la 'gran sera', restituendo su questi ultimi modelli anche dignità al lavoro sapiente della maglierista, che con i suoi inserti fa capolino in un territorio ad altri sconosciuto, impreziosito da inserti di chiffon.
Nella collezione primavera/estate 2015 resta costante la lavorazione double, il vero lusso sartoriale, quasi una firma di Bona che declina la rafia, i lini, l'organza in colori naturali come il verde menta, il sabbia, il cipria, il corallo, abbinandoli alla china, sia da giorno che per la sera. La sposa non può che essere perfettamente in linea con le sollecitazioni artistiche dell'intera collezione, le visioni naturalistiche di Lega, come in 'Alla villa di Poggiopiano' o in 'Passeggiata in giardino', traspaiono in una donna che per il suo giorno più bello veste sete preziose e quasi impalpabile che costruiscono creazioni armoniche ed essenziali.


Camillo Bona Biografia

Una carriera ventennale e una passione che arriva da lontano, dalla bottega artigianale di Monterotondo dove muove i primi passi con mamma Lucia, 'miniaturizzando' i modelli che le clienti commissionavano alle sue sapienti mani.
Dopo studi classici e un percorso di studio della Storia dell'arte mai realmente interrotto, sono proprio le sollecitazioni che arrivano dalla Capitale, da una clientela sempre crescente, esigente e illustre a nutrire il gusto e la caparbia del giovane Bona, che andava già costruendo le basi di una filosofia che fa ancora della purezza delle linee un marchio d'eleganza.
Diplomatosi all'Accademia di Alta Moda Koefia, nel suo curriculum spicca agli esordi una prestigiosa collaborazione con le Sorelle Fontana, per le quali disegna la linea Cerimonia Giovane prima di lanciarsi nel 1995 nella sua avventura in solitaria, che lo ha portato ai grandi successi di oggi grazie ad abiti semplici e raffinati di grande eleganza e signorilità.
Maestro d'Alta Moda dal 1995, Camillo Bona in passato ha vestito dive come Anita Ekberg, Eva Grimaldi, Gina Lollobrigida, Mara Venier e Francesca Dellera.
L'ultima delle donne conquistate dallo stile senza tempo di Camillo Bona è Amal Alamuddin, neo consorte di George Clooney. I suoi atelier sono nelle storiche sedi di Via Garibaldi a Monterotondo e di Via Francesco Crispi a Roma.




Gisella Peana

Lo stilista Camillo Bona con Gisella Peana