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giovedì 30 maggio 2013

IL 2 GIUGNO SI FESTEGGIA LA REPUBBLICA, MA TROPPI DUBBI...




La festa della repubblica è celebrata il 2 giugno ma sarebbe più appropriato considerare questa data l'anniversario del referendum istituzionale indetto il 2 e 3 giugno 1946, con il quale gli italiani scelsero tra monarchia o repubblica.
Innanzitutto fu Re Umberto II che accettò che fosse il popolo italiano a decidere fra Monarchia e Repubblica, in Italia c'era ancora la Monarchia quando avvenne il referendum istituzionale ed inoltre la Costituzione repubblicana entrò in vigore il 1º gennaio 1948.
Inoltre si deve ricordare cosa successe nei giorni seguenti al referendum istituzionale del 1946.
È noto che nella serata del 4 giugno, a circa 18 milioni di schede scrutinate, De Gasperi, Romita, l’Arma dei Carabinieri, il Vaticano e naturalmente il Quirinale davano per scontato che la Monarchia si avviava al traguardo del 54 per cento dei consensi.
Il 4 giugno il vantaggio della monarchia appariva inattaccabile, in tale data il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi scriveva al Ministro della Real Casa, Falcone Lucifero: il ministro Romita ritiene ancora possibile la vittoria repubblicana. Io, personalmente, non credo che si possa, rebus sic stantibus, giungere a tale conclusione.
Nelle sue memorie Romita parla, per uno come lui che aveva “promesso di portare l’Italia alla Repubblica”, di “ore spaventose”.
Improvvisamente, nella notte tra il 4 e il 5 giugno la situazione si capovolse a favore della repubblica, con l'immissione di una valanga di voti di dubbia provenienza.
Ci sono innumerevoli testimonianze su questo inopinato capovolgimento del risultato: Papa Pio XII, ricevendo Falcone Lucifero il 23 giugno, quando il Re era già partito per l'esilio gli disse: anche noi la mattina del 4 avevamo avuto la notizia dall'Arma di Carabinieri che aveva vinto la Monarchia, il 5 invece aveva vinto la repubblica.
Accurati studi statistici hanno dimostrato che in quell'epoca non potevano esserci tanti votanti quanti ne sono stati conteggiati nei dati ufficiali del Ministero dell'Interno, dunque i voti che avevano dato la vittoria alla repubblica erano scaturiti dal nulla.
In più ci furono innumerevoli brogli nelle sezioni elettorali e un'infinità di irregolarità non soltanto formali. Furono presentati migliaia di ricorsi che non furono mai presi in considerazione.
Dopo una riunione interlocutoria della Corte di Cassazione, alla quale spettava il compito di verificare la regolarità del voto e di proclamare ufficialmente i risultati nella notte tra il 12 e 13 giugno il Governo "in spregio alle leggi ed al potere indipendente e sovrano della Magistratura" (come si legge nell'ultimo proclama di Re Umberto II) si impadronì del potere, nominando Alcide De Gasperi capo provvisorio dello stato.
Di fronte al rischio di scatenare una guerra civile il Re decise di sacrificarsi, partendo per l'esilio in Portogallo in quello stesso giorno.
Il successivo 16 giugno la Corte di Cassazione si riunì nuovamente e lesse i risultati del referendum ,quali erano stati trasmessi dal Ministro degli Interni Romita: 12.717.923 voti per la repubblica, 10.719.284 per la Monarchia, 1.509.735 schede nulle (non conteggiate ai fini della definizione dei quorum di maggioranza).
Alla Cassazione fu impedito di dichiarare il numero dei votanti e le schede scrutinate furono prontamente distrutte, per cui non si poté dar seguito agli accertamenti sui ricorsi per brogli e alterazioni dei verbali di seggio.
La Corte non proclamò mai la repubblica !
Visto che si celebra la repubblica (mai proclamata) il giorno del referendum istituzionale del 1946 sul quale ci sono troppi dubbi, la Festa della repubblica è davvero una festa triste e mal riuscita...

mercoledì 15 maggio 2013

E' SCOMPARSO OTTAVIO MISSONI


Ottavio Missoni ha rappresentato una firma leader dello stilismo mondiale. E' stato prima che stilista un grande sportivo di atletica leggera, collezionando sette titoli nazionali assoluti e una partecipazione ai giochi olimpici. Famoso design sopratutto nel settore della maglieria, che ha completamente rivoluzionato in senso creativo e innovativo, con uno spiccato, inconfondibile, vibrante senso del colore. Con Missoni la maglieria diventa moda e, insieme, arte applicata. Ha iniziato la sua attività insieme alla moglie Rosita Jelmini, cominciarono con un piccolo laboratorio nel seminterrato della loro abitazione a Gallarate. Dopo il successo, nel '69 costruiscono lo stabilimento di Sumirago, con villa annessa; sempre "casa e bottega". Il suo successo è internazionale. Il suo stile inconfondibile del "put together", libera e solo apparentemente casuale mescolanza e sovrapposizione di punti e fantasie, che resterà come segno distintivo dello stile Missoni, insieme con il patchwork, con le righe colorate e con il "fiammato" bianco nero e arcobaleno. Ma ci saranno anche le greche, le reti, gli scozzesi, i motivi derivati dal folclore, in particolare i disegni astratti "africani"; poi la maglia pelliccia, le lane cotte, i tweed, gli elasticizzati.. Lo spessore variabile dei filati e delle texture, le invenzioni grafiche e tecniche, i sensibili accostamenti di colore, le radici di un discorso legato alla cultura artistica europea, sopratutto l'arte astratta e informale, ma anche a un certo decorativismo dell'arte applicata di area anglosassone, un'attenta evoluzione delle forme, sempre in stretto connubio con il materiale, ma sopratutto una grande sincerità, libertà e felicità creativa hanno fatto della moda Missoni molto più che una moda, un modo di vivere, e dei loro abiti dei veri oggetti d'affezione, lusinghieri per forma, per colore, per sostanza. Una grave perdita per il nostro made in Italy, un grande creativo con un grande cuore e una sensibilità che accomuna i grandi artisti. Un grande cuore, un cuore forte d'atleta che la sofferenza per la perdita del suo figlio maggiore, disperso lo scorso gennaio mentre viaggiava in un aereo da turismo insieme alla moglie, presso Los Roques, in Venezuela, non ha retto a tanto dolore. Mancherà a tutti il suo sorriso, la sua semplicità, prerogativa dei grandi talenti.

SPECIAL TALKING CON BRUNELLO CUCINELLI



Il re del cashmere ospite il 20 maggio p.v. allo IED, Istutito Europeo di Design di Roma, per raccontare la filosofia alla base del successo della sua azienda, che in assoluta controtendenza ha più che raddoppiato il fatturato negli ultimi anni.
Brunello Cucinelli è presidente e amministratore delegato della Brunello Cucinelli SpA, azienda famosa in tutto il mondo per la produzione di capi in cashmere, oggi esportati in Europa, Stati Uniti d’America, Giappone, Russia e Far East.
Dopo 25 anni di accurati restauri del borgo trecentesco di Solomeo che acquista nel 1985, trasferisce la sede dell’azienda all’interno del castello. Nel 2008 inaugura il Foro delle Arti, che rappresenta la realizzazione più alta degli ideali umanistici di Brunello Cucinelli con l’uomo al centro dell’impresa.
È presidente del Teatro Stabile dell’Umbria, consigliere di Pitti Immagine Firenze e della Fondazione Altagamma. Nel maggio 2010 è nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e nello stesso anno l’Università di Perugia gli conferisce la laurea magistrale honoris causa in filosofia ed etica nei rapporti umani.
Il 20 maggio, in uno Special Talking a lui dedicato, l’imprenditore-filosofo illustrerà le ragioni del nuovo Rinascimento che risolleverà l’Italia da questo periodo buio.

martedì 14 maggio 2013

SIMONE VOICE, UNA PASSIONE UN SOGNO



Simone Voice è sicuramente il più conosciuto ed apprezzato Vocalist della capitale. Nasce a Roma con origini francesi, la sua carriera artistica inizia con successo partecipando alla pièce teatrale “Liolà” di Luigi Pirandello con nomi illustri quali Gassman e Pagliai.
Il suo percorso continua studiando in una scuola d’arte e balletto, partecipando a varie manifestazioni di danza e frequentando con grande determinazione le migliori accademie inerenti il settore artistico, fino ad ottenere una borsa di studio presso la A.I.D. Accademia Nazionale Danzatori Jazz.
La sua grande passione per la musica lo spinge a prendere lezioni di canto e pianoforte, da qui iniziano una serie d’importanti collaborazioni con gruppi musicali e produzioni video,  tra cui il più famoso “la mossa del giaguaro” con “Er Piotta” e “Jenny B”.
In seguito Simone partecipa al celebre concorso canoro Castrocaro raggiungendo la fase finale dello stesso. Partecipa, subito dopo, in qualità di uno dei protagonisti, al celebre musical off Broadway “Naked Boys Singing”. Contemporaneamente aveva già intrapreso la sua carriera artistica presso i locali notturni più glamour, vantando la partecipazione nei migliori clubs italiani ed europei come singer performer. Tutto questo lo porta ad essere uno dei protagonisti di un evento unico sul palco dell’Europride a Roma aprendo il concerto dell’ineguagliabile Lady Gaga.
Simone Voice da sempre si distingue per il suo look, la sua attenzione nella cura dell'immagine. Caratteristiche molto rare nell'ambiente artistico musicale italiano. La sua impeccabile forma fisica e lo studio della danza gli permette delle straordinarie esibizioni, che, insieme alla musica, alla sua voce, danno vita ad un sorprendente spettacolo.
Tutto ciò è il risultato di una profonda passione, una grande tecnica ed energia che lo distingue e lo portano ad essere uno dei vocalist più seguiti ed acclamati.




Per contatti:
Director Manager
Gabriela Chiarappa
cell: 338 7707104


e-mail: onlyone.gabry@gmail.com

venerdì 3 maggio 2013

LA PETIT ROBE DI CHIARA BONI PER "SERMONETA SI TINGE DI ROSA"


Il 5 maggio sul belvedere di Sermoneta alle ore 17 si svolgerà, per il secondo anno, la sfilata "La Petite Robe di Chiara Boni", all'interno della manifestazione “Sermoneta si tinge di rosa”. La linea di abiti nata per andare incontro alle necessità di una donna dinamica, offre un contributo a colori al tema della creatività femminile. 
Blu notte, geranio, glicine, menta, barolo, genziana, orchidea e naturalmente bianco e nero sfilano nella cornice del Belvedere di Sermoneta. La passerella allestita da Rosita Bruognolo e Pina De Angelis svela le “Emozioni nascoste” della nostra Primavera|Estate 2013. 
Le donne straordinariamente comuni, protagoniste della scorsa edizione dell’evento, sono invitate ad esprimere il proprio parere su una collezione pensata per accompagnare le linee di una femminilità in movimento.
"La Petite Robe di Chiara Boni" propone ancora, in questa occasione, l’elegante praticità di una moda che non rinuncia al piacere dell’abito. Un piacere al femminile. 



giovedì 2 maggio 2013

FAUSTO COLOMBO A TALKING IED



Il 9 maggio lo IED di Roma ospiterà, nella rassegna "Talking IED", Fausto Colombo.
Fausto Colombo è un ricercatore e studioso, autore di molti saggi e libri sulla storia dell’industria culturale italiana, gli effetti sociali della digitalizzazione, il ruolo delle generazioni nella società. Insegna presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università Cattolica di Milano. Nel 1994 ha ideato e diretto per 18 anni OssCom, Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica di Milano. È coordinatore della Sezione Processi e Istituzioni Culturali dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS) e membro dell’Executive board di ECREA (European Communication Research and Education Association). Membro del giurì dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria e del Consiglio Scientifico del CELSA (Université Paris IV, Sorbonne). Tra le sue ultime pubblicazioni si ricordano: Il potere socievole (Bruno Mondadori, 2013), Il paese leggero (Laterza, Napoli 2012); Generations in broadband society (Peter Lang, Berlin 2010), con Leopoldina Fortunati; BOOM. Storia di quelli che non hanno fatto il ’68, (Rizzoli, Milano 2008); La digitalizzazione dei media (Carocci, Roma 2007).
Il 9 maggio Fausto Colombo ripercorrerà, con un’analisi trasversale dei media, la biografia culturale dell’Italia, definito un paese leggero, leggero come la fantasia, capace di grandi voli, ma anche come il disimpegno, il disinteresse, la fuga dalla realtà, fino alla tragica dimenticanza delle proprie virtù.
La Birra del Borgo è partner dell'evento

http://www.ied.it/roma/home

mercoledì 1 maggio 2013

1° MAGGIO FESTA DEL LAVORO




Oggi 1° maggio festa del lavoro, una ricorrenza che si festeggia per ricordare le conquiste dei lavoratori, ottenute dopo anni di lotte, come la tutela da parte dei sindacati, le otto ore lavorative, i giorni di riposo, la giusta retribuzione, la riconoscenza delle festività e vacanze retribuite. Giuste leggi per dare dignità a chi lavora. Ma la domanda è: che senso ha oggi questa festa? Oggi che il lavoro è un privilegio per pochi? Che quei pochi lavorano anche gratis, sperando in un futuro migliore? Che quei pochi lavorano, quando lavorano, senza sosta, anche nei giorni festivi pur di guadagnarsi la pagnotta per sopravvivere? Questa è l'Italia di oggi, con quale stato d'animo festeggia questa ricorrenza? Ogni giorno leggiamo nei giornali o sentiamo in televisione di suicidi, da parte di disoccupati. La gente è disperata, i ragazzi non hanno futuro. Quelli che lavorano devono accontentarsi di una misera retribuzione che non li fa arrivare a fine mese. Dov'è finita la lotta per la dignità del lavoratore? Tutto quello che è stato fatto, oggi è svanito. Viviamo in un paese di disoccupati, di cassaintegrati, di esodati e oggi si festeggia? Chi festeggerà? L'articolo 1° della costituzione italiana recita: "l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Allora che lo sia veramente, che si faccia rispettare la costituzione, che si dia l'importanza sociale che spetta ad ogni uomo e donna, senza distinzione di sesso, in questa società in cui viviamo, altrimenti questo 1° maggio cosa c'è da festeggiare?