martedì 24 maggio 2022

“Festival Internazionale dei Fiori” a Namangan, in Uzbekistan




Dal 24 maggio al 5 giugno nella città di Namangan, in Uzbekistan, si terrà il più grande festival dei fiori nel parco ricreativo “Zahiriddin Muhammad Babur”.

Il Namangan Flowers Festival è una manifestazione internazionale e costituisce un’opportunità unica per vivaisti e designer di giardini, che possono esporre le loro composizioni artistiche floreali, per farsi conoscere dalle aziende sia uzbeke che internazionali e per stupire e abbagliare gli occhi di tutti gli appassionati e gli amanti della natura con tanta bellezza.

Il festival dei fiori più famoso e tradizionale dell'Uzbekistan è organizzato dal Dipartimento principale di Namangan del Ministero del Turismo e dei Beni Culturali dell'Uzbekistan.

L’evento ha molta rilevanza per il mercato uzbeko e internazionale per il forte impulso economico che ne deriva da questo settore sempre più in crescita. Sono in aumento anche le richieste di garden designer che collaborano con architetti e paesaggisti, il fascino di “arredare” il giardino attrae sempre più persone.

La portata di questo festival si è ampliata negli ultimi anni; pertanto, è aumentato il numero di turisti, locali e stranieri, che vi partecipano, provenienti dalla Corea del Sud, Russia, Turchia, Pakistan, Paesi Bassi e Paesi vicini come Kirghizistan, Tagikistan, Kazakistan e Turkmenistan.

Il Namangan Flowers Festival è seguito non solo dai media locali, ma anche dai media stranieri, inclusi, Cina, Turchia, Iran, Russia, India e Paesi vicini.

L'Ambasciata dell'Uzbekistan in Italia sta sostenendo la manifestazione attraverso i media, per fare conoscere il festival e richiamare turisti e aziende.

Il Festival Internazionale dei Fiori contribuirà a promuovere il turismo nella regione di Namangan e lo scambio culturale, nonché la conoscenza con la popolazione locale e quella proveniente da altri Paesi.

In totale, oltre 200 imprenditori fioristi e 120 aziende parteciperanno all'evento. L'anno scorso sono stati piantati 10 milioni di alberelli e quest’anno verranno piantati 25 milioni di fiori, anno dopo anno il numero aumenta considerevolmente.

La Flower Parade si svolgerà nelle strade centrali della città di Namangan. In questa parata più di 200 mezzi di trasporto come automobili, mietitrebbie, camion dei pompieri, trattori, cingolati e ambulanze decorati con fiori e la bandiera simbolo nazionale, si sposteranno attraverso la città fino al parco ricreativo Zahiriddin Mukhammad Bobur.

La Festa dei Fiori colma di bellezza la città con le sue coreografie floreali e si distingue dalle altre cerimonie primaverili per il suo aspetto etno-ecologico, la disciplina che studia il legame tra popolazione e natura, un approccio multidisciplinare che cerca di capire come una popolazione, sulla base delle sue conoscenze e credenze, veda il suo ambiente e faccia uso delle risorse naturali a sua disposizione. L'etno-ecologia si concentra sull'analisi delle conoscenze ecologiche locali come strumento per la gestione sostenibile delle risorse naturali. 
Il Namangan Flowers Festival da quando si è tenuto per la prima volta nel 1961 è diventato un grande evento tradizionale annuale e un’esperienza indimenticabile per tutti i suoi visitatori.







 


venerdì 29 aprile 2022

Il 27 aprile Renato Rascel avrebbe compiuto 110 anni, Elisabetta Castiglione lo ricorda in un libro



Per il 110ecimo anniversario della nascita di Renato Rascel, Elisabetta Castiglioni ha dedicato un libro: "Renato Rascel, un protagonista dello spettacolo del Novecento". 

Renato Rascel è stato n grande artista che ha contribuito a innovare col suo linguaggio e la sua poetica un significativo pezzo di storia dello spettacolo italiano di quel periodo.

Autore originale, interprete raffinato e inconfondibile cantante, Renato Rascel seppe creare nelle sue imprevedibili performance un personalissimo stile, giocoso e riflessivo, incanalato sul fil rouge del surrealismo. 

In libreria, e sulle principali piattaforme digitali potrete trovare il saggio che ne ricostruisce in dettaglio l’arte attraverso un viaggio contestuale nella storia dello spettacolo italiano.

Elisabetta Castiglioni, che oltre 20 anni fa ne ha ricercato le tracce per archivi pubblici e privati, lo ricorda ora con questo lavoro, convinta che la scrittura creativa rasceliana sia ancora attuale ed estremamente comunicativa. 


Il libro, pubblicato da Iacobelli editore, è un itinerario critico attraverso la genesi e i retroscena delle sue opere e performance in grado di farne emergere la poetica e l’unicità. Forte di un inequivocabile stile e del suo talento di “one man show”, l’eclettico Rascel si è districato con nonchalance tra avanspettacolo, rivista, commedia musicale, prosa, cinema, televisione, musica leggera, materie differenziate di ogni capitolo di questo libro. Il suo personaggio stralunato e fanciullesco ha attraversato i più diversi generi dello spettacolo, instaurando un dialogo immediato col pubblico e spaziando dall’umorismo del “Corazziere” alla poetica dell’assurdo di Beckett e Jonesco, dalle commedie musicali di Garinei e Giovannini a canzoni “evergreen”, prima fra tutte "Arrivederci Roma".


In questa ragionata biografia artistica, dove spiccano anche interessanti progetti inediti, ne si possono ripercorrere analiticamente le varie tappe per cogliere la misura della sua grandezza.

 

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XV Festival Internazionale della Cinematografia Sociale "Tulipani di Seta Nera" dal 5 all' 8 maggio 2022

Da sinistra: Gianfranco Pannone, Janet De Nardis, Grazia Di Michele, Lorena Bianchetti, Paola Tassone, Diego Righini



La XV Edizione del Festival "Tulipani di Seta Nera" si svolgerà dal 5 all'8 maggio presso il The Space Cinema Moderno di Piazza della Repubblica a Roma, dove mercoledì 27 aprile si è tenuta la conferenza stampa in cui sono stati presentati i finalisti che si contenderanno la XV edizione del Festival Internazionale della Cinematografia Sociale Tulipani di Seta Nera, nonchè le Giurie che assegneranno i premi per le diverse sezioni in concorso.

All'incontro hanno partecipato, oltre al Presidente del Festival Diego Righini, i direttori artistici Paola Tassone (Cortometraggi), Grazia Di Michele (#SocialClip), Janet De Nardis (Digital Serie) e Gianfranco Pannone (Documentari); il responsabile della Sezione Estera Dundar Kesapli; Massimo Bonelli (Presidente Giuria #SocialClip), Noemi Serracini e Mariella Nava (Giuria #SocialClip), Erik Jozsef (Presidente Giuria Documentari), Catena Fiorello e Fulvio Firrito (rispettivamente Presidente e Vice Presidente Giuria Cortometraggi), Eleonora Ivone, Teresa Razzauti e Laura Bortolozzi (Giuria Cortometraggi), Angelica Massera e Luca Vecchi (rispettivamente Presidente e Giurato della Giuria Digital Serie). Presente anche Lorena Bianchetti, che su Rai2 condurrà il Galà Televisivo nel corso del quale saranno premiati i vincitori di questa edizione.

"Attraverso le immagini - spiegano gli organizzatori - si vuole rappresentare non il semplice racconto di una diversità, ma l'essenza stessa della diversità e della fragilità, delle persone e dei luoghi, valorizzandone i molteplici aspetti ed esprimendoli attraverso l'arte cinematografica, che da sempre ha dato voce alle lotte per l'ecologia e l'emarginazione, con pensieri, opinioni e sentimenti. La principale 'mission' del festival è creare una nuova società solidale, una comunità sensibile e integrata che impari a sostenere i più deboli e a rispettare l'ambiente che la circonda".

Realizzato dall'associazione di promozione sociale "Università Cerca Lavoro", su idea di Paola Tassone, il Festival promuove il lavoro di autori provenienti dall'Italia e dall'estero che, attraverso le immagini, rappresentano non il semplice racconto di una diversità, ma l'essenza stessa della diversità e della fragilità, delle persone e dei luoghi, valorizzandone i molteplici aspetti ed esprimendoli attraverso l'arte cinematografica, che da sempre ha dato voce alle lotte per l'ecologia e l'emarginazione, con pensieri, opinioni e sentimenti. Un Festival della transizione ecologica e sociale, la cui principale "mission" è quella di creare una nuova società solidale, una comunità sensibile ed integrata che impari a sostenere i più deboli e a rispettare l'ambiente che la circonda. Partner istituzionali e culturali della manifestazione sono il Ministero della Cultura, il Ministero della Transizione Ecologica, la Regione Lazio, Rai Cinema Channel e Rai per il Sociale, Roma Lazio Film Commission, ANAC, Ordine degli Psicologi del Lazio, AMNIL, ASVIS, ENIT, ENS, INAIL e Fondazione Univerde.


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martedì 19 aprile 2022

In Uzbekistan il Festival del folclore “Boysun Bahori”


Dal 7 all'8 maggio si svolgerà nel villaggio di montagna di Padang, nel distretto di Boysun, in Uzbekistan, il tanto atteso festival del folclore “Boysun Bahori”.

Il nome, che in uzbeko significa “primavera di Boysun”, è attribuito al fatto che si svolge in questo periodo dell’anno nel quale la zona di Boysun è particolarmente bella poiché le montagne circostanti sono completamente coperte di verde e tutti i prati fioriti.

Il Festival è organizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura dell'Uzbekistan, il Governatorato della Regione di Surkhandarya e una serie di organizzazioni culturali e mediatiche.

Parteciperanno oltre 200 rappresentanti di gruppi folcloristici, espressione delle culture e tradizioni popolari, che si esibiranno con costumi, canti, musica, competizioni di lotta, vari giochi tipici e non mancheranno infine le creazioni artigianali e la deliziosa cucina uzbeka. 

Lo svolgimento del prestigioso Festival rappresenta un valore unico, un significato profondo e un ricco patrimonio culturale, testimoniato anche dal fatto che nel 2001 Boysun è stata registrata dall'UNESCO come “la perla del patrimonio culturale orale e spirituale”.

Al termine della manifestazione verranno premiati i migliori gruppi folcloristici. 

Lo scopo di questo festival è quello di raccogliere e presentare il patrimonio del passato, sempre accuratamente conservato in tutto l’Uzbekistan con valori profondamente radicati nella tradizione di un intero popolo e che contribuiscono all’identità concettuale di nazione. 









giovedì 24 febbraio 2022

A Roma al Circolo degli Esteri è stato presentato il libro “Sistema Uzbekistan. L’Italia e l’Uzbekistan: l’eredità di un legame secolare”.


È stato presentato a Roma al Circolo degli Esteri il libro “Sistema Uzbekistan. L’Italia e l’Uzbekistan: l’eredità di un legame secolare”, a cura di Paolo de Angelis, Presidente della Società italiana “Fondazione Omnia”, e Tursunali Kuziev, Primo Vicedirettore dell’Agenzia per i Beni Culturali del Ministero uzbeko del Turismo e dello Sport, Onorato Operaio d’Arte dell’Uzbekistan, con il sostegno delle rispettive Ambasciate dell’Uzbekistan a Roma e dell’Italia a Tashkent.

Il libro è stato pubblicato da Eurlink University Press presso la Link Campus University di Roma. La prima tiratura è di 2.000 copie.

Sarà fruibile nelle biblioteche della Link Campus University e del prestigioso Circolo degli Esteri, i cui membri sono esponenti di spicco della sfera pubblica, politica ed economica, personalità della cultura e dell’arte, dirigenti della Farnesina e tantissimi ambasciatori che operano nel Paese.

Inoltre, il libro sarà inserito nel registro elettronico dei nuovi libri pubblicati in Italia, utilizzato dalle librerie e dalle biblioteche di tutto il Paese per l’aggiornamento e il rifornimento delle proprie collezioni.

Alla presentazione hanno partecipato vari rappresentanti della Farnesina, degli ambienti sociopolitici, imprenditoriali, educativi e accademici, nonché dei media del Paese.

Sulle pagine del libro si nota che la Repubblica dell’Uzbekistan, nata nel 1991, è una Repubblica giovane ma con radici culturali millenarie. Radici che oggi sono testimoniate dalle ricchezze dei palazzi di Samarcanda, di Bukhara e di Karshi, dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Un Paese multietnico dove convivono diverse etnie: russi, kazaki, tatari e altri. Radici millenarie che hanno trasmesso anche tradizioni culturali millenarie nell’ambito delle quali la famiglia è al centro dei rapporti della società e incide molto nelle decisioni dei giovani. Nonostante non abbia sbocchi al mare, come i paesi confinanti, l’Uzbekistan è un’importante piattaforma commerciale, grazie alla sua posizione centrale nell’Asia e alle ottime infrastrutture, e costituisce il crocevia naturale di gran parte della “via della seta”. Il Paese ha grandi potenzialità economiche di crescita e può contare su una popolazione giovane, con un’alfabetizzazione spinta, estesa anche alle donne, e la scuola secondaria obbligatoria. Il nuovo Presidente, Shavkat Mirziyoyev, eletto nel 2016, ha impresso una svolta riformatrice, garantendo la libertà di pensiero e avviando importanti riforme e un processo di modernizzazione del Paese. Con la convertibilità della moneta locale è diventato anche un Paese attraente per gli investimenti stranieri. Oggi è membro delle Nazioni Unite, della Comunità degli Stati Indipendenti, dell’OSCE, del Fondo Monetario Internazionale, dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai e dell’Organizzazione della cooperazione islamica. È, inoltre, osservatore, insieme al Tagikistan, dell’Unione economica eurasiatica. Nel maggio 2019 si è svolta in Italia la sesta sessione del Gruppo di lavoro intergovernativo italo-uzbeko per il commercio, la collaborazione economica, industriale e per i crediti all’esportazione, con la firma di un Protocollo che ha sancito il rinnovo della collaborazione tra l’Italia e l’Uzbekistan.

La prefazione al libro è stata scritta da un autorevole politico italiano, il professor Vincenzo Scotti, che ha ricoperto più volte incarichi ministeriali in Italia e ha dato un grande contributo alla fondazione della Link Campus University di Roma. In particolare, ha sottolineato l’importanza della diplomazia interstatale, cui è affidato il compito di costruire, attraverso il dialogo, modalità di riavvicinamento tra società e culture diverse. «Negli ultimi trent’anni - ha dichiarato il professore Vincenzo Scotti - abbiamo visto come la cooperazione culturale, scientifica, commerciale e sportiva, e, in particolare, la più profonda e reciproca conoscenza della storia, delle tradizioni, dell’economia e della società di un Paese possono contribuire all’abbattimento delle barriere e all’apertura di nuove strade».

Anche l’Ambasciatore d’Italia in Uzbekistan, Agostino Pinna, si è rivolto alla platea del folto pubblico intervenuto, con un discorso di benvenuto, il quale ha ricordato di essere stato «fortunato ad iniziare la sua missione in questo importante Paese dell’Asia centrale nell’estate del 2020, in un momento caratterizzato da un ambizioso programma di riforme politiche, economiche e sociali, che sta portando alla crescente apertura dell’Uzbekistan a livello internazionale e ad un dialogo più intenso con l’Italia». Il diplomatico ha sottolineato l’importanza delle «relazioni commerciali ed economiche tra l’Italia e l’Uzbekistan, che attualmente sono in via di sviluppo e che in futuro potranno trarre ulteriori benefici dalla complementarità delle economie dei due Paesi. I segnali provenienti dalle aziende italiane sono molto positivi al riguardo e le difficoltà causate dalla pandemia non hanno fermato la loro voglia di diventare più attive nel mercato uzbeko».

Il libro include anche un articolo dell’Ambasciatore dell’Uzbekistan in Italia, Otabek Akbarov. Egli rileva che Tashkent considera l’Italia un partner affidabile in Europa, uno dei più importanti centri mondiali della politica, dell’economia e della cultura. Durante i 30 anni dall’instaurazione delle relazioni diplomatiche, i due Paesi hanno cooperato assiduamente. Su questa base, le parti intendono ampliare e intensificare la multiforme collaborazione nei prossimi anni, conferendole una nuova qualità. L’articolo sottolinea che negli ultimi anni si è sviluppata una nuova dinamica nelle relazioni uzbeko-italiane, che si manifesta nell’intensificarsi dei legami politici, economici, culturali e umanitari. Si tratta di dialoghi ai massimi livelli, relazioni interparlamentari attraverso gruppi di amicizia.

È Intervenuto alla presentazione del libro il primo vicedirettore dell’Agenzia per i Beni Culturali del Ministero del Turismo e dello Sport dell’Uzbekistan, Tursunali Kuziev, che ha osservato come questo libro apra nuove pagine nella storia delle relazioni tra l’Uzbekistan e l’Italia ed è fiducioso che il pubblico italiano troverà molto interessante la storia e la cultura dell’Uzbekistan e il suo moderno sviluppo politico ed economico. Scopriranno anche nuove sfaccettature che collegano e uniscono i due Paesi, specialmente in aree come tradizioni, mentalità, storia, cultura e architettura.

Stefania Lazzari, Presidente di Eurilink University Press presso Link Campus University, ha affermato: «Questo è un libro meraviglioso, che racconta la storia dell’Uzbekistan, i suoi paesaggi, importanti rappresentanti ed eroi del Paese, nonché la cooperazione, i risultati, le opportunità e l’esperienza maturata nelle relazioni tra le aziende dei due stati. Questo è solo l’inizio della cooperazione tra Eurilink University Press e l’Uzbekistan, che è seriamente intenzionato a continuarla in altre aree».

Il Presidente Onorario della Camera di Commercio Italia-Uzbekistan, Luigi Iperti, si è così espresso:
«Sono l’autore di uno degli articoli pubblicati in questo libro. È la storia della Camera di Commercio in 20 anni di collaborazione con l’Uzbekistan. In esso ho parlato delle visite del Presidente dell’Italia in Uzbekistan e del Primo Presidente dell’Uzbekistan in Italia tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000. Sono stati 20 anni di grande cooperazione tra i nostri Paesi, durante i quali l’Uzbekistan è cresciuto davvero, ma ha mantenuto i suoi principi e tratti caratteristici dello sviluppo, definiti nei primi anni dell’indipendenza».

La pubblicazione del libro è dedicata al 30° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Italia e Uzbekistan, che i Paesi celebreranno il 24 marzo 2022.

Il libro svela il fascino di un Paese antichissimo sempre in crescita e che rappresenta sicuramente un ottimo partner per l’Italia e la sua imprenditoria.


In piedi l'Ambasciatore dell'Uzbekistan in Italia Otabek Akbarov 








lunedì 31 gennaio 2022

LA ROMA FASHION WEEK TORNA NEGLI STUDI DI CINECITTÀ NELL’ICONICO STUDIO 5 LE SFILATE E I DESIGNER DEL FUTURO


Roma Caput Mundi, Roma centro del nuovo e della moda indipendente. Perché è Roma l’hub dei giovani talenti, dei brand emergenti, delle realtà innovative, Roma è la Roma Fashion Week, la manifestazione che meglio incarna i valori di ripresa e delle prospettive di evoluzione di una città in fermento.

Organizzata e promossa da Altaroma, la Roma Fashion Week apre le porte dello studio 5 di Cinecittà, l’iconico studio del maestro Federico Fellini, dal 2 al 4 febbraio, per una tre giorni intensa di talk, sfilate, mostre, e il progetto Showcase, il contenitore dedicato ai designer emergenti e indipendenti che producono in Italia alle prime esperienze nel fashion biz.

Un’edizione ancora limitata ai soli addetti ai lavori, tra buyer e stampa, nel rispetto delle normative anti-covid che vedrà circa 100 designer, tra le nuove leve del Made in Italy, dal vivo e in digitale, grazie alla piattaforma Altaroma Digital Runway (https://digitalrunway.altaroma.it/it/) e la nuova App di Altaroma, che permetteranno di seguire tutti gli appuntamenti in calendario da remoto da ogni patte del mondo.

«Altaroma resta uno dei momenti di maggiore aggregazione del panorama della moda e vogliamo dare ancora una volta un segnale positivo - dichiara Silvia Venturini Fendi, Presidente di Altaroma - nonostante la pandemia non si sia ancora arrestata, consci delle difficoltà che molte aziende italiane stanno affrontando, ma presenti e fiduciosi per offrire un’opportunità a tutti coloro che iniziano il loro percorso nella moda. Altaroma è di fatto il canale di sviluppo e di internazionalizzazione dedicato alle realtà come quelle da noi sostenute, e se possiamo farlo è grazie al sostegno dei nostri soci, in particolare di Camera di Commercio di Roma e Regione Lazio, di ICE Agenzia e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale».

Si apre con i Fashion Talk organizzati con la 24Ore Business School e che, per questa stagione, saranno  dedicati al “Il Futuro è Donna”, e che vedranno esponenti del mondo delle istituzioni, della finanza e delle start-up affrontare l’inclusione e il gender gap in scenari concreti.

Attraverso la piattaforma digitale, che per questa edizione si completa di un’app per la connessione da tablet e smartphone e compatibile con tutti i sistemi operativi, sarà possibile seguire tutti gli appuntamenti in programma, e al tempo stesso, per gli addetti ai lavori, accedere ad aree riservate in cui incontrare e interagire con i designer, anche successivamente alle giornate di calendario, fino alla fine di giugno 2022.

La moda si fa ancora una volta cinema, sfilando e trasmettendo dallo studio 5, lo studio icona, quello di Federico Fellini, dove ha girato i suoi film più famosi e dove vedremo Alberto Audenino, Edoardo Gallorini, Muusa, Simon Cracker, Casa Preti, Gaiofatto, Italian Family, Gretel Z. e le tre collettive di Rome is my Runway, che vedranno dodici marchi presentare le loro novità per la prossima stagione.

Studio 5 e non solo, ogni giorno, infatti, a partire dal 2 febbraio negli spazi della Basilica Aemilia nel celebre set di Roma Antica, si potrà visitare Showcase, che conta 79 brand, divisi in tre giorni, in presenza e in contemporanea in digitale, frutto dello scouting e della selezione di quei brand, designer e start-up impegnate in progetti sostenibili, etici e innovativi.

Nell’abside della Basilica, inoltre, si potrà visitare la mostra Startup Fashion Academy, un’esposizione dei progetti degli studenti partecipanti all’omonima scuola d’impresa per giovani designer delle accademie di moda, promossa da Lazio Innova in collaborazione con Altaroma.

In calendario anche le proiezioni del Fashion Film Festival Milano Digital Awards, il 2 e 4 febbraio nella Sala Fellini degli Studi di Cinecittà e su Altaroma Digital Runway, per un viaggio alla scoperta della cinematografia di moda, che proseguirà il 3 febbraio con il Digital Media Fest. Sempre in streaming il video dell’Istituto Europeo di Design; e ancora, il documentario che racconta il work- shop degli studenti del Triennio in Fashion Design di Roma della NABA, Nuova Accademia di Belle Arti; e quello della RUFA Rome University of Fine Arts, per la prima volta nel calendario della Roma Fashion Week, che presenta un originale filmato con alcuni protagonisti del settore che condividono riflessioni, esperienze e criticità sulla necessità di coltivare un approccio di ecologia integrale al sistema moda. Un importante focus, quello della formazione, che si chiuderà il 4 febbraio con la sfilata nello Studio 5 degli studenti dell’Accademia Italiana di Roma.

Anche per questa edizione invernale sarà possibile partecipare agli appuntamenti in town con Gaia Caramazza e “Ritmo”, un’esposizione nella Galleria d’Arte Marchetti di gioielli unici dallo stile concettuale, accompagnata da un quadro moda e da un’atmosfera musicale live; e ancora la performance "Le Cicatrici Preziose", il 3 febbraio nella galleria Plus Art Pulse; e l’International Couture Fashion Show: Ponte tra l’Oriente e l’Occidente, progetto promosso dall’International Couture & IFN Foundation, negli spazi del Baglioni Hotel Regina. Mentre, negli Studi di Cinecittà, si terrà la premiazione del Roma Young Talent, contest promosso da CNA Roma in collaborazione con Altaroma e la Camera di Commercio di Roma.

«Per questa edizione, conclude il Direttore Generale di Altaroma, Adriano Franchi - abbiamo lanciato il cuore oltre gli ostacoli determinati del riacuirsi della pandemia, scegliendo di non sottrarci al nostro ruolo di supporto a tutti i giovani brand e start-up innovative e sostenibili, che contano sul sostegno delle istituzioni per garantire continuità al loro percorso di crescita».

Tutte le informazioni e i dettagli sugli appuntamenti della Roma Fashion Week (calendario aggiornato e comunicati stampa) saranno disponibili sulla App di Altaroma e sulla piattaforma digitale Altaroma Digital Runway.