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martedì 18 settembre 2012

L'ANIMALIER


Tutto l'animalier, nell'antica Grecia, era conosciuto come zoote. Oggi è leopardato, zebrato, tigrato, pitonato o sintetizzato dai termini “maculato” e “animalier”. La decorazione tessile che ricorda il manto delle fiere nell'epoca greco-romana si riconduce al culto dionisiaco, associato all'ebrietà e alla lussuria, la cui figurazione biblica, la lonza dal “pel macolato”, impedisce a Dante Alighieri il cammino verso la salvezza. Nell'iconografia quattrocentesca di Maria Maddalena è spesso presente la pelliccia maculata, riferimento ai trascorsi lascivi della santa, ma l'animalier è associato all'esoterico e al satanico, specie durante il Rinascimento, quando si iniziò a studiare il paganesimo antico e la civiltà egizia, nella quale il leopardo rappresentava un vincolo con l'adilà, o anche, come descritto nel volume Iconologia di Cesare Ripa del 1593, la figurazione della Libidine, con indosso una “pelle di pardo”. L'animalier, come si chiama ora e non maculato, vecchia terminologia della moda, e' sempre attuale, lo troviamo anche nella collezione autunno inverno 2012/2013, dove spicca all'insegna del lusso sia sugli accessori: scarpe, borse, cinture, ma anche negli abiti, cappotti, giacche, giubbotti, colli di pelliccia e cappelli. Appare nella moda già dagli anni '40,  raffinato e nello stesso tempo aggressivo. Non può mancare nel nostro guardaroba, anche un solo accessorio. Sempre attuale e intramontabile!

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