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mercoledì 19 aprile 2017

Al via la decima edizione del Festival Internazionale del Film Corto "Tulipani di Seta Nera"



Il 28 e 29 aprile 2017 presso la Casa del Cinema e il 30 Aprile 2017 (serata finale, Gran Gala e premiazioni) presso il Teatro Olimpico di Roma, si svolgerà la decima edizione del Festival Internazionale del Film Corto "Tulipani di Seta Nera", organizzato dall'Associazione Studentesca Universitaria "L'Università Cerca Lavoro", su idea di Paola Tassone.
Le opere selezionate tra le oltre cento iscritte al concorso del festival sono trentaquattro; il cortometraggio con maggior numero di visualizzazioni riceverà il 30 aprile, in occasione della serata di Gala sul palco del Teatro Olimpico, il Premio Sorriso diverso Rai Cinema Channel.
La giuria tecnica, presieduta da Caterina D'Amico, preside della Scuola Sperimentale nazionale di Cinema, sarà composta dal vicepresidente Carlo Brancaleoni, responsabile delle Opere prime e seconde di Rai Cinema, il regista Fausto Brizzi, la sceneggiatrice Marianna Cappi, l'attrice Lucia Ocone, il critico cinematografico Enzo Lavagnini e il maestro Vince Tempera, compositore musicale. Oltre alla giuria tecnica è prevista la giuria di VariEtà presieduta da Sara Iannone.
La tematica delle opere selezionate è la valorizzazione della diversità in ogni suo aspetto: i cortometraggi puntano ad attivare nel pubblico momenti di grande riflessione per esplorare in profondità non "il semplice racconto di una diversità, ma l'essenza della diversità, sapendola soprattutto valorizzare". Attraverso il lavoro di giovani autori, si punta quindi a focalizzare l'attenzione sull'integrazione e sulla valorizzazione della diversità, come peculiarità del singolo e di ogni situazione: le tematiche della disabilità, lavoro, sessualità, vengono considerate ed evidenziate non in chiave pietistica, ma come valorizzazione ed esaltazione della differenza.
Tra i vari argomenti trattati dai registi finalisti della decima edizione del festival ricordiamo: la violenza sulle donne, la diffidenza e il pregiudizio, la vulnerabilità, le aspettative e le prospettive di vita degli anziani, i sogni che diventano speranze e poi illusione con l'insorgere di una malattia, le prigioni psicologiche che ci tormentano e diventano ossessioni.
Le novità tematiche presenti nelle sezioni speciali sono: "il contributo delle donne leader", "la capacità di integrazioni delle religioni", "la cultura della legalità" e infine il "SocialclipTSN".
Uno degli obiettivi che si pone il concorso, infatti, è la promozione delle azioni orientate all'integrazione delle persone di origine e cultura diversa: il grande schermo diviene dunque strumento per lasciare emergere l'essenza della diversità, sperando per ciascuno, in un percorso di vera inclusione e integrazione.
Come nelle scorse edizioni anche quest'anno per tutta la manifestazione sarà garantito il servizio d'interpretariato da/in lingua dei segni italiana (LIS) offerto con il contributo dell'Ente Nazionale Sordi - Onlus.

Ph. di Stefano Grimaldi



Sara Iannone, Francesca Zdar Peschiaroli

Gian Marco Tognazzi

Franco Di Mare, Metis Di Meo

giovedì 12 gennaio 2017

A Roma al Teatro Parioli Peppino De Filippo va in scena "Classe di Ferro"



Paolo Bonacelli, Valeria Ciangottini, Giuseppe Pambieri


A Roma al Teatro Parioli Peppino De Filippo dal 12 al 22 gennaio andrà in scena la commedia "Classe di ferro" di Aldo Nicolaj con Paolo Bonacelli, Giuseppe Pambieri, Valeria Ciangottini e la regia di Giovanni Anfuso.
"Classe di ferro" è incentrata sui problemi della terza età, trattati con una delicatezza e un humour non frequenti nella nostra drammaturgia.
La vicenda è ambientata in un giardino pubblico di una grande città. Protagonisti sono tre anziani: Libero Bocca, Luigi Lapaglia e Ambra, che si sono conosciuti casualmente durante le loro quotidiane passeggiate. I loro caratteri sono assolutamente differenti, aggressivo e riottoso quello di Bocca, docile e remissivo quello di Lapaglia, angelico e sognatore quello di Ambra, consentendo all'autore di creare un affresco quanto mai attuale del mondo degli anziani, un mondo solo apparentemente semplice e spensierato, ma che, in realta, è carico di malinconie, passioni violente, aspettative impossibili, delusioni profonde, timori e insicurezze. Dopo una prima descrizione trionfalistica dei propri cari viene alla luce, un pò alla volta, la confessione amara di essere divenuti ormai un peso per figli e nipoti, il timore di appartenere a un mondo ormai scomparso, la consapevolezza della propria inadeguatezza e la conseguente paura di venire abbandonati in un ospizio. A questo punto Bocca e Lapaglia progettano una fuga in piena regola, una sorta di evasione dalla grande città tagliando tutti i ponti con il loro passato per approdare in un piccolo paese di provincia, una sorta di terra promessa dove poter finalmente conseguire quella felicità cui hanno sempre teso ma che non hanno mai conseguito. Ma il finale, che giunge rapido e imprevisto, riporta tutti, personaggi e spettatori, alla cruda realtà della società moderna.
"Classe di ferro" è una splendida parabola sulla terza età, una commedia che sollecita tutta una serie di riflessioni sul destino, molto spesso crudele, dell'anziano nella nostra società. Un testo, che alternando leggerezze e ingenuità con alcuni momenti di profonda commozione, lascia una traccia profonda nello spettatore.