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sabato 29 ottobre 2011

C'E' CRISI, C'E' CRISI...

C'è crisi, c'è crisi....io non sento altro. Esco di casa, prendo un taxi e il tassista mi parla e mi dice: c'è crisi. Entro nei negozi e i commercianti mi bombardano con  buoni sconto per i prossimi eventuali acquisti. Ricevo SMS da negozi che mi invitano a visitarli per vedere le nuove collezioni, specificando che mi sarà abbonato il recente incremento dell'I.V.A. C'è crisi! Giro per la città, le vie e i centri commerciali sono affollati e brulicano di gente, ma gli interni dei negozi vuoti completamente. Cos'è successo, una catastrofe? Nei negozi vuoti ti accolgono con un tappeto rosso... Se solo mi ricordo quando, qualche anno fa, sembrava che le commesse maleducate ti facessero un favore per venderti ciò che ti piaceva. Cosa è successo, l'Italia è cambiata? Siamo di fronte a una crisi senza precedenti. Mi sembra di rivivere il periodo dell'austerity, degli anni '70, in cui si chiedeva di non usare la macchina e si andava a piedi per risparmiare benzina. Ma in quel periodo tutti partecipavamo e comunque si faceva qualcosa. Adesso c'è crisi ma agli italiani non viene detto nulla, non vengono presi provvedimenti concreti se non leggi anticrisi stabilite dal Governo. La crisi è meno palpabile, non la subiamo in maniera diretta ma ce ne accorgiamo dalla vita che cambia. Non più vacanze in montagna per Natale, ne a Pasqua al mare e d'estate le vacanze solo per pochi eletti. Non parliamo del lavoro. In Italia hanno sempre lavorato solamente i raccomandati, per gli altri nessun futuro. I privilegiati vanno a lavorare all'estero dove ancora esiste il motto "I have a dream" e se hai talento sfondi e diventi ricco. In Italia uno Steve Jobs non    sarebbe diventato tale, non se lo sarebbe filato nessuno. Le aziende "investono" sui loro figli, nipoti, cugini, amici degli amici, tutti senza arte e ne parte, che portano solo al fallimento delle loro aziende. Mi chiedo: "quanti potenziali Steve Jobs esistono in Italia?" Tanti!! Questa è la triste realtà! Che fare a questo punto? Italiani, Italia, bisogna cambiare! Guardo la televisione e vedo sempre le solite facce, i soliti politici, le idee i discorsi sempre uguali, sono cambiati solo i loro volti, più rugosi e i loro capelli diventati ormai bianchi. Ma sono sempre loro, quelli che hanno distrutto l'Italia, che hanno distrutto i nostri sogni, il nostro futuro. Che fare? Gli italiani, quelli che incontri per strada tutti i giorni sono persone serie che lavorano, sono onesti cittadini che pagano le tasse convinti che servano per poter usufruire dei servizi che lo Stato si impegna a dare gratuitamente, come la sanità, le scuole per i loro figli, e tutti i sacrifici per  la meritata pensione. Ci vantiamo di avere un servizio sanitario gratuito o quasi ma quanto dobbiamo aspettare per una visita specialistica? Un anno, sei mesi. Se hai una patologia importante non puoi aspettare e allora devi far ricorso agli ospedali privati, agli esami privati che costano parecchio. Dov'è la differenza, me lo sapete dire? Questa è mafia, anche questa è mafia. La mafia non è solo criminalità ma è anche mentalità, costume, educazione. Questa è l'Italia sporca, fatta di persone che la porta avanti in questo modo, senza riconoscere i meriti. Questi sono tutti coloro che la rovinano e che ci hanno portato alla crisi che stiamo vivendo. Potrà cambiare questa Italia? Ci sono tante persone oneste e perbene ma finché sarà governata male non ce la faremo, i potenti prevarranno sui più deboli. Nonostante tutto io   sono un'ottimista e sono sicura che chi ci governa voglia il bene del Paese e dell'Italia, dopo tutti questi anni di malgoverno. Non voglio pensare a un mio futuro e a quello dei miei figli all'estero, vorrei poter vivere qui, potendo lavorare, perché è un mio diritto sancito dalla nostra costituzione e non  un privilegio per pochi eletti. Viva l'Italia, viva la democrazia!

7 commenti:

  1. Viva l'Italia, nonostante tutto, con la speranza che qualcosa cambi

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  2. ...e se fosse tutta una gran presa per il cu...?
    io ho un altra teoria L'ITALIA non è in una crisi ma nel giusto livello economico ,non dimentichiamoci che abbiamo per anni vissuto come non potevamo permetterci essendo un paese senza materie prime e ora abituati al alto tenore di vita di parliamo di crisi
    E come se un Re ,Un comte o un Marchese di colpo si troverebbe a dover lavorare per vivere
    Ho paura che tutti si aspettino un miracolo e cioè il poter ritornare a una vita da Nobili
    E NO !!!! Cari Italiani non si puo' fare una vita da Generale con uno stipendio da Caporale

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  3. Attila Piccolo29 ottobre 2011 12:04

    Fuori dai denti...come si suol dire...Ma c'è una dicotomia tra il contenuto e la parte finale..Se è vero il primo non può esserlo la sec onda e viceversa..Ma c'è vera crisi? I ragazzi spendono e spandono nei negozi per oggetti futili o avanbzati teconologicamente, eppure le famiglie non arrivano alla fine del mese... ( ma non è un afrase che sentiamo da20/30 anni ? Anche quando le cose andavano bene? E si diceva che c'era ugualmente crisi? Ma c'è veramente crisi? O è crisi di rinnovamento, di saturazione ciclica? Nessuno sta morendo di fame ma stiamo pagando l'inserimento nell'uero, nell'econmia globalizzata, la gobalizzazione...Nuovi scenari, nuovi equilibri, nuovi giochi che stanno modificando tutti gli equilibri, creandone di nuovi.E questo è il nuovo campo ed il nuovo terreno dove dobbaimo saper giocare. Ma Noi siamo un popolo di poeti e d'inventori ! Con la poesia si cura l'anima con le invenzioni la materia ! Gli italiani ce l'hanno sempre fatta !

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  4. un esempio...A riprova dei dubbi miei e di Attila vi è che questo anno i traghetti Italia-Sardegna nel periodo estivo hanno avuto il picco più alto di passeggeri da sempre ...

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  5. Valerio da dove hai avuto questa informazione? Io ho trascorso tutta l'estate in Sardegna e non l'ho mai vista così vuota come quest'anno. Proprio a causa dei costi altissimi dei traghetti e degli aerei, oltre il vitto e l'alloggio che non sono da meno. Quest'anno c'e' stato un calo del turismo preoccupante che ha messo in ginocchio albergatori, ristoratori ecc.. Senza parlare delle tantissime case rimaste sfitte......

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  6. Maurizio Scarfi28 febbraio 2012 08:54

    La vera ragione di questa discrepanza tra crisi vera e crisi percepita sta nel fatto che gli italiani, popolo di gran risparmiatori, avevano una buona e cospicua riserva di liquidità accumulata in anni di commercio lucroso, vendite immobiliari assolutamente fluenti, un discreto trend economica che comunque cresceva ed un regalo incredibile di supervalutazione che hanno avuto i beni, tutti, dato dal passaggio lira/euro.
    Sostanzialmente queste riserve hanno fatto "tenere" i consumi che sono calati ma non ancora sensibilmente.
    Ma abbiamo consumato le riserve, abbiamo continuato a vivere discretamente attingendo al salvadanaio.
    Il salvadanaio nel frattempo si è svuotato anche perchè non è stato rinnovato quel risparmio lento, costante che ci stava prima.
    La vera crisi dei consumi arriverà ora......quando saranno vuote le tasche, aiutati anche dall'incremento abnorme delle imposte dirette ed indirette, allora si sprofonderà.
    Non è catastrofismo. E' studio dei fattori economici e pareri di economisti (fonte Sole24ore, trasmissioni varie).
    Se si vedono ancora ristoranti pieni o alberghi pieni non bisogna pensare che tutti i ristoranti o gli alberghi sono pieni.....sarebbe un errore stupido e madornale.
    I ristoranti lavorano il sabato....ma gli altri giorni ? Gli alberghi fanno il pieno ad agosto....ma gli altri mesi ? Non generalizziamo anche l'aspetto che, comunque e sempre, ci sarà gente che può permettersi viaggi e vacanze, acquisti da Prada ed alberghi a 5 stelle.....ma sono il 10% della popolazione........il resto è, siamo, gente comune.
    La crisi c'è. Le aziende chiudono. Gli operai sono licenziati. Gli artigiani sono a casa....... E' sotto gli occhi di tutti.

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