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mercoledì 15 giugno 2016

La mostra “L’Eleganza del Cibo” vola a New York




La mostra “L’Eleganza del Cibo”, a cura di Stefano Dominella e Bonizza Giordani Aragno, vola a New York per celebrare la moda e il cibo, due eccellenze della cultura italiana.
L’esposizione, ospitata lo scorso anno a Roma presso il suggestivo complesso archeologico del Museo dei Mercati di Traiano, ha riscosso ampi consensi di pubblico e di critica, tutti attratti da abiti e accessori messi in mostra per celebrare la contaminazione tra moda e nutrizione, registrando un boom di visitatori italiani e stranieri, con 109.000 presenze.
Il grande successo ottenuto ha reso inevitabile la realizzazione di un immancabile appuntamento nel cuore della Grande Mela. Perfettamente in linea con l’importante progetto di internazionalizzazione della moda italiana all’estero, ecco che l’iniziativa, promossa dall'ICE, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in collaborazione con Unindustria, Unione degli Industriali e delle Imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, dal 24 giugno al 4 luglio, sarà ospitata al Chelsea Market, vero tempio dedicato al cibo di Manhattan.
Ecco quindi l’originale percorso espositivo con abiti e accessori ispirati alla nutrizione e all'eco-sostenibilità, che creeranno un viaggio contemporaneo, svelando il legame tra stile e nutrizione nel corso degli ultimi settant’anni della storia del made in Italy.
Tra i 90 abiti e accessori magistralmente allestiti, come non citare Giorgio Armani che ha aderito all’iniziativa. Re Giorgio ha dedicato un’intera collezione Privè al bambù, pianta delicata e robusta al tempo stesso, sempre più in voga nell’industria ecosostenibile, metafora di un'eleganza che eleva a poesia tessuto e disegno. Etro fa suo lo slogan “We are what we eat” (Noi siamo ciò che mangiamo), così le meravigliose stampe della Maison si colorano di pasta e crostacei crudi, in composizioni grafiche create con immagini digitali in cui i pranzi, italianissimi nella loro rappresentazione, si trasformano in un caleidoscopio di cibo. Guillermo Mariotto per Gattinoni sceglie di mettere in mostra il “bread dress” con bustier scolpito con vere spighe di grano e pantaloni in juta ricamati con biscotti e salatini glassati e cristallizzati. Anche il giovane designer Tiziano Guardini sceglie vere spighe di grano per realizzare il suo abito “Natural Couture” eco-sostenibile. Salvatore Ferragamo, pioniere nell'utilizzo di materiali poveri come sughero, rafia e canapa, ha scelto di esibire alcune delle sue calzature più famose tratte dal prezioso archivio storico della fondazione a lui dedicata. Antonio Marras, che affonda le radici della creatività nella sua terra di origine, la Sardegna, mette in mostra abiti con ricami-richiami alla natura. Immancabile Moschino, che da sempre ha trattato il cibo con ironia e come strumento di denuncia sociale, con creazioni esclusive provenienti da archivi privati. In mostra anche Ken Scott, il giardiniere della moda, colui che tra i primi ha scelto di inneggiare al food attraverso le vivaci stampe dei suoi abiti: asparagi, piselli, carciofi, fichi, diventano “meraviglioso orto” da indossare, così come la vivace stampa che inneggia ai rigatoni per un gustoso piatto da esibire.
Ad arricchire il prestigioso progetto, Kimerafilm produrrà per l’occasione un docu-film, scritto da Paolo Belletti e Matteo Alfonsi e diretto da Dario Carrarini, che attraverso alcuni testimoni ripercorrerà la storia dell'esposizione da Roma ai suoi viaggi d'oltreoceano. Un esperimento che Kimerafilm affronta con entusiasmo, avendo ben chiaro come l'audiovisivo svolga un ruolo non secondario nella promozione del made in Italy sui mercati internazionali.
"Gli Stati Uniti rappresentano un fondamentale punto di riferimento sia per la moda che per tutte le aree di prodotti che fanno parte della quality of life italiana - dichiara Stefano Dominella - curatore della mostra e presidente della Sezione Tessile, Abbigliamento, Moda e Accessori di Unindustria. L’internazionalizzazione è la chiave del successo per far sì che il Made in Italy abbia un futuro più che mai longevo. Sono sempre stato affascinato dal rapporto tra cibo e moda - continua Stefano Dominella - da un lato il cibo nutre il corpo, dall'altro la moda stimola l'immaginazione e l'espressione di sé. Ed è proprio da questo mood che possiamo definire ‘Dolce Vita culinaria’ che ho concepito l'idea di coniugare moda e cibo, sia per ammiccare a questo strano binomio così come per approfondire le molte sfumature ad esse collegate, compreso il loro legame con la natura e l'ambiente".
Nella mostra saranno esposti 60 abiti e 50 accessori di: Armani Privè, Alberta Ferretti, Antonio Grimaldi, Antonio Marras, Carta e Costura, Clara Centinaro (Archivio Annamode Costumes), Dal Co', Emilio Pucci, Enrico Coveri, Elsa Schiaparelli, Etro, Fendi (collezione privata), Gallia e Peter, Gattinoni, Gianfranco Ferrè (Fondazione Gianfranco Ferrè), Gucci (Archivio Gentili Mosconi), Ken Scott (Fondazione Ken Scott), Irene Galitzine, Krizia (collezione privata), Laura Biagiotti, Mariella Burani (Archivio Modateca), Mario Valentino, Maurizio Galante, Max Mara, Moschino (collezione privata), Patrizia Fabri, Pier Alli (Archivio Annamode Costumes), Raffaella Curiel, Romeo Gigli, Ruffocoli, Salvatore Ferragamo, Sarli, Serikos, Tita Rossi (collezione privata), Valentino (collezione privata), Walter Albini, Zecca (collezione privata) e Marina Corazziari con i suoi gioielli, delle vere e proprie opere d'arte.
Tra i giovani designer: Alessandro Consiglio, A-Lab Milano, Benedetta Bruzziches, Chez Dédé, Daniele Amato, Fabrizio Talia, Gianni De Benedittis, Italo Marseglia, Kukso Koo, Maria Maiani Academy, Nicolas Martin Garcia, Odile Orsi, Santo Costanzo, Silvia Pizzoli, Tiziano Guardini.

Giorgio Armani, foto di Paolo Belletti



Maurizio Stirpe, Fiore, Stefano Dominella

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